The Hunting Party
Pubblicato da Markus su 4 Maggio 2008
Uno dei titoli di testa ci preannuncia che «solo i particolari più incredibili di questa storia sono veri» in una storia dove i particolari più incredibili sono i particolari più assurdi, insensati ed agghiaccianti. The Hunting Party, adattato e diretto da Richard Shephard con Richard Gere, Diane Kruger, Terrence Howard, James Brolin e Jesse Eisenberg, è un prodotto ben confezionato, un originale modo per vedere il film di denuncia accomunato al genere d’azione, divertendo lo spettatore lasciandogli però il modo di riflettere
Tre giornalisti – un reporter di guerra in declino, il fidato cameraman all’apice della carriera e un ragazzino appena uscito da Harvard figlio di papà – si avventurano in terra bosniaca, cinque anni dopo la fine della guerra, alla ricerca del criminale più ricercato dalla comunità internazionale, detto la Volpe, colpevole di aver ordinato lo stupro e l’uccisione di centinaia di mussulmani bosniaci.
Nel corso del film ci si rende conto che non è solo un thriller ma è anche – e soprattutto – un film di denuncia, una cronaca della situazione nei paesi di guerra, dove le autorità internazionali – gli Stati Uniti, la CIA, le Nazioni Unite, la NATO, l’Unione Europea, l’AJA … – sono alla ricerca dei criminali di guerra da tanti anni, troppi. E mentre loro “brancolano nel buio“, i latitanti in questione riescono a pubblicare registrazioni, libri e interviste della loro vita e dei propri progetti futuri.
Gli attori son credibili nella loro parte, la sceneggiatura è scorrevole come una cronoca giornalistica dev’essere. Unica pecca del film è l’essere troppo leggero in alcuni punti e il non approfondire gli aspetti più importanti ed interessanti della guerra e di chi ne subisce le conseguenze. E’ comunque godibile sotto ogni punto di vista, voto 7.5.































flachi gol detto
lo trovo bellissimo,uno di quei classici film in cui all’inizio,conoscendo solo la trama, pensi ke sarà una scemenza e poi ti ricredi..