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Politiche 2008 - il Popolo della Libertà

Pubblicato da Markus su Sabato 22 Marzo, 2008

Dopo le forze di confine (estrema destra, centro ed estrema sinistra) è la volta dei listoni. Nati come grossi pentoloni per ospitare quanta più gente si può (gente uguale voti) sono la vera novità di quest’anno: il Partito Democratico (prossimamente un post dedicato) e il Popolo della Libertà che candida a Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

EP08_PdL_Berlusconi Il Popolo della Lbertà nasce nella testa del suo padrone Silvio Berlusconi il 18 Novembre 2007 come pentolone unico del centro-destra. Racconta la leggenda che il Cavaliere ebbe tale illuminazione nel viaggio in macchina verso un comizio semi-improvvisato a Piazza San Babila in Roma, dove nel pomeriggio si era tenuto uno dei tanti gazebo contro il Governo Prodi. Il suo intento era chiaro: rispondere al partito unico del centro-sinistra e superare la politica delle coalizioni, un unico partito, un unico leader, tutti sottomessi al suo volere e, di conseguenza, ai suoi interessi personali. Il processo di unificazione subisce un’accelerata con la caduta di Prodi, Fini cambia idea per l’ennesima volta in un millisecondo ed entra nel PdL: il sogno di Berlusconi può finalmente avverarsi. I problemi, però, non mancano: non tutti, come Bossi e Fini, accettanto di piegare la testa e di perdere la possibilità di decidere autonomamente.

La corsa verso le elezioni del Popolo della Libertà inizia male e prosegue peggio. Il portale principale (www.ilpopolodellalibertà.it) era una semplice pagina che rimandava ai siti di Forza Italia (www.forzaitalia.it), Alleanza Nazionale (www.alleanzanazionale.it) e ai Circoli della Libertà (www.circolodellaliberta.it). La corsa verso un’interazione (apparente) con i naviganti della rete è iniziata poche settimane indietro dopo un articolo sul Corriere della Sera che evidenziava un ritardo ineccepibile nei confronti degli avversari del Partito Democratico. Al momento il sito non è addirittura più raggiungibile, e si è reindirizzati al sito di FI, trasformato per l’occasione in votaBerlusconi.it, dove la comunity è inesistente e l’interazione assente.

 

Scrive Renato Mannheimer sul Corriere della Sera:

Dal punto di vista dei connotati socio-economici, il Popolo delle Libertà si caratterizza con un elettorato tendenzialmente più maschile che femminile e distribuito quasi uniformemente in tutte le classi di età. Similmente a quanto accadeva per Forza Italia, esso si connota con una presenza assai più accentuata di persone con titolo di studio medio-basso e, di converso, una minore incidenza di laureati. Buona parte degli elettori del PDL si dichiara cattolica praticante, sebbene in misura moderata: vanno infatti a Messa grossomodo due volte al mese.

Attualmente i sondaggi danno il Popolo della Libertà oscillante tra il 36 e il 40% e un bacino potenziale di voti che arriva a sfiorare i 50 punti percentuali. Per dedurre con successo i voti che prenderà il PdL ci sono quattro considerazioni da fare:

  1. Quanti saranno ancora abbindolati da Berlusconi?
  2. Quanti prenderanno sul serio gli inviti di Fini e Franceschini (PD) a non fare voti inutili?
  3. Quanti prenderanno sul serio la campagna diffamatoria orchestrata da Berlusconi contro l’operato del Governo Prodi?
  4. Quanti elettori di Alleanza Nazionale seguiranno il suo leader? Quanti invece si orienteranno su la Destra o la Lega Nord?

E’ probabile che il Popolo della Libertà vinca le elezioni, in che misura non si sa. Nonostante l’ottimismo di Berlusconi credo che la battaglia vera sia in Senato dove, soprattutto per l’addio dell’Unione Di Centro e la Destra, potrebbe perdere il premio di maggioranza in parecchie regioni e avere un distacco di pochi senatori, senza contare i voti (sicuramente contrari) dei senatori a vita, ben otto.

