Salva-Rete4, arrivederci in estate
Il Governo Berlusconi ha deciso di non forzare il Parlamento e di ritirare le norme sulle frequenze, il cosiddetto Salva-Rete4. Purtroppo non è stato cancellato, l’idea non è stata ritirata definitivamente. E se questo decreto ha dimostrato che il Presidente del Consiglio non è cambiato, pensando esclusivamente ai proprio interessi, possiamo essere certi che ci riproverà. Purtroppo ha cominciato molto male, un articolo sul patteggiamento inserito nel pacchetto sulla sicurezza e questo vergognoso decreto con cui cerca di salvaguardare gli interessi economici dell’azienda di famiglia.
Dal Corriere della Sera riporto l’intervento del leader dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro: «Il presidente del Consiglio utilizza i provvedimenti legislativi per far passare norme che interessano a lui in prima persona. Anche in questa legislatura si è presentato con una carta d’identità ben chiara: tutelare le sue reti e il suo patrimonio». «Fino a quando questo conflitto non si risolve noi di Italia dei valori non potremo mai sederci al tavolo del dialogo». Di Pietro aveva deciso di rivolgersi in prima persona al Cavaliere, che pure non era presente in aula: «Le dico che nun se po’ fa. Non si puo’ fare che lei utilizzi le istituzioni e il Parlamento per piegare le leggi a suo vantaggio. Lo ha fatto nella scorsa legislatura con le leggi sulla giustizia, che le hanno permesso di svincolare nei processi a suo carico. Lo ha rifatto questa volta con una norma che salva comunque la sua Rete4».
Sempre dal Corriere riporto invece il duro il commento di Emilio Fede, direttore del Tg4: «Che il centrosinistra voglia favorire Europa7 a scapito di Rete 4 non ci sono dubbi. Ma il mio invito al Parlamento è un altro: piantatela, perché la gente e l’opinione non capisce e si aspetta dal Parlamento ben altre discussioni. Il Paese ha problemi davvero grandi e che, subito dopo l’insediamento, il governo debba subire l’assalto dei cani pastore abruzzesi dà il voltastomaco». «Questa faccenda è ridicola perché il digitale terrestre è per sua natura aperto a tutti. E sono fiducioso che la cosa si risolverà perché per fortuna nel centrosinistra ci sono anche persone serie come Veltroni, che credo apprezzi la cultura del fare e del dialogo di questo governo, o D’Alema, che ha sempre riconosciuto che Mediaset è un bene inalienabile del Paese. Al massimo bisognerà che qualcuno regali una tv a Di Pietro. Sennò il pastore abruzzese continuerà a volerci azzannare i polpacci tutti i giorni». A dare il voltastomaco non sono gli assalti dell’opposizione, ma le parole false, ridicole e cretine di questo personaggio. Forse leccare troppo il …. al suo capo gli deve aver creato danni permanenti al cervello!
Una previsione: Berlusconi non fa niente per niente. Non rimarrà cinque anni Presidente del Consiglio se non avrà qualche vantaggio. Il decreto è stato troppo chiacchierato, lo riproporrà tra un mesetto, probabilmente uguale nella forma o anche più schifoso nei contenuti. Perchè rinviarlo? Tra un mese si giocano le fasi finali dell’europeo di calcio. Se Berlusconi ha fortuna la nazionale italiana potrebbe arrivare in semifinale, portando milioni di italiani ad interessarsi solo del calcio. Quale momento migliore per far approvare – in sordina – un legge che interessa solo a lui?



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