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Archive for Maggio 2008

Salva-Rete4, arrivederci in estate

30 Maggio 2008 Markus Lascia un commento

Il Governo Berlusconi ha deciso di non forzare il Parlamento e di ritirare le norme sulle frequenze, il cosiddetto Salva-Rete4. Purtroppo non è stato cancellato, l’idea non è stata ritirata definitivamente. E se questo decreto ha dimostrato che il Presidente del Consiglio non è cambiato, pensando esclusivamente ai proprio interessi, possiamo essere certi che ci riproverà. Purtroppo ha cominciato molto male, un articolo sul patteggiamento inserito nel pacchetto sulla sicurezza e questo vergognoso decreto con cui cerca di salvaguardare gli interessi economici dell’azienda di famiglia.

Dal Corriere della Sera riporto l’intervento del leader dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro: «Il presidente del Consiglio utilizza i provvedimenti legislativi per far passare norme che interessano a lui in prima persona. Anche in questa legislatura si è presentato con una carta d’identità ben chiara: tutelare le sue reti e il suo patrimonio». «Fino a quando questo conflitto non si risolve noi di Italia dei valori non potremo mai sederci al tavolo del dialogo». Di Pietro aveva deciso di rivolgersi in prima persona al Cavaliere, che pure non era presente in aula: «Le dico che nun se po’ fa. Non si puo’ fare che lei utilizzi le istituzioni e il Parlamento per piegare le leggi a suo vantaggio. Lo ha fatto nella scorsa legislatura con le leggi sulla giustizia, che le hanno permesso di svincolare nei processi a suo carico. Lo ha rifatto questa volta con una norma che salva comunque la sua Rete4».

Sempre dal Corriere riporto invece il duro il commento di Emilio Fede, direttore del Tg4: «Che il centrosinistra voglia favorire Europa7 a scapito di Rete 4 non ci sono dubbi. Ma il mio invito al Parlamento è un altro: piantatela, perché la gente e l’opinione non capisce e si aspetta dal Parlamento ben altre discussioni. Il Paese ha problemi davvero grandi e che, subito dopo l’insediamento, il governo debba subire l’assalto dei cani pastore abruzzesi dà il voltastomaco». «Questa faccenda è ridicola perché il digitale terrestre è per sua natura aperto a tutti. E sono fiducioso che la cosa si risolverà perché per fortuna nel centrosinistra ci sono anche persone serie come Veltroni, che credo apprezzi la cultura del fare e del dialogo di questo governo, o D’Alema, che ha sempre riconosciuto che Mediaset è un bene inalienabile del Paese. Al massimo bisognerà che qualcuno regali una tv a Di Pietro. Sennò il pastore abruzzese continuerà a volerci azzannare i polpacci tutti i giorni». A dare il voltastomaco non sono gli assalti dell’opposizione, ma le parole false, ridicole e cretine di questo personaggio. Forse leccare troppo il …. al suo capo gli deve aver creato danni permanenti al cervello!

Una previsione: Berlusconi non fa niente per niente. Non rimarrà cinque anni Presidente del Consiglio se non avrà qualche vantaggio. Il decreto è stato troppo chiacchierato, lo riproporrà tra un mesetto, probabilmente uguale nella forma o anche più schifoso nei contenuti. Perchè rinviarlo? Tra un mese si giocano le fasi finali dell’europeo di calcio. Se Berlusconi ha fortuna la nazionale italiana potrebbe arrivare in semifinale, portando milioni di italiani ad interessarsi solo del calcio. Quale momento migliore per far approvare – in sordina – un legge che interessa solo a lui?

Parlamento o CdA Mediaset?

29 Maggio 2008 Markus Lascia un commento

Riporto, direttamente dal blog di Italia dei Valori, l’intervento alla Camera dei Deputati di Francesco Barbato, circa l’uso che il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi fa del proprio potere, un uso mirato esclusivamente alla difesa e salvaguardia dei propri affari ed interessi (link al video dell’intervento).

