La notte non aspetta
Pubblicato da Markus su 29 Giugno 2008
Una storia molto assurda e surreale. Un film che denuncia, o vuole tentare di denunciare, il marcio e la corruzione presente nei distretti e nelle sezioni più onorevoli della polizia americana. La notte non aspetta di David Ayer – con Keanu Reeves, Forest Whitaker, Amaury Nolasco, Hugh Laurie, Chris Evans e Naomie Harris - è un poliziesco molto godibile ma troppo poco realistico per capire se si tratta di un pessimo film di denuncia o di un buon thriller fine a se stesso.
Tom Ludlow, detective della squadra speciale della polizia di Los Angeles, è la punta di diamante della sua squadra. L’uomo che fa il lavoro sporco, il giustiziere della notte, con il grilletto facile e omicida e bottigliette di vodka sempre a portata. Il film mostra una squadra speciale coesa in un tribalismo che si regge su mutuo soccorso a qualsiasi costo e omertà, attraversata da
corruzione e mancanza di scrupoli, manipolazione delle prove e impunità. Con la morte dell’amico-nemico, il collega Terence Washington ucciso con rara ferocia in una vera esecuzione all’interno di un negozio, Ludlow inizia ad indagare segretamente sull’amico e inizia a scoprire la corruzione all’interno del suo dipartimento. Quando i giochi vengono svelati e i cattivi sono uccisi, si ha l’impressione che sia solo una scatola cinese, dove tutto si ripresenta e che non sia cambiato nulla.
L’intento era forse quello di svelare i rapporti molto stretti tra la polizia e la malavita, gli accordi e i segreti, la corruzione e l’omertà che regna a qualsiasi piano: dai banditi di strada fino ai politici più potenti. Il film che ne risulta è un thriller dove le pallottole e il ritmo sono preferite all’intreccio. Un cast tutt’altro che magnifico – Keanu Reeves è inespressivo per rappresentare al meglio il tormento emotivo e psicologico di Tom Ludlow e un Hugh Laurie (Dr. House) non in forma – gestito da una regia decisamente poco brillante.
Voto 6.5.































flachi gol detto
a me è piaciuto, anche se sono d’accordo sul fatto ke forse sia un po’ troppo surreale..questo si..cmq dottor house è meglio che se ne torni a fare il dottore
Reykjavöllbærinn86 detto
Bella recensione, forse è un pò critica nei confronti della trama del film, d’altro canto è un film non un documentario sulle Los Angeles’s streets, quindi un po’ di “romanzata” è giustificabile per creare spannung (tensione).
D’accordo che Reeves è totalmente inespressivo (tipico dei duri del cinema), avete mai visto Chuck Norris o A. Schwarznegger piangere? Vi assicuro che vi viene da ridere!
Hugh Laurie dovrebbe fare il dottore (bravo Flachi Gol!), e dov’è finito il bastone, nel film gli è rimasta l’andatura zoppicante!
Ciao a tutti dai ghiacciai eterni (quasi) del Vatnajökull!
Rey86