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Rifiuti napoletani, così non va

24 Maggio 2008 Markus 1 commento

«Non saranno più accettate le azioni di minoranze organizzate». A tal proposito le discariche della Campania saranno «aree di interesse strategico-militare» e verranno «presidiate dall’esercito». «Chiunque si introducesse abusivamente o impedisse l’accesso sarà punibile con l’arresto da 3 mesi a un anno. I promotori di disordini rischieranno fino a cinque anni». Parola di Silvio Berlusconi! Con il decreto sui rifiuti di Napoli la destra, e in particolare il suo padre-padrone, mostrano di non aver perso una caratteristica, purtroppo, dominante nei cinque anni dal 2001 al 2006: l’arroganza. Non è nella sua cultura il dialogo, il confronto, la ricerca di una soluzione accettata e condivisa. Berlusconi – com’è capitato nei suoi precedenti governi – un esempio su tutti la TAV in Val di Susa – non cerca di dialogare e spiegare le sue ragioni a chi gli è opposto ma impone la sua linea – convinto sia l’unica perfetta – anche con la forza. Quel che è già successo si ripropone a Napoli, dove Berlusconi ha esposto il suo piano – del quale molti punti sono condivisibili – promettendo solo multe e manganelli a chi si oppone. Perchè il Presidente del Consiglio, invece di nominare le discariche «aree di interesse strategico-militare» (per poter così evitare blocchi e cortei di protesta), non parla ai napoletani, spiega le sue idee e il suo piano e ascolta le paure (e magari qualche buona idea) dei cittadini?

Tralasciando le modalità di attuazione, alcuni punti del decreto (composto da 17 articoli, già firmato dal Presidente Napolitano) sono condivisibili. Come la costruzione – purtroppo necessaria – di termovalorizzatori in diversi punti della Campania o la raccolta differenziata. Sotto quest’ultimo punto si muove però la mia seconda critica. Il decreto prevede disincentivi alla raccolta non-differenziata attraverso multe e sovrattasse e il commissariamento dei Comuni inadempienti. La raccolta differenziata dev’essere un’aspetto del nostro stile di vita, non un’imposizione. Va incentivata e spiegata. E’ necessario far capire (non solo a Napoli) che la raccolta differenziata fa bene al pianeta e a noi, ci porta vantaggi, anche economici. Se tra qualche anno, quando la situazione sarà (si spera) normalizzata, sarà allentato il controllo e si rischia di far dimenticare la raccolta differenziata condannando Napoli all’ennesima emergenza.

Per chiudere, le parole di Guido Bertolaso, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’emergenza rifiuti: «Non sono solito fare polemiche… Certo però sarebbe meglio se alcune trasmissioni televisive cercassero di non gettare benzina sul fuoco». Non si preoccupi Bertolaso, ora che al Governo è tornato Berlusconi le (sue) televisioni non han più necessità di parlar male dei rifiuti napoletani.