“Signor Presidente, vorrei chiederle perché mi ha fatto diventare consigliere nel consiglio di amministrazione di Mediaset. Infatti, da alcuni giorni questo non è il Parlamento della Repubblica, ma il consiglio di amministrazione di Mediaset (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà). Se questo fosse il Parlamento vorrei affrontare e risolvere il problema dei rifiuti della Campania, dello sviluppo per il Sud, vorrei parlare delle famiglie che non arrivano alla terza settimana (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà). Vorrei parlare di questo e invece ci troviamo di fronte ad un deja vu: il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Infatti, lo «psiconano» ha trascinato il Parlamento della Repubblica a parlare dei suoi interessi, di Mediaset, di Retequattro (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà). Questo è il punto in cui ha trascinato il Parlamento della Repubblica: non parla degli interessi degli italiani; lo «psiconano» ha fregato ancora una volta gli italiani!”

Una firma per Davide

29 Maggio 2008 Markus Lascia un commento

Davide Marasco è nato il 28 aprile agli Ospedali Riuniti di Foggia. Subito dopo la nascita è stato trasportato in terapia intensiva neonatale per uno pneumotorace. Nelle ore, nei giorni successivi le notizie si sono susseguite, in un crescendo che ha via via eroso la speranza: Davide forse non ha i reni, Davide certamente non ha i reni, Davide ha la sindrome di Potter. Nome simpatico per una malattia terribile. I bambini affetti da sindrome (o sequenza) di Potter non hanno i reni, hanno i piedi torti, non hanno o hanno poco sviluppati gli ureteri e la vescica, hanno malformazioni al viso (facies di Potter) e, nel 60% dei casi, malformazioni intestinali ed anorettali. Nel caso di Davide, a ciò si aggiunge l’altissima probabilità di danni cerebrali per mancanza di ossigeno durante il parto. La prognosi per la sindrome di Potter è “costantemente infausta” (R. Domini-R. De Castro, “Chirurgia delle malformazioni urinarie e genitali”, Piccin, Padova 1998, p. 96). Quasi tutti i bambini affetti da questa malattia muoiono subito dopo il parto. Nel caso di Davide, le cose vanno diversamente. Il bambino sopravvive alle prime ore. Nei giorni successivi le sue condizioni polmonari migliorano, fino a non rendere più necessaria la respirazione artificiale.
Nel raccontare i nudi fatti abbiamo tralasciato di riferire lo stato d’animo dei genitori. Non occorre spendere molte parole: ognuno può figurarselo. I genitori di Davide passano dalla felicità per la nascita al dolore, alla speranza che cerca di alimentarsi frugando nelle pieghe dei resoconti dei medici. I quali, però, di speranze non ne lasciano. L’indicazione che ricevono dai sanitari è chiara: un bambino con quella malattia non può sopravvivere, insistere sarebbe egoismo. Si rassegnano, comprendono. E’ doloroso, ma bisogna fare i conti con la realtà. Quando Davide comincia a respirare da solo, la situazione cambia di colpo. Ai genitori, che con non poca sofferenza hanno accettato una situazione così disperante, si chiede ora di fare una scelta: evitare ogni ulteriore trattamento, oppure autorizzare la dialisi. Non è una scelta facile. Nessun genitore vorrebbe arrendersi alla morte del figlio. Ma la dialisi è forse, in questo caso, una forma di accanimento terapeutico. Una terapia dolorosa ed invasiva che con ogni probabilità non eviterà a Davide la morte. I genitori sono confusi. Non è facile passare dalla gioia al dolore alla speranza alla rassegnazione. Né è facile capire cosa è bene e cosa è male per Davide. Chiedono tempo. Vorrebbero discuterne con il comitato etico dell’ospedale. Nella rivista “eMedicine” si legge che nel caso di sindrome di Potter con pneumotorace “può non essere indicato un ulteriore trattamento”, e che “la decisione dev’essere presa dopo una discussione con i genitori” (http://www.emedicine.com/ped/TOPIC1878.HTM). Così vanno probabilmente le cose all’estero; non in Italia. Nessuna discussione, nessuna riunione del comitato etico. Con un atto di forza incomprensibile ed umanamente deprecabile, il primario del reparto di terapia intensiva degli Ospedali Riuniti si rivolge al Tribunale per i Minori di Bari per chiedere la sospensione dei genitori di Davide dalla potestà genitoriale, ottenere di esserne nominato tutore e autorizzare, in quanto tutore, il suo trasferimento presso un ospedale attrezzato per la dialisi. Viene accontentato. Con provvedimento del 10 maggio il Tribunale per i Minori di Bari sospende la potestà genitoriale dei genitori di Davide. La decisione è presa “inaudita altera parte e senza ulteriori approfondimenti del caso”, dice il provvedimento. Che vuol dire: senza ascoltare i genitori di Davide e senza nemmeno chiedersi cos’è una sindrome di Potter.
Ora Davide si trova presso l’ospedale Giovanni XXIII di Bari. Vi è stato trasportato senza che i genitori venissero informati; hanno saputo dove si trovava il figlio solo a trasferimento avvenuto. Ai medici dell’ospedale di Bari, persone umane e premurose, non sono stati forniti i numeri di telefono dei genitori di Davide.
Le condizioni di Davide sono attualmente disperate.
Non è facile, in situazioni così gravi e difficili, fare la cosa giusta. Sbagliare è comprensibile, sempre; in questi casi lo è di più. Ma è difficile non scorgere in alcuni passaggi della storia che è stata raccontata una incomprensibile insensibilità nei confronti di persone che si sono trovate ad affrontare un grande dramma umano. Il provvedimento di sospensione della potestà genitoriale è offensivo e umiliante, ed ha arrecato una grande sofferenza psicologica a persone già duramente provate.
Per questo chiediamo che il provvedimento venga sospeso e che venga riconosciuto ai genitori di Davide Marasco il diritto di dire la loro sul futuro di loro figlio e sui trattamenti medici cui sottoporlo.

