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Lions for lambs - Leoni per agnelli

Pubblicato da Markus su Domenica 23 Marzo, 2008

Un ritmo lento come nei film di una volta, una sceneggiatura tra le migliori degli ultimi anni, dialoghi originali e brillanti. Racconta cos’erano e che fine hanno fatto i valori americani devastati dallo scontro di civiltà. Riflessivo dalla prima all’ultima inquadratura. Questo è Leoni per agnelli diretto (magistralmente) da Robert Redford, scritto (magnificamente) da Matthew Michael Carnahan, con Robert Redford, Meryl Streep, Tom Cruise. Un cast d’eccezzione per uno dei migliori film degli ultimi anni.

Tre storie come tre lunghi dialoghi: il senatore Irving racconta alla scettica giornalista Janine Roth il nuovo piano d’attacco in Afganistan chiedendole appoggio e propaganda; il professor Malley discute con l’allievo Todd del suo futuro e delle sue prese di posizione; cerca di scuoterlo raccontandogli la storia di due soldati suoi ex allievi in Afganistan. Il film racconta la staticità della società, della cultura e della politica americana, in cui le macchinazioni politiche, le collusioni con i media, i tentennamenti di un’opinione pubblica che sembra non esistere, una forza polemica anestetizzata da sfiducia e cultura pop si fermano a un continuo parlare, riflettere e sviscerare incapaci di agire e prendere i provvedimenti. Gli stessi personaggi sono immobili nel corpo e nella mente, e gli unici che provano ad agire, non potendo, sono quei leoni, pedine di un gioco sporco retto dagli agnelli.

La regia di Redford è una lezione di cinema, da manuale, il cast superbo, la sceneggiatura solida, a metà tra la precisione documentaria e la passione del cinema civile. Nonostante le breve durata (solo 90 minuti, ma poteva durare anche di più) il film rimane molto impegnativo e per questo può non piacere.

Leoni per Agnelli ci fa comprendere che ai giorni nostri i capolari sono ancora possibili. Voto 9.5, assolutamente da vedere!

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