Politiche 2008 - la Destra
Pubblicato da Markus su Domenica 16 Marzo, 2008
A meno di un mese dalle elezioni politiche del 13 e 14 aprile, che consegneranno all’italia un nuovo Governo dopo la breve esperienza (già sperimentata 10 anni fa) di Prodi, è mia intenzione analizzare in questo periodo l’offerta della politica italiana. I candidati alla Presidenza del Consiglio sono davvero tanti, e vanno da nomi semi sconosciuti al grande pubblico fino ad una varietà di partiti, alcuni conosciuti e già visti, altri nuovi (o tali in apparenza) fino alle solite minestre riscaldate! Non prenderò neppure in considerazione tutte quelle liste e candidati che con assoluta certezza non prenderanno posto in Parlamento ma mi limiterò a fare un quadro dei partiti più importanti. Non parlerò, per esempio, di Willer Bordon candidato con l’Unione Democratica dei Consumatori, di Franco Turigliatto a capo della Sinistra Critica o di Giuliano Ferrara e della sua lista pro-Life. Le motivazioni sono semplici: il 90% degli elettori non sa neppure chi siano Bordon e Turigliatto o che siano candidati! Quanto a Ferrara, tutti lo conoscono e sono conoscenza della sua battaglia anti-abortista, ma non credo che sia necessario prendere in esame un candidato il quale programma ruota attorno ad un solo punto e argomento. Il primo di questi post è dedicato al movimento la Destra di Francesco Storace, che candida alla Presidenza del Consiglio Daniela Santanchè.
Il movimento la Destra nasce alla fine dell’anno scorso dopo la fuoriuscita dal partito di Alleanza Nazionale di uno dei suoi colonnelli, Francesco Storace, già a capo della corrente D-Destra di AN. La crisi, seguita da diverse critiche di Storace al presidente del partito Gianfranco Fini per la sua politica giudicata troppo centrista, ha il suo apice nel mese di Novembre 2006 con l’estromissione dalla Direzione Nazionale del partito. L’ex colonnello di AN presenta le sue dimissioni e fonda la Destra, movimento autonomo che si rifà ai valori della destra sociale, a suo dire abbandonati da AN per posizioni più moderate e centriste.
Se cerchi “la destra” su Google trovi il partito di Storace ben posizionato seguito da siti di interesse e cultura della destra italiana. Navigando sui siti web del movimento capisci che non sono particolarmente interessati al web 2.0! Il portale principale (www.la-destra.it) non presenta addirittura nessun contenuto, se non link e istruzioni per aderire e collegamenti a siti personali. Ti sposti sul portale d’informazione (www.ladestranews.it) e trovi un semplicissimo giornale di propaganda, articoli e nient’altro. Decidi di avventurarti nei siti personali dei dirigenti (www.storace.it e www.teodorobuontempo.it) e trovi invece blog ben strutturati e aggiornati. L’interazione è certo poca, i commenti ai singoli post fanno pensare più a delle chat che ad un blog e non si trovano interazioni tra l’autore e i suoi lettori/elettori. Per trovare un stralcio del programma elettorale bisogna invece andare sul sito web della candidata (www.danielasantanche.com) che presenta solo un banalissimo blog.
Scrive Renato Mannheimer sul Corriere della Sera:
Gli elettori che attualmente esprimono l’intenzione «certa» di votare per La Destra si trovano in misura proporzionalmente maggiore nel centro-sud, in particolare nelle grandi città, specialmente a Roma. Sono in larga misura cattolici praticanti in modo regolare o quasi: mediamente si recano alla Messa 1-4 volte al mese. Ma l’elemento più caratterizzante dei votanti per La Destra rispetto all’elettorato degli altri partiti è costituito dall’età relativamente minore. Sono cioè i giovani, specie coloro che hanno fino a 20 anni e sono dunque al primo voto ad essere attratti, in misura più che proporzionale dalla scelta per la lista della Santanché. Il motivo sta, probabilmente, nel carattere «radicale» di questa forza politica. Un connotato che mobilita spesso le persone più giovani.
Attualmente i sondaggi danno la lista della Santanchè oscillante tra il 2 e 4% e un bacino potenziale di voti che arriva a sfiorare i 13 punti percentuali. Trovo difficile che la Destra possa superare il 5%, ma vi è da considerare, secondo me, tre cose:
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Quanti saranno gli elettori di Alleanza Nazionale che seguiranno il suo leader Fini in questo cammino populista, all’ombra del padre-padrone Berlusconi? E quanti si sentiranno più rappresentati da un partito che (almeno a parole) rappresenta i valori della destra?
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Il partito di Storace riuscirà a catturare anche i voti di quei partiti storicamente più estremi come Forza Nuova? Nonostante una moderazione delle idee e dei toni, ma a vantaggio di una rappresentanza in Parlamento?
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Quanti elettori vicini alla Lega Nord troveranno in Storace una valida alternativa al Bossi cagnolino di Berlusconi?
Se gli ultimi due punti possono sembrare poco importanti, ricordo che, se si avverassero, significherebbero almeno il 2% dei voti, portando la lista oltre il 5%. Col 5% non si comanda il paese, certo, ma si può tenere in scacco il governo, soprattutto al Senato.
Nonostante Storace si definisca pulito e serio non dimentico la pessima gestione della Regione Lazio (contratti senza gara d’appalto, salari da fame a lavoratori di ditte esterne e continui trasferimenti di servizi in appalto a ditte private, blocco delle assunzioni, aumento esponenziale del precariato), gli innumerevoli scandali (la spiacevole e vergognosa polemica con la senatrice a vita Rita Levi Montalcini e i successivi insulti rivolti al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano) ed inchieste giudiziarie a cui è stato esposto (erogazione irregolare di finanziamenti per la ricerca scientifica quand’era Ministro della Salute, accesso abusivo al sistema informatico e violazione della legge elettorale quand’era Governatore del Lazio). Lo stesso Storace si dichiara contro ogni tipo di casta, privilegi della politica e tante altre belle cose degne del Grillo più euforico! Proprio lui che rappresenta il Politico Italiano: corrotto, clientelare e a caccia di poltrone. Lui è il capo e artefice di questo movimento, e lo rappresenta bene!
Il programma è qualcosa di già letto. Scopiazzato male dagli amici/nemici del Partito della Libertà, è corretto malamente sotto un ottica nazionalista; composto per di più da slogan belli e ad effetto, senza ricette ne idee veramente fattibili. Ma questa è una caratteristica della politica italiana, parlare troppo e non fare nulla!
Unico merito del partito è quello di non essersi sciolto per confluire in quel minestrone chiamto Partito della Libertà e fuggire sotto l’ala protettrice del suo padre-padrone Berlusconi.






