Rialzati Italia… con le tue gambe!
Pubblicato da Markus su 10 Maggio 2008
Rieccomi! E’ da qualche giorno che non scrivo più sul blog, ma purtroppo l’università mi sta portando via tutto il poco tempo libero che ho. Il tempo di scrivere manca, purtroppo. Oggi trovo due minuti per scrivere e commenterò, brevemente, la recentissima nomina del Governo Berlusconi. Pochi giorni fa è stata presentata la lista dei ministri. Se alla Presidenza del Senato abbiamo un mafioso (Renato Schifani, quello che la-sinistra-qui-la-sinistra-là) e alla Presidenza della Camera dei Deputati abbiamo un fascista (Gianfranco Fini, delfino di Almirante, che ha smesso cinque anni fa di fare il saluto romano) al Governo abbiamo una squadra di incompetenti ed inesperti.
Naturalmente qualche nome di alto livello c’è, da Gianni Letta (Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio) a Giulio Tremonti (Ministro dell’Economia), ma sono pochi. Dominano invece le persone sbagliate al posto sbagliato, da Roberto Maroni (Ministro dell’Interno, ruolo già ricoperto nel Berlusconi I quando firmò il decreto Biondi contro il pool di Mani Pulite rinomianto salva-ladri, si giustificò dicendo che lui quel decreto non l’aveva neppure letto) ad Umberto Bossi (Ministro per le Riforme, invece di occuparsi di politica dovrebbe occuparsi dei suoi nipotini vista la salute e le cose che dice), da Roberto Calderoli (Ministro per la Semplificazione) ad Angelino Alfano (Ministro della Giustizia, personaggio debole, senza esperienza, per mezzo di lui Berlusconi eserciterà meglio il proprio potere sulla giustizia), da Stefania Prestigiacomo (Ministro dell’Ambiente) a Mariastella Gelmini (Ministro dell’Istruzione).
Chiudo con due righe scritte da Giovanni Sartori sul Corriere della Sera di oggi: sono pronto a scommettere che se all’attuale squadra del governo Berlusconi venissero affidate Mediaset, Fiat, Eni, Luxottica e simili, in pochissimo tempo diventerebbero altrettante Alitalia. Il Cavaliere si vanta di essere un imprenditore. Perché non ci spiega, allora, come mai applica all’azienda Italia criteri di reclutamento che certo non applicherebbe alle sue aziende?
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