DiPietro: troppo corrotto o troppo scomodo?
A casa Berlusconi devono essere terrorizzati da Di Pietro. E’ bastato che toccasse il 15% in Abruzzo e collezionasse 1 milione di firme contro la legge Alfano, perché IlGiornale di famiglia scatenasse una campagna forsennata per gabellarlo come l’epicentro dell’inchiesta Global Service a Napoli. Peccato che, a parte un paio di sciagurate raccomandazioni tentate dal figlio Cristiano, l’ex pm sia del tutto estraneo all’indagine, che coinvolge invece gente del Pd e del Pdl. Dal 19 dicembre all’11 gennaio IlGiornale gli ha dedicato titoloni in 17 prime pagine su 21, mentre in Italia e nel mondo accadeva di tutto. Fior da fiore, fra i titoli più succulenti: “Tutti gli intrallazzi del clan Di Pietro”. “Gasparri: Di Pietro coniglio”. “Rivolta dei fan di Di Pietro”. “Di Pietro jr. si dimette, ora tocca a Tonino”. “Bondi: non vorrei mai mio figlio in politica”. “Di Pietro, il giallo dei rimborsi elettorali”. “Di Pietro nei guai vuol depistare e sforna referendum”. “La verità sulle case di Di Pietro”. Come se i presunti intrallazzi su rimborsi e immobili non fossero già stati archiviati dal Gip di Roma il 14 marzo 2008. IlGiornale anzi scrive il contrario: “La Procura decise di rinviare a giudizio anche la tesoriera di Idv, Silvana Mura”, più Di Pietro. Invece la Procura chiese di archiviarlo, mentre la Mura non fu nemmeno indagata.
[…] Questa campagna ne ricorda un’altra, sferrata nel 1995-’97 sempre da IlGiornale, allora diretto da un maggiorenne, Vittorio Feltri. Di Pietro minacciava di entrare in politica con un partito tutto suo, dopo aver respinto le offerte di destra e sinistra. Il 23 dicembre ‘95 l’house organ sparò in prima pagina un’intervista al faccendiere craxiano latitante Maurizio Raggio: “Dal Messico gravi accuse a Di Pietro. Raggio: Pacini Battaglia diede una valigetta con 5 miliardi a Lucibello per Di Pietro”. E così per due anni: corrotto, concussore, venduto. Nel ’97, subissato di cause perse in partenza, Paolo Berlusconi risarcì l’ex pm con 400 milioni di lire. Feltri si scusò in prima pagina: “Caro Tonino, ti stimavo e non ho cambiato idea”. Nella 2 e nella 3, un lungo autodafè (“Dissolto il grande mistero: non c’è il tesoro di Di Pietro”) informava i lettori che “Di Pietro è immacolato”, la campagna de IlGiornale era una “bufala”, una “ciofeca”. E la nota “provvista” miliardaria? Mai esistita. Ma ormai l’immagine del simbolo di Mani Pulite era devastata. Infatti ora si replica.
di Marco Travaglio
tratto da l’Espresso in edicola
Link all’articolo originale
Chi volesse saperne di più può leggere l’editoriale di Vittorio Feltri, apparso su Libero l’8 Gennaio 2009, «Lettera a Di Pietro» e le lettere di risposta di Antonio Di Pietro a Libero disponibili sul suo blog: «Calunnie, solo calunnie» (9 Gennaio 2009) e «Sei risposte a Libero» (13 Gennaio 2009). Se si volesse capire il livello di calunnie e stupidità raggiunto dal quotidiano che era di Montanelli ed ora è di Berlusconi, si legga «Così Di Pietro ha creato la sua Italia del mattone» di Gian Marco Chiocci, da IlGiornale (9 Gennaio 2009).



Troppo corrotto o troppo scomodo?
TROPPO CORROTTO!!!
Vergogna! Si fa da portavoce della Giustizia e poi è il primo che mette le mani nella marmellata in ogni campo della politica…
Il vostro caro Travaglio fino a qualche anno fa era sostenitore della teoria che ogni politico fosse corrotto a destra e a manca ma ora, da quando è il burattino di di Pietro, la corruzione la vede solo a destra e chissà perchè mai a manca…
«….Di Pietro è un magistrato che ha rovinato la gente e che sulle disgrazie altrui ha costruito un successo ed ha fatto il ministro… questo è un delinquente»
GRUPPO INDIPENDENTE NO-ISLAM
Per la verità che Di Pietro sia un magistrato che ha rovinato la gente, ha una tesi revisionista, sostenuta da diversi e trasversali movimenti politici e sociali della società italiana. La maggior parte della gente indagata dal pool di mani pulite è stata incolpata per vari reati legati a concussione, corruzione ecc…
Logicamente quando si indica su un affare enorme come fu quello di tangentopoli è normale, che possano essere indagate anche persone terze che sono estranee ai fatti contestatogli, ma ciò non deve e non può impedire ai magistrati di fare il proprio lavoro.