Clicca qui per firmare la petizione!

Il testo è stato tratto dalla pagina principale della petizione, petitiononline.com/davmar.

Qui il post di commento dello zio di Davide, sul suo blog, Davide e la biopolitica.

Qui l’articolo del Corriere della Sera sull’argomento, E’ senza reni, tolto ai genitori.

Sydney Pollack, il narratore dei sentimenti

27 Maggio 2008 Markus Lascia un commento

E’ morto all’età di 73 anni, ucciso da un cancro, il regista, attore e produttore americano Sydney Pollack. Era sposato e aveva tre figli. «Il cancro gli era stato diagnosticato nove mesi fa», ha detto il suo agente, Leslee Dart. Pollack se ne è andato circondato dai familiari nella sua casa affacciata sul Pacifico vicino a Los Angeles.

Considerato uno dei registi più fecondi del dopoguerra, si è confrontato con ogni genere, dalla grande storia romantica al film di suspence. Per «La mia Africa» (1986), con Robert Redford e Meryl Streep, tratto dal libro di Karen Blixen, vinse sette premi Oscar tra cui Miglior Film e Miglior Regia. Ormai malato, nell’agosto del 2007 aveva dovuto abbandonare le riprese di un telefilm intitolato «Recount», sulle elezioni presidenziali Usa del 2000 e sul famoso ri-spoglio dei voti in Florida. Sydney Pollack aveva già girato film dalle tematiche politiche tra cui «I tre giorni del condor» (1975) con Robert Redford, suo attore-feticcio che volle di nuovo nel 1986 per il premiatissimo «La mia Africa». Cresciuto in una famiglia di immigrati ebrei russi, Pollack realizzò anche il melodramma «Non si uccidono così anche i cavalli?» (1969), candidato a nove premi Oscar, «Tootsie» (1982) con Dustin Hoffman e «The Interpreter» (2005) con Nicole Kidman e Sean Penn. «Il successo di «Tootsie» e de «La mia Africa» mi hanno sorpreso», disse il regista nell’agosto del 2005 in un’intervista al sito di cinema MonstersAndCritics.com. «Erano generi completamente diversi, una commedia newyorkese contemporanea e un romanzo del passato. Ma credo che ’La mia Africa’ è il più vicino ai film che amavo da bambino», aveva detto. Non tutti i suoi film sono stati dei successi: «Havana»(1990), con il suo «favorito» Robert Redford, fu un flop commerciale.

