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Una mia analisi sul voto delle Politiche

Pubblicato da Markus su Domenica 20 Aprile, 2008

Le elezioni politiche 2008 hanno segnato un radicale e profondo cambiamento nel panorama politico italiano. La terza vittoria in 15 anni di Berlusconi, il ritorno ai grandi numeri della Lega Nord, la falsa partenza del Partito Democratico. Una semplificazione del Parlamento: cinque partiti, meno di quelli che costituivano la sola maggioranza di Governo degli ultimi 14 anni (5 per Berlusconi I e Prodi I, 6 per D’Alema, Amato e Berlusconi II, 8 per Prodi II). La scomparsa - dopo 122 anni - dei socialisti, annientati sotto l’un percento, e dei comunisti, distrutti dal percorso riformista di Veltroni.

In parallelo all’analisi di Paolo Mieli sul Corriere della Sera (leggi l’articolo), ad una settimana dal voto, eccovi le Elezioni Politiche viste da me!

Ancora lui. Silvio Berlusconi e il suo nuovo Popolo della Libertà ottengono un largo successo a queste politiche. Tuttavia non credo si possa definire il PdL come vincitore delle elezioni: sono gli avversari ad aver perso ed è la Lega ad aver portato alla vittoria. Analizzando i dati ottenuti nel 2006 e confrontandoli con quelli del 2008 si nota immediatamente che non ha conquistato voti (dal 38-39% al 38.17%). Se consideriamo anche l’insuccesso de la Destra della Santanchè notiamo che le perdite sono state minime e le entrate nulle. Berlusconi ha saputo sfruttare l’impopolarità del Governo Prodi, ha saputo convincere che Veltroni fosse come Prodi, ha saputo vendere i sogni che gli italiani volevano. La campagna è stata di basso livello, le promesse poche ma ad effetto.

Il vero trionfatore di queste elezioni è la Lega Nord, che quasi raddoppia i consensi (dal 4.5% al 8.3%). Non credo che il voto al partito di Bossi sia un voto di protesta, ormai la Lega non rappresenta più quegli ideali, non è più il movimento nuovo e puro, si è partiticizzato a sufficenza in questi 20 anni. La Lega ha avuto successo perchè ha centrato due questioni care agli lettori: le tasse e la sicurezza. In secondo luogo - ma non per questo meno importante - la Lega Nord ha tratto vantaggio dall’essere unico alleato del Popolo della Libertà, raccogliendo i voti degli scontenti della Sinistra, di Berlusconi e della svolta centrista e moderata di Alleanza Nazionale.

Una crescita paragonabile a quella della Lega la ottiene la lista DiPietro-Italia dei Valori, che raddoppia la sua rappresentanza in Parlamento (dal 2.3% al 4.5%). DiPietro ottiene vantaggio dall’essere unico alleato del Partito Democratico, raccogliendo i voti del centro non convinti dell’effettiva svolta di Veltroni. Inoltre la lista è stata una delle poche coerenti con le sue idee (come il no all’indulto) e forse la forza più seria della maggioranza a sostegno del Governo Prodi. A premiare DiPietro, per ultimo, le sue idee e battaglie quali il conflitto d’interessi e la difesa della magistratura, temi quasi assenti in questa campagna elettorale.

Ottiene un discreto risultato l’Unione di Centro, unico gruppo in solitario ad ottenere seggi in Parlamento, perdendo un solo punto percentuale rispetto al 2006 (dal 6.76% al 5.62%). A Casini vanno dunque i frutti della sua opposizione al Governo Prodi condotta in modo differente rispetto a Berlusconi. Nonostante qualche scivolata di stile e l’alta percentuale di condannati (soprattutto, e purtroppo, per mafia come l’ex Governatore della Sicilia Cuffaro) il partito centrista ha raccolto i voti, tanti, degli scontenti di Berlusconi e non convinti di Veltroni.

