Come salvare Rete4 in tre mosse!
Come salvare Rete4 in tre mosse? Semplice, (1) abbindolare gli italiani, (2) diventare Presidente del Consiglio e (3) presentare un decreto di poche righe, salvare Rete4 e fare la felicità degli italiani. Il nostro benamato Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha già messo in pratica le prime due, ora si appresta a compiere il terzo atto.
Sul Corriere della Sera di oggi vi è la notizia di un «decreto del governo sugli obblighi comunitari in materia di frequenze televisive. Un unico articolo che modifica parti del Testo unico della radiotelevisione e della legge Gasparri, finite nel mirino dell’Europa. L’obiettivo è quello di evitare il deferimento dell’Italia davanti alla Corte di Giustizia di Strasburgo nell’ambito della procedura di infrazione avviata da Bruxelles sulla compatibilità di alcune norme con la legislazione europea. In pratica, l’emendamento potrebbe servire a evitare a Rete4 di finire sul satellite per restituire le frequenze a Europa7». Stranamente il gran consiglio del Partito Democratico si oppone e, per voce di Giovanna Melandri, dice «Si tratta di una forzatura inaccettabile. Ribadisco che è un pessimo inizio da parte del governo proprio su un tema politicamente sensibile come quello delle comunicazioni. Noi siamo disponibili a un dialogo, ma questo inizio mette in discussione il confronto e il dialogo stesso, perché evidenzia la priorità agli interessi parziali». Il giudizio più duro spetta all’Italia dei Valori: «Berlusconi perde il pelo ma non il vizio: visto che c’è un provvedimento che danneggia una sua azienda, lui si fa fare una legge per la sua azienda». Persino la Lega Nord esprime la propria incertezza (per poi dimenticarla in Parlamento?) e auspica (forse per non dover mostrarsi per l’ennesima volta incoerenti?) che il decreto sia ritirato. Se avete votato Lega e siete uno dei (pochi) fan di Emilio Fede (oltre a consigliarvi un buon psicologo) non preoccupatevi, voteranno a favore. Per la Padania poltrona questo e altro!



Il Nostro Presidente del Consiglio nessun si è dovuto dimettere da presidente del Milan, come vuole la legge, per non aver nessun conflitto di interessi.
Be siamo in Italia… cosa ci aspettavamo?!
eheheh grande marco!lo psicologo lo consiglio anche a quelli che hanno votato per il berlusca