Un popolo che se ne frega non ha dignità
C’è un ometto, un poco di buono. Piccolino, grassottello, un po’ calvo. Nella vita fa il ladruncolo. Gli daremo un nome di fantasia: Silvio! Silvio ha grandi aspirazioni nella vita, è un gran chiacchierone, vorrebbe rivoluzionare il mondo. Ma è chiuso, intrappolato da questa società che non gli lascia altra possibilità che delinquere. Un giorno Silvio è al lavoro, fuori da un ufficio postale. Entra un’anziana signora, per ritirare la propria pensione. Quando si allontana non si accorge che il nostro Silvio inizia a seguirla. La segue fino ad una zona un po’ isolata, dove il momento più importante del suo lavoro è arrivato. Le si avvicina, la tramortisce e la deruba dei suoi soldi. Ma un altro personaggio della nostra storia, che chiameremo Sempronio, entra improvvisamente in scena. Ha assistito alla scena, ha compreso perfettamente le parti e i ruoli della vecchia e di Silvio. Sa che Silvio è colpevole e la vecchia è vittima. Silvio, che dicevamo essere un gran chiacchierone, parla a Sempronio di libertà, di piccoli errori, dell’accanimento dei poteri contro di lui che non gli permettono di vivere seranamente in modo legale. Propone a Sempronio un accordo: una parte del malloppo in cambio del suo silenzio. Entrambi si avviano felicemente verso la conclusione di questa storia. Silvio ha il frutto delle sue scorribande, non ha testimoni contro di lui e si garantisce l’impunità. Sempronio pensa “che se ne frega della vecchiaccia”, non la conosce e non avrà rimorsi, ma ha gudagnato qualche soldo. E la vecchia signora? Vivrà questo mese senza pensione, tra l’indifferenza del popolo. Vince il portafoglio, perde la dignità. Uno a zero, palla al centro.
Ci spostiamo in un’altra dimensione e troviamo un altro ometto, un poco di buono. Piccolino, grassottello, un po’ calvo. Nella vita fa l’imprenditore. Gli daremo un nome di fantasia: Silvio! Silvio ha grandi aspirazioni nella vita, è un gran comunicatore, vorrebbe rivoluzionare il mondo. Ma è chiuso, intrappolato da questa società che non gli lascia operare secondo i suoi ideali. Un giorno Silvio è al lavoro, nel suo ufficio. La sua società, molto produttiva e dominante, è quotata in borsa, ha migliaia di piccoli azionisti, magari uno di questi è la vecchietta della storia precedente, che ha usato tutti i risparmi di una vita per comprare quelle fortunate azioni. Il nostro Silvio decide però di falsificare i bilanci della sua azienda, porta soldi in conti esteri e società fittizzie. E’ molto bravo nel suo lavoro. Purtroppo però la vecchia, da questa operazione, non guadagna nulla ma ci perde diversi denari. Sempronio sa queste cose, conosce le parti e i ruoli della vecchia e di Silvio. Sa che Silvio è colpevole e la vecchia è vittima. Silvio, che dicevamo essere un gran comunicatore, parla a Sempronio di libertà, di piccoli errori, dell’accanimento dei poteri contro di lui che non gli permettono di vivere seranamente in modo liberale. Propone a Sempronio un accordo: qualche soldo in cambio del suo voto. Entrambi si avviano felicemente verso la conclusione di questa seconda storia. Silvio ha il frutto delle sue operazioni, non ha processi contro di lui e si garantisce l’immunità. Sempronio pensa “che se ne frega della vecchiaccia”, non la conosce e non avrà rimorsi, ma ha gudagnato qualche soldo non pagando più l’ICI o il bollo dell’auto. E la vecchia signora? Vivrà questo mese senza i frutti delle sue azioni, tra l’indifferenza del popolo. Vince il portafoglio, perde la dignità. Due a zero.
Le due storie sembrano diverse ma sono la stessa storia. L’imprenditore è come il ladruncolo, il suo falso in bilancio è come uno scippo. Alla fine perde sempre la vecchia, derubata della sua pensione e dei suoi soldi. Derubata da quel Silvio imprenditore/ladruncolo che compra il silenzio del popolo in cambio di qualche denaro per assicurarsi quell’impunità che fa tristemente rima con immunità. Quel Sempronio che si indentifica perfettamente nel popolo italiano, capace di fregarsene, di fare silenzio. Un Sempronio che ha perso i valori, le idee, che ha come unica preoccupazione il peso del suo portafoglio. Un Sempronio che ha perso per sempre la sua dignità.



Ultimi commenti