Markus Blog

Gomorra

Pubblicato da Markus su 8 Giugno 2008

GomorraQuattro storie tra loro indipendenti. Tutte e quattro inserite nei quartieri popolari di Napoli dove la malavita organizzata regna sovrana. Tratto dal best-seller di Roberto Saviano (30 anni, vive sotto scorta), Gomorra diretto da Matteo Garrone con Toni Servillo, Gianfelice Imparato, Maria Nazionale e Salvatore Cantalupo è un affresco della camorra e delle articolazioni dei suoi traffici, della sua gente, dei suoi luoghi, dei suoi riferimenti culturali e sociali.

Il film racconta le quattro storie di Pasquale, un sarto che decide di uscire dal giro dei falsi e degli abiti sottopagati insegnando ai cinesi, di un imprenditore che gestisce i rifiuti delle aziende del Nord Italia scaricando tutto il possibile e l’immaginabile nelle discariche vicino a casa sotto gli occhi impietriti del suo assistente, dei due ragazzi Marco e Ciro che sognano la vita dei gangster hollywoodiani e finiranno ben presto in mezzo alla vera malavita ed infine del bambino Totò che scopre la morte, la violenza e il tradimento nel giro di pochi giorni.

Ambientato nei veri luoghi della camorra, tra le inquietanti architetture dell’urbanesimo campano (la casa bruciata del boss, Le Vele), il film racconta l’abisso infernale in cui è sceso il profondo sud italiano finito in mano alla violenza e all’interesse economico più spietato, in cui ogni minima forma di onore, valore o rispetto è stato distrutto in nome del denaro e del potere, misurabile oltre che con la moneta anche con la possibilità di uccidere e commettere impunemente atrocità: rendercmsfieldun terzo o altro mondo che ha reagito all’abbandono e all’incuria del potere precostituito con proprie regole, leggi e istituzioni (il contabile che paga la pensione ai vecchi affiliati), ma che – a differenza di organizzazioni parastatali come la mafia – non ha saputo dare coerenza e ordine a un gioco di bambino presto trasformatosi in puro orrore, dove non solo non esistono più buoni o cattivi, ma nemmeno alleati e nemici. E ognuno uccide quasi per conto proprio” (Emanuele Rauco)

Il film è ben scritto, nonostante duri oltre due ore non fa mai sentire il peso della durata e del proprio racconto. Forse per capire davvero la camorra bisognerebbe leggere il libro prima di andare al cinema. Il film pare più un thriller che una denuncia, e lo scopo del film è chiaro solo quando escono i titoli di coda dove, in quattro righe, sono elencati alcuni numeri della camorra campana. Fino a quel momento il film pare un lavoro neo-realista sulla vita popolare nei bassifondi campani.

Nonostante questo nulla toglie a Gomorra il diritto di essere giudicato uno dei più bei film italiani degli ultimi anni. Voto 7.5, consigliato.

2 Risposte a “Gomorra”

  1. flachi gol detto

    sono d’accordo..devo dire ke anche la scelta di raccontare il tutto in ‘napoletano’ mi è piaciuta molto..l’unica pecca sono le sporadiche canzoni in sottofondo di nino d’angelo..ahah assurdo!!

  2. sicilian girl detto

    senza dubbio il libro trasporta in luoghi e situazioni che sei tu a costruire…ma devo dire che il film si attiene molto a Saviano..
    p.s. per le sporadiche canzoni di nino d’angelo,caro il mio flachi, te ne puoi fare una cultura anche standotene tranquillo in una casetta qualsiasi di palermo, quando le macchine dei “tamarri” passano sotto la finestra cn lo stereo a palla…
    … …. …mai capito perchè ai palermitani piace così tanto la musica napoletana…. *_*

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