Tra gli attori famosi che hanno lavorato con Pollack vanno ricordati anche Tom Cruise, Barbra Streisand, Paul Newman, Sydney Poitier. Il suo ultimo film «Frank Gehry – Creatore di sogni», è un documentario sul celebre architetto che progettò il museo Guggenheim di Bilbao che fu suo amico personale. «Sydney rendeva il mondo un po’ migliore, i film un po’ migliori, anche le cene un po’ migliori», ha dichiarato George Clooney in un comunicato citato dalla rivista Variety. «Ci mancherà terribilmente», ha detto l’attore protagonista di «Michael Clayton» di cui Pollack fu produttore. Oltre che regista e produttore, Pollack fu anche attore per registi del calibro di Woody Allen e Robert Altman. Era nato il 1 luglio del 1934 a Lafayette nell’Indiana e a 17 anni si era trasferito a New York dove imparò a recitare. All’inizio ha realizzato delle serie televisive prima di lanciarsi nel cinema nel 1965 con «La vita corre sul filo» con Sydney Poitier.

Articolo tratto dal Corriere della Sera.

ICI e Sicurezza, le falsità del Governo

26 Maggio 2008 Markus Lascia un commento

Il Governo Berlusconi IV ha varato la settimana scorsa quattro provvedimenti, uno sui rifiuti napoletani (leggi il post in merito), uno per salvare Rete4 consentire ai nonni di vedere Emilio Fede (leggi il post in merito), uno col quale ha varato tante belle cose (abolizione dell’ICI, detassazione degli straordinari, etc) e un pacchetto di norme sulla sicurezza. Purtroppo (per il nostro Presidente) la norma col quale avrebbe rivoluzionato il mondo (quella che prevede ai processi iniziati prima del 2001 di applicare una sospensione di due mesi per valutare il patteggiamento. Per puro caso tra questi processi rientrerebbe anche il Processo Mills in cui è indagato Berlusconi. Puro caso, eh!) è stata criticata e quindi ritirata. Peccato. Ce n’era talmente bisogno…

Abolizione dell’ICI – Il nuovo Governo ha entusiasticamente annunciato che da oggi vivremo in un mondo migliore. Il motivo? L’abolizione dell’ICI. Niente di più falso! Con l’abolizione dell’Imposta Comunale sugli Immobili si apriranno voragini nei conti dei comuni italiani. Per correre ai ripare lo stesso Governo ha annunciato che rimborserà i comuni. In che modo? Con altre tasse, non pagheremo più una tassa che si chiama ICI ma una nuova tassa che si chiama Rimborso dell’ICI. Notiamo anche che l’ICI era una delle poche tasse non possibili da evadere. Difatti l’immobile non lo dichiari, non puoi evaderlo come il reddito. Era sicuramente una scocciatura per i molti elettori del Silvio Berlusconi nostro Presidente. Infine un’incoerenza: l’ICI era il polmone delle casse comunali, era una tassa federale. I federalisti duri e puri hanno abolito una delle poche tasse federali per far cosa? Il federalismo fiscale? Ma va…

Decreto Sicurezza, il reato di Clandestinità – Altro annuncio entusiastico, col quale il Governo sazia la fame di sicurezza che il popolo ha. Quante parole e decreti buttati al vento! Il reato in realtà non esiste. L’articolo dice semplicemente “ingresso illegale nel territorio dello Stato“, “lo straniero che fa ingresso nel territorio dello Stato in violazone delle disposizioni della legge Bossi-Fini è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni“. Ovvero l’immigrato che è fermato mezz’ora dopo essere illegalmente entrato in Italia non è punibile, perchè lo è solo lo straniero fermato nell’atto dell’ingresso sul territorio nazionale. Si osservi che il decreto non è retroattivo, quindi qualsiasi immigrato irregolare si fermi, non è possibile dimostrare che sia entrato in Italia dopo l’ingresso in vigore del decreto. Inoltre il decreto prevede che lo “straniero” sia arrestato e processato per direttissima, andando così ad intasare la macchina della giustizia, che per direttissima ha processi più gravi come lo spaccio di droga o l’omicidio.

Questo è un esempio tipico di come si fa a prendere in giro la gente, raccontandole una cosa che non esiste. Per coloro che non leggono le leggi ma ne parlano.