Esce con le ossa rotte la Sinistra Arcobaleno, senza rappresentazione parlamentare, con una roccolta voti che non arriva neppure ad un terzo dei voti ricevuti due anni fa (dal 9-10% al 3.08%). Sono principalmente due le cause di questo crollo: l’assoluta incoerenza e relativa (profonda) delusione di questi due anni, l’aver promesso l’inimmaginabile dopo cinque anni di Governo Berlusconi, riforme a favore di operai e precari, non essere riusciti a manterne neppure una e aver svenduto i propri ideali e le proprie promesse. I partiti della Sinistra non sono forze di governo, non è nella loro natura governare. Gli italiani sembrano averlo capito. Aver maturato e cresciuto negli elettori il valore dell’antiberlusconismo, un valore, un’idea, che ha sempre fatto del male solo al centro-sinistra. Non a caso molti elettori dell’Arcobaleno hanno preferito essere rappresentati dal Partito Democratico per evitare o contrastare la vittoria di Berlusconi. E’ stata questa corsa contro il nemico che ha provocato il tracollo. Ma la Sinistra italiana non è morta. Ha la forza e i numeri per risollevarsi e tornare a far sentire la sua voce. Nei prossimi cinque anni dovrà riflettere sui propri errori, organizzarsi in un movimento federale unito e fare un’opposizzione meno dannosa di quella fatta fino ad ora.

Ma il vero sconfitto è Walter Veltroni e il suo Partito Democratico. Non semplicemente perchè ha perso la sfida o perchè è stato sconfitto così pesantemente (un distacco di nove punti percentuali e più di tre milioni di voti). Da quando grazie alle primarie-farsa era stato eletto segretario, Veltroni ha iniziato un cammino che ha portato alla nascita in un progetto nuovo nei contenuti. E’ grazie a lui se il Centro-Sinistra ha potuto liberarsi dell’alleanza pesante ed inutile della Sinistra Radicale e, in secondo luogo, se ha potuto superare l’ideologia dell’antiberlusconismo. Il Partito Democratico ha perso perchè queste svolte non sono state spiegate nel modo giusto e non sono state comprese, perchè ha subito il peso, il macigno, dell’impopolarità del Governo Prodi e non ha saputo comunicare nel modo corretto ai suoi elettori. Avrà di fronte a se cinque anni per completare la sua evoluzione, creare un forza moderata radicata nel territorio e alternativa a Berlusconi, far sentire la sua voce e le sue critiche - si spera costruttive - all’interno del Paese.

4 Risposte a “Una mia analisi sul voto delle Politiche”

  1. mikelin Dice:

    Ottima e puntuale analisi del risultato elettorale. Ora bisogna essere contenti della stravittoria della lega, l’unico partito che ora come ora rappresenta in pieno i miei ideali e che fino a poco tempo fa rappresentava anche i tuoi. Torna da noi mitico Markus!

  2. Sandefjord Dice:

    Berluscuconi??
    Sarà un’errore di battitura spero. Ottima l’analisi, mi permetto di dissentire sull’ultimo punto: il partito Democratico ha perso solo le elezioni, ma non è stato sconfitto (altrimenti non avrebbe mai raggiunto il 37%).
    Sono d’accordo con Paolo Mieli, sul fatto che il PD non abbia vinto a causa della cattiva immagine di Prodi che ha dato del centro-sinistra, infatti Prodi ha dovuto fare enormi sforzi per continuare a mediare le parti come la margherita, il partito di Mastella…risultato? Perdendo tempo prezioso per le riforme e un centro-sinistra litigioso!

    E qui ribadisco il merito del partito di Veltroni che finalmente ha escluso dalla politica i partitini minori (della sinistra) come “La sinistra arcobaleno” (mica tanto arcobaleno direi!).

    Ci stiamo (spero) avviando verso il bipolarismo! Una realtà presente in tutti gli stati del Nord Europa e in America!

    Un’ultima osservazione, spero che il nuovo governo sappia attuare le riforme necessarie per il paese e che non sia un parolaio come lo sono stati molti governi precedenti…anche se il centro-destra ha già avuto qualche problema con la Lega Nord sulla nomina dei ministri…

    Goodnight and Goodluck!

  3. Claudia Dice:

    Ma che fratello erudito che ho..sei pure intelligente quando vuoi..
    bacioni

  4. Andry Dice:

    Solo quando vuole vero beppe?! XD

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