 

Qualcuno obieterà: «Il Popolo della Libertà non è un pentolone, è un partito unico del centro-destra». Beh, non è vero. Un partito unico nasce dalla volontà di tutte le sue componenti. Il PdL è nato per volere di Berlusconi e basta. E come non definire pentolone un partito che ha al suo interno persone che arrivano da ideologie differenti (ci sono socialisti, democristiani, liberali, radicali, neo fascisti). Per chi ancora avesse dei dubbi, hanno aderito al PdL: Forza Italia, Alleanza Nazionale, Circoli della Libertà, Circoli del Buongoverno, Circoli de L’Opinione, Democrazia Cristiana per le Autonomie, Nuovo Partito Socialista Italiano, Popolari Liberali, Partito Pensionati, Azione Sociale, Riformatori Liberali, Liberal Democratici, Italiani nel Mondo, Decidere!, Destra Liberale Italiana, Socialisti Riformisti. Io lo chiamo pentolone, voi?

Di cose da dire su Silvio Berlusconi ce ne sarebbero tante, quasi tutte negative purtroppo. Cominciamo dal fatto che, caso unico al mondo, la stessa persona si candida alla Presidenza del Consiglio per la quinta volta consecutiva. Continiuamo col dire che da 15 anni Berlusconi è l’unico leader della destra italiana, a sottolieare come il PdL sia una ventata di novità: stesse persone di sempre. Aggiungiamo come ha governato nei cinque anni di Governo, interessato solo ai suoi problemi, senza uno straccio di riforma, con i conti dello Stato allo sbando, i costi della politica aumentati. Verrebbe da gridare allo scandalo se ottenesse anche solo l’uno per cento dei voti, ma questa è l’Italia, siamo italiani, guardiamo la televisione (di Berlusconi), leggiamo i giornali (di Berlusconi), ascoltiamo la radio (anche quella anche quella). E se tifiamo Milan? Caspita pure nello sport ce lo ritroviamo! Parlare del passato imprenditoriale di Berlusconi e di tutti i suoi guai con la giustizia sarebbe troppo facile, tanto di cose assurde e schifose nel PdL ce ne sono tante.

Partiamo da Gianfranco Fini, disse un secco no al PdL per poi mangiarsi tutto e svendere Alleanza Nazionale, questa sì che è coerenza! Ma si sa, la coerenza non è di casa nel centro-destra italiano. Per non parlare della memoria corta dei suoi colonnelli, attaccano Prodi e il suo Governo come se fosse lì da vent’anni. Non si ricordano che 20 mesi fa c’erano loro al Governo e le cose non andavano tanto meglio. E di memoria ne è a secco anche Sandro Bondi, uomo fidato di Berlusconi: grida al complotto dei comunisti, ma non era lui iscritto al Partito Comunista Italiano? Per non parlare di quando, sulla scia dell’iniziativa di Antonio Di Pietro, inviò alle sedi locali del partito una lettera in cui chiedeva che le persone con condanne o processi in corso non fossero candidate; bella iniziativa, peccato che precisò quasi immediatamente: «Sono esclusi i processi a chiara matrice politica», si era dimenticato che altrimenti non avrebbero avuto nessun iscritto da candidare!

E’ triste pensare che questo post stia diventando troppo lungo, di cose da dire ce ne sarebbero troppe. E’ soprattutto triste pensare che queste persone stiano per diventare i nostri governanti per i prossimi cinque anni. Rallegriamoci: Silvio Berlusconi non avrà più processi a suo carico. Non sarà più reato rubare, a patto che tu sia Presidente del Consiglio!

Una Risposta a “Politiche 2008 - il Popolo della Libertà”

  1. Andrea Dice:

    Mazza arry… che stai facendo?? Ormai sono sicuro al 99% che Veltroni avrà un voto in +.

    Ottimo continua cosi… ti stiamo aspettando a sinistra ^_^

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