Rifiuti napoletani, così non va

24 Maggio 2008 Markus 1 commento

«Non saranno più accettate le azioni di minoranze organizzate». A tal proposito le discariche della Campania saranno «aree di interesse strategico-militare» e verranno «presidiate dall’esercito». «Chiunque si introducesse abusivamente o impedisse l’accesso sarà punibile con l’arresto da 3 mesi a un anno. I promotori di disordini rischieranno fino a cinque anni». Parola di Silvio Berlusconi! Con il decreto sui rifiuti di Napoli la destra, e in particolare il suo padre-padrone, mostrano di non aver perso una caratteristica, purtroppo, dominante nei cinque anni dal 2001 al 2006: l’arroganza. Non è nella sua cultura il dialogo, il confronto, la ricerca di una soluzione accettata e condivisa. Berlusconi – com’è capitato nei suoi precedenti governi – un esempio su tutti la TAV in Val di Susa – non cerca di dialogare e spiegare le sue ragioni a chi gli è opposto ma impone la sua linea – convinto sia l’unica perfetta – anche con la forza. Quel che è già successo si ripropone a Napoli, dove Berlusconi ha esposto il suo piano – del quale molti punti sono condivisibili – promettendo solo multe e manganelli a chi si oppone. Perchè il Presidente del Consiglio, invece di nominare le discariche «aree di interesse strategico-militare» (per poter così evitare blocchi e cortei di protesta), non parla ai napoletani, spiega le sue idee e il suo piano e ascolta le paure (e magari qualche buona idea) dei cittadini?

Tralasciando le modalità di attuazione, alcuni punti del decreto (composto da 17 articoli, già firmato dal Presidente Napolitano) sono condivisibili. Come la costruzione – purtroppo necessaria – di termovalorizzatori in diversi punti della Campania o la raccolta differenziata. Sotto quest’ultimo punto si muove però la mia seconda critica. Il decreto prevede disincentivi alla raccolta non-differenziata attraverso multe e sovrattasse e il commissariamento dei Comuni inadempienti. La raccolta differenziata dev’essere un’aspetto del nostro stile di vita, non un’imposizione. Va incentivata e spiegata. E’ necessario far capire (non solo a Napoli) che la raccolta differenziata fa bene al pianeta e a noi, ci porta vantaggi, anche economici. Se tra qualche anno, quando la situazione sarà (si spera) normalizzata, sarà allentato il controllo e si rischia di far dimenticare la raccolta differenziata condannando Napoli all’ennesima emergenza.

Per chiudere, le parole di Guido Bertolaso, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’emergenza rifiuti: «Non sono solito fare polemiche… Certo però sarebbe meglio se alcune trasmissioni televisive cercassero di non gettare benzina sul fuoco». Non si preoccupi Bertolaso, ora che al Governo è tornato Berlusconi le (sue) televisioni non han più necessità di parlar male dei rifiuti napoletani.

Andare oltre il nucleare

23 Maggio 2008 Markus Lascia un commento

«Entro questa legislatura porremo la prima pietra per la costruzione nel nostro paese di un gruppo di centrali nucleari di nuova generazione. Solo gli impianti nucleari consentono di produrre energia su larga scala, in modo sicuro, a costi competitivi e nel rispetto dell’ambiente. La scelta del nucleare è un solenne impegno assunto dal presidente Berlusconi all’atto della fiducia al nuovo governo. Onoreremo questo impegno con convinzione e determinazione» Link alla notizia sul Corriere della Sera. L’annuncio del Ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola ha scatenato un dibattito sociale, politico, tecnico e scientifico.

Il tema dell’energia nucleare è spinoso e spesso usato in modo errato. Molti detrattori hanno negli occhi la distruzione di Chernobyl e utilizzano la scusante della sicurezza per combattere il nucleare. La sicurezza disponibile in Italia – come in Europa – oggi non è neppure lontanamente paragonabile al livello di preparazione e sicurezza presente nell’Unione Sovietica degli anni 80. Basti pensare che in Europa vi sono quasi duecento centrali nucleari e non si sono verificati incidenti di una certa gravità. Inoltre avere delle centrali in casa non sarebbe molto più pericoloso della situazione attuale, dove abbiamo una decina di centrali sul confine francese e svizzero.

