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Vogliono vietare la pornografia (e imbavagliare il Web)

19 Giugno 2008 Markus Lascia un commento

Ad inizio settimana leggo su Punto Informatico una notizia alquanto interessante. Non tanto per il contenuto in se, quanto alle possibili motivazioni, conseguenze e successive modifiche. Il senatore del Popolo della Libertà Alessio Butti ha depositato un disegno di legge dal titolo: norme per la corretta utilizzazione della rete Internet a tutela dei minori. In sintesi, oscuramento di ogni sito internet contenente materiale pornografico o offensivo del buon costume. Pene fino a cinque anni di carcere o cinquantamila euro di multa per chi pubblica una qualsiasi scena di sesso esplicito.

Entrando nel particolare il disegno di legge prevede il divieto di pubblicazioni pornografiche e di promozione della pornografia online. Impossibilità di pubblicare scene palesemente erotiche, e difficoltà pure nel promuovere quei siti seriamente gestiti. Di conseguenza l’oscuramento di qualche centinaio di milioni di pagine web e ritorno a quelle leggi sulla morale che gli ordinamenti laici hanno ridimensionato in quasi tutto l’occidente. L’articolo 3 è la chiave di lettura della proposta, norme contro la pornografia o la pedofilia? Dice testualmente: «L’autorità per le garanzie nelle comunicazioni può autorizzare la diffusione di siti della rete Internet i cui contenuti siano parzialmente simili a quelli vietati ai sensi dell’articolo 1 (…)». O la legge ha lo scopo di vietare tutta la pornografia, indistintamente, o è palesemente errata e perciò pericolosa. Se il divieto fosse diretto solo a quelle pubblicazioni pornografiche effettuate per adescare o sfruttare i minori, nessuna deroga dovrebbe essere prevista.

E’ lecito pensare che questo disegno di legge incontrerà grosse difficoltà nella sua traduzione in legge. Per motivi per nulla etici e morali. Il mercato della pornografia online ha un giro d’affari superiore alla vendita delle armi ed è uno dei settori più floridi del commercio web. Sicuramente mostra come la politica e le istituzioni italiane sia inadeguate in materia internet. La strada non è quella giusta per tutalare i minori. Se si pensa poi che la norma riguarderebbe solo il mercato internet, permettendo alla saricinesca della vecchia edicola di rimanere aperta, e che una legge italiana riguarda la navigazione dall’Italia e non soltanto in Italia, questa proposta inizia ad avere altri sapori.

Già nella passata legislatura, la Segreteria del Presidente del Consiglio di Romano Prodi aveva presentato una proposta di legge col quale regolamentare le pubblicazioni sul web. Evidentemento il Palazzo non ha ben chiaro come funziona Internet. Non conoscendolo ne ha paura. E quale modo migliore per ridimensionare il fenomeno se non bloccarlo? Oscurare la pornografia oggi, per essere pronti ad oscurare tutto ciò sia scomodo domani.