Negli ultimi tempi, sta venendo messa in atto una campagna diffamatoria nei confronti di esponenti politici scomodi all’attuale capo del governo, che in vario modo controlla diversi media, partendo da giornali, passando per televisioni e giungendo a portali web d’informazione.
Che poi Travaglio non veda la corruzione anche a manca (sinistra), è completamente falso, in quanto lui stesso ha denunciato come anche all’interno di partiti della sinistra ( Pd ) fosse, ed è presente, un sistema politico legato alla clientela diffuso principalmente in partiti della destra ( Udc e FI su tutti). Vorrei inoltre invitarvi a riflettere, dicendo che è stato l’unico politico italiano a non attaccare la magistratura quando essa ha indagato nei confronti di esponenti del proprio partito o della propria famiglia (indagato, in termini giuridici non equivale ad essere colpevole), a differenza di altri esponenti di sinistra, e soprattutto, di destra che hanno subito attaccato la magistratura, forse per nascondere i propri scheletri nell’armadio.
Vi scrive uno che non voterà mai Di Pietro
Markus, Markus, Markus… Bella dimostrazione di intelligenza quella data da di Pietro quando davanti a 1000 persone (forse anche meno) ha dato del criminale al nostro odiamato Presidente della Repubblica, il quale (votato ed eletto anche dall’IDV) non può e non deve esprimersi su molti temi d’attualità essendo la sua una figura (superpartes) più simbolica che reale. Ci si indigna quando il nostro caro Silvio definisce l’alleato Obama come abbronzato, mentre non è dato sapere che scuse troverete voi dipietristi per difendere questa che è un’offesa (oltre che del tutto fuori luogo) lesiva nei confronti dell’immagine della sinistra e di di Pietro stesso… Al che un personaggio di destra come me non può che gongolare davanti all’ignoranza brutale di chi si fa paladino del giustizialismo ma che non conosce nemmeno le basi fondamentali del rispetto e della convinvenza civile… Ma che c’azzecca Antonino con la politica? Ai pochi che l’hanno votato e ai pochissimi che lo rivoteranno l’ardua quanto scontata sentenza…
Michele F. – mikelin87.wordpress.com
invito con piacere il nostro caro michelino a leggere su http://www.antoniodipietro.com ‘l’appello a napolitano’ per rendersi conto di quello che ha detto parola per parola di pietro nel suo intervento a sostegno di Luigi Apicella e cosi quindi per rendersi conto che i criminali o se li è sognati o glieli ha raccontati qualche suo giornale..cn affetto sawa
Beh… Allora io vi mando i link dal sito della Lega Nord… O l’informazione è imparziale o evitiamo dai… Non ha senso che io legga dal sito di di Pietro, è ovvio che se mi accusano di rubare, io sul mio blog mi discolpi…
Parlano i fatti…
Tanto comunque la platea era formata da meno di mille persone… Non mi sembra che di Pietro abbia più il successo dei vecchi tempi (se non abbaia non lo ascolta nessuno, se abbaia troppo la gente si stufa) e dunque ormai è solo l’ombra di se stesso (fortunatamente!!!).
Domani sera tutti al BW? Forza Juve!!!
Al primo commento di Michele avevo iniziato a scrivere una risposta, ma visto quanto avevo scritto ne usciva un post.
Anzittutto non puoi misurare il successo di DiPietro in base a quante persone c’erano alla manifestazione, visto che non era organizzata dall’IDV. Ricordati poi che anche la tua Lega ha fatto diverse manifestazioni dove non arrivavano al migliaio, ultima (come esempio) quella in difesa di Malpensa di qualche mese fa: erano in poco più di 400 persone.. Inoltre DiPietro meno di un mese fa ha preso il 15% dei voti ad una elezione regionale, i sondaggi lo danno al al 8-10%: non mi pare si possa definire l’ombra di se stesso!
Ma queste sono solo le briciole del tuo commento, se vuoi leggere la risposta ai contenuti interessanti vai a Le parole di DiPietro: offensive e mal riportate (29 Gennaio 2009, Markus Blog).
Un saluto!
Mi viene da sorridere… il bue che dice cornuto all’asino…
un leghista che fa certi rimproveri… fino a prova contraria chi si pulisce il culo con il tricolore italiano non è Di Pietro.
Può anche essere (usando i tuoi termini) che ci siano dei leghisti che si puliscano il c..o con il tricolore ma fino a prova contraria (usando di nuovo i tuoi termini) nessuno di noi ha mai rinnegato di aver detto o fatto questo gesto, a differenza del vostro caro di Pietro il quale prima parla e poi ritratta…