Il problema maggiore sono i tempi. Per preparare una nuova generazione di tecnici e scienziati italiani che possano pensare, progettare e costruire le nuove centrali ci vogliono almeno 20 anni. E prima che l’energia nucleare in Italia diventi realtà il nostro pianeta dovrebbe pensare e attuare soluzioni alternative per risolvere la dipendenza dal petrolio. Se il progetto del Governo dovesse continuare ci sarebbero cinque nuove centrali – pronte probabilmente alla fine del prossimo decennio, per il 2020. Un numero davvero esiguo per annunciare festosi che l’operazione ci renderà indipendenti dall’energia estera. Una centrale nucleare soddisfa mediamente un milione e mezzo di persone. Cinque centrali ne soddisferebbero meno di otto milioni. Troppo pochi, ben lontani dall’80% della Francia.

La soluzione, a mio parere, giusta sarebbe di investire sulle fonti rinnovabili (eoliche, solari, etc) e sulla ricerca della fusione a freddo. Una tecnica che ha grandi potenzialità, ma dalla quale non si è ancora riusciti a ricavare un’applicazione corretta. Le università e centri di ricerca di tutto il mondo – in particolare in Giappone – stanno studiando questa tecnica. Non potrebbe essere un’opportunità per l’Italia di rilanciare la sua immagine, la sua economia, attrarre cervelli e studiosi? E tra vent’anni essere al avanguardia dell’energia a basso impatto ambientale. Si rischia di spendere soldi e tempo per una tecnologia che risulterà superata una volta completata. Che Berlusconi abbia il coraggio di investire per qualcosa di giusto, non di populista.

Come salvare Rete4 in tre mosse!

22 Maggio 2008 Markus 3 commenti

Come salvare Rete4 in tre mosse? Semplice, (1) abbindolare gli italiani, (2) diventare Presidente del Consiglio e (3) presentare un decreto di poche righe, salvare Rete4 e fare la felicità degli italiani. Il nostro benamato Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha già messo in pratica le prime due, ora si appresta a compiere il terzo atto.

Sul Corriere della Sera di oggi vi è la notizia di un «decreto del governo sugli obblighi comunitari in materia di frequenze televisive. Un unico articolo che modifica parti del Testo unico della radiotelevisione e della legge Gasparri, finite nel mirino dell’Europa. L’obiettivo è quello di evitare il deferimento dell’Italia davanti alla Corte di Giustizia di Strasburgo nell’ambito della procedura di infrazione avviata da Bruxelles sulla compatibilità di alcune norme con la legislazione europea. In pratica, l’emendamento potrebbe servire a evitare a Rete4 di finire sul satellite per restituire le frequenze a Europa7». Stranamente il gran consiglio del Partito Democratico si oppone e, per voce di Giovanna Melandri, dice «Si tratta di una forzatura inaccettabile. Ribadisco che è un pessimo inizio da parte del governo proprio su un tema politicamente sensibile come quello delle comunicazioni. Noi siamo disponibili a un dialogo, ma questo inizio mette in discussione il confronto e il dialogo stesso, perché evidenzia la priorità agli interessi parziali». Il giudizio più duro spetta all’Italia dei Valori: «Berlusconi perde il pelo ma non il vizio: visto che c’è un provvedimento che danneggia una sua azienda, lui si fa fare una legge per la sua azienda». Persino la Lega Nord esprime la propria incertezza (per poi dimenticarla in Parlamento?) e auspica (forse per non dover mostrarsi per l’ennesima volta incoerenti?) che il decreto sia ritirato. Se avete votato Lega e siete uno dei (pochi) fan di Emilio Fede (oltre a consigliarvi un buon psicologo) non preoccupatevi, voteranno a favore. Per la Padania poltrona questo e altro!

Quale futuro per il Milan?

19 Maggio 2008 Markus 2 commenti

Proprio ieri è terminato il campionato italiano di calcio che ha visto – com’era prevedibile anche se alla fine incerto – l’Inter vincere contro una Roma che è parsa straordinaria e perfetta. I miei complimenti ad entrambe le squadre e alla Juventus e alla Fiorentina che completano i primi quattro posti. Da tifoso – disinteressato del calcio – milanista mi sento tra l’indifferente e il felice per il quinto posto (e successiva non qualificazione alla Champions League) del Milan! Con la vittoria nella Coppa Intercontinentale il Milan ha chiuso un ciclo iniziato 6 anni fa. Ormai la squadra è vecchia, stanca. Credo che anche Paolo Maldini – che tanto ha dato al Milan e tanto ha vinto – farebbe la cosa giusta a dare l’addio quest’anno, come Serginho e Cafù.

