Home > Politica > Le parole di DiPietro: offensive e mal riportate

Le parole di DiPietro: offensive e mal riportate

Questo post nasce come risposta al commento di Michele, sulle parole di DiPietro alla manifestazione di mercoledì. Quello che è stato detto e sentito, riportato perfettamente da Michele, mostra come l’informazione italiana sia pilotata. Curioso infatti come da una manifestazione organizzata dall’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia – non dall’Italia dei Valori o da DiPietro – a difesa della giustizia e della democrazia, non abbia ricevuto alcun risalto o supporto da parte dei media nazionali, a differenza – per esempio – del Family Day di qualche anno fa (ma dietro c’era la Chiesa) o delle manifestazioni per l’Italia dei vari Berlusconi o Veltroni di turno. A questa manifestazione hanno partecipato anche illustri personaggi – Salvatore Borsellino, Carlo Vulpio, Sonia Alfano, Pancho Pardi, solo per citarne alcuni, oltre a Marco Travaglio, Antonio di Pietro e Beppe Grillo – ma molto casualmente l’unica frase uscita da quella piazza è del bersaglio preferito negli ultimi tempi dai media nazionali. Per di più estrapolata ad hoc.

Anzitutto il Presidente della Repubblica ha facoltà di esprimersi in merito a diverse questioni e il tentativo di sopprimere la giustizia (qualcuno la chiama “Riforma”) o imporre il silenzio (con la sospenzione) ad un procuratore che ha osato difendere chi a sua volta ha osato indagare su miliardi di finanziamenti europei che scompaiono nel nulla ogni anno in Calabria (e che finiscono nelle tasche della criminalità organizzata e dei partiti politici) non sono semplici temi di attualità.
Quanto alla frase (che Mchele definisce offensiva), è stato fatto un lavoro perfetto di disinformazione. Vuole un’esempio? Sul Corriere di oggi c’è un’intervista a Scalfaro che inizia con questa domanda: «Presidente Scalfaro, l’Italia dei Valori ha attaccato il Quirinale in piazza Farnese. “Napolitano dorme”, recitava uno striscione, mentre Antonio Di Pietro accusava il capo dello Stato di giudizi “poco da arbitro” e di “troppi silenzi” aggiungendo che “il silenzio è mafioso”. Che cosa gliene pare?». All’incirca la stessa versione che è stata raccontata da tutti. Niente di più fuorviante! Per cominciare lo striscione non era dell’IdV (come non lo era la manifestazione) e le parole incriminate, che Michele giudica offensive, assumono un siginificato totalmente diverso se lette nel passaggio completo.

«Credo che in una civile piazza dei cittadini italiani abbiano il diritto di manifestare. Si può non essere d’accordo su quanto abbiamo fatto e su quanto stiamo facendo, ma è un nostro diritto, garantito dalla Costituzione, poter dire che quello che fanno determinate persone non ci convince? Ci possiamo permettere, signor Presidente della Repubblica, di accogliere in questa piazza anche qualcuno di noi che non è d’accordo su alcuni suoi silenzi? Possiamo permettercelo o no? O siamo degli eversori? Siamo dei cittadini normali che ci permettiamo di dire a lei, signor Presidente della Repubblica, che dovrebbe essere l’arbitro, che a volte il suo giudizio ci pare poco da arbitro e poco da terzo. Lo possiamo dire o no? Noi la rispettiamo, abbiamo il senso delle istituzioni, vogliamo essere tranquilli. Oggi, un cittadino ha messo un manifesto, uno striscione, dove senza offendere nessuno dice “Napolitano dorme, l’Italia insorge”. Perché lo hanno sequestrato? Chi ha ordinato di sequestrare questo manifesto? Perché non c’è possibilità di manifestare senza bastoni, senza nulla? Stiamo semplicemente dicendo che non siamo d’accordo sul fatto che si lasci passare il lodo Alfano, che non siamo d’accordo sul fatto che si criminalizzino le persone che fanno il loro dovere, che non siamo d’accordo sull’oblio che hanno le istituzioni nei confronti di questi familiari delle vittime, che non siamo d’accordo nel vedere terroristi che vanno a fare gli insegnanti e informare a loro modo le cose, che fanno i saputoni e poi vediamo le vittime del terrorismo e della mafia che vengono dimenticate e abbandonate a se stesse. Lo possiamo dire o no? Rispettosamente, ma il rispetto è una cosa, il silenzio è un’altra: il silenzio uccide, il silenzio è mafioso, il silenzio è un comportamento mafioso. Ecco perché non vogliamo rimanere in silenzio.»

Antonio Di Pietro
Manifestazione a difesa di Luigi Apicella
28 Gennaio 2009

Credo che a questo punto non servano davvero altri commenti. La cosa si spiega e capisce perfettamente da sola. Dubito che qualcuno possa avere una fantasia così galoppante da ritenere offensive queste parole. E’ ben evidente inoltre che le parole sulla mafia non siano rivolte a Napolitano e che il silenzio criticato da DiPietro sia quello sul Lodo Alfano, su cui il Presidente della Repubblica dovrebbe avrebbe il dovere di dire qualcosa e gli italiani la dignità di indignarsi.

Che le si condivida o meno, credo – per finire – non sia ammissibile ritenere offensivo quanto detto a Piazza Farnese, se non per uso puramente strumentale. Come dice Michele: parlano i fatti.

  1. Mikelin87
    29 gennaio 2009 alle 23:54 | #1

    IL DEMAGOGO IN TRAPPOLA
    di Mario Giordano

    Editoriale de Il Giornale del 29/01/09

    Finirà così. Finirà con Di Pietro, Grillo, Travaglio e Pancho Pardi da soli in piazza ad insultare il mondo senza capire perché il mondo non li segue. Finirà così: quattro amici al bar convinti di essere Napoleone e magari anche di saper risanare le Ferrovie. Finirà con lo scolapasta in testa e urla sempre più alte davanti a platee sempre più vuote. Sguardi invasati per vedere il nulla. Finirà così: dopo aver attaccato tutto quello che c’è da attaccare finiranno per prendersela con Braccobaldo, Giove Pluvio, l’incredibile Hulk e Pippi Calzelunghe (colpevole anche lei di silenzio mafioso: in effetti ha la coda, anzi i codini, di paglia). E poi finiranno, forse, per esaurimento offese. E per esaurimento nervoso.
    Ieri c’erano poco più di mille persone nella ridotta di piazza Farnese. Erano tanti, erano giovani, erano forti: dove sono finiti? In principio fu Piazza Navona. Poi quella sede sembrava troppo grande. E allora hanno ristretto l’orizzonte, forse anche per essere proporzionati alla loro ampiezza di vedute: niente da fare. Non riescono più a riempire neanche una vasca da bagno. Girotondo intorno al vuoto: le presenze erano più rade e casuali che i capelli sulla testa di Paolo Brosio. Il prossimo appuntamento, chissà, forse se lo daranno dentro una tazzina di caffè.
    Le immagini sono eloquenti. Grillo che si faceva pagare per riempire i palazzetti, ora non riesce ad attirare pubblico nemmeno gratis. Da Travaglio che si può pretendere? La Guzzanti? Non pervenuta. Camilleri? Ha la credibilità di chi si professa martire del regime berlusconiano nel giorno in cui esce il suo libro pubblicato da Mondadori. Resta lui, Tonino il moralizzatore con la fuga di notizia al seguito. Le ultime vicende devono averlo parecchio innervosito: basta guardarlo in faccia. Di lucido pare che gli siano rimasti solo gli occhi. Una volta potevano sembrare spiritosi. Adesso sono solo spiritati.
    E allora non ci stupisce che arrivi a dare del «mafioso» al presidente della Repubblica? Quando