Il Milan ha bisogno di uomini nuovi (e giovani) in ogni reparto, ad iniziare dalla difesa, dove i grandi nomi sono tali per il prestigio e gli anni. Una difesa troppo vecchia per essere competitiva. Ha bisogno di un grande acquisto e diversi giovani. Non serve di certo Ronaldinho, al massimo un attaccante puro, da affiancare ad Inzaghi (che ha la sua età per essere in forma in modo continuato), Pato (ancora giovane) e Gilardino (in cui io, nonostante tutto, credo ancora). Al Milan non servono grandi acquisti, solo due o tre grandi nomi. Bisogna creare una squadra giovane che possa aprire un nuovo ciclo. Quel che spero è che a guidare il nuovo gruppo ci sia ancora Carlo Ancelotti, che ha lavorato – a mio parere – molto bene in questi anni.

Proprio sul Milan, sul Corriere della Sera di oggi, Mario Sconcerti scrive

Il Milan è davanti a un risultato che non capisce. Ricorda le glorie internazionali e dimentica che se per due anni arrivi quarto il risultato è inappellabile, la tua posizione è quella. I distacchi sono pesanti sull’Inter ma anche su Roma e Juventus, senza contare che la stessa Fiorentina è stata tutta la stagione davanti. Il Milan non ha più continuità, è fondamentalmente logoro. Per 10 minuti a partita gioca il calcio migliore, gli altri 80 aspetta che lo spettacolo torni. Come fosse un diritto naturale. Temo non basterà cambiare la squadra e nemmeno farlo bene. È messo improvvisamente in dubbio l’intero «progetto», la fedeltà ai giocatori come punto di forza, la loro possibilità d’incidere, questa specie di socialismo di lusso che per tanti anni ha fatto del Milan una società davvero diversa. Torna il momento del calcio semplice, il tempo magro delle scelte. Il momento peggiore per una squadra che ha passato gli ultimi 6 anni ad amarsi appassionatamente.

Non sono d’accordo. Il «progetto» ha dimostrato di funzionare, bisogna profondamente aggiornarlo e rifondarlo. Ha la passione, la forza e i soldi per tornare Milan.

Anomalia Italia

18 Maggio 2008 Markus Lascia un commento

Torno a scrivere, una settimana dopo, sul caso Travaglio. Lo spunto mi è dato sia dalla puntata di Annozero di giovedì ma anche, e soprattutto, da recentissime notizie di cronaca. E’ di ieri la notizia che il direttivo RAI abbia autorizzato il ridemensionamento dell’informazione su Raitre: spostare l’edizione serale del telegiornale a notte fonda (per far spazio ad un programma comico) ed eliminare il rotocalco di approfondimento Primo Piano. Trovo assolutamente schifoso che l’unico giornale di sinistra (non nel senso che dica cosa di sinistra, ma che non faccia propaganda a Berlusconi) sia ridimensionato. Per quale motivo? Per fare in modo che il maggior numero di persone si rimbambiscano davanti ad Emilio Fede o a qualche altro telegiornale di Silvio “Benito” Berlusconi? Ormani ne sono certo. Non viviamo in una democrazia, ma in una dittatura dolce. Ma non ci si può lamentare, sono stati gli italiani a volerlo.

Quanto al caso Travaglio nei giorni scorsi i media italiani (o berlusconiani che dir si voglia) si sono davvero impegnati a fondo per screditare Travaglio. Forse perchè non puoi smentire ciò che dice. Non puoi dimostrare che ha torto. Puoi soltanto cercare di farlo passare per uno stupido, un inaffidabile, un pazzo. Nella speranza che la gente, la prossima volta, non lo ascolti. Il tentativo più ecclatanto è stato fatto da Repubblica. Il vicedirettore D’Avanzo ha dedicato un articolo ad un fatto che lui stesso giudica improbabile. Perchè scriverlo, allora?

Di seguito alcuni estratti dell’intervento di Travaglio ad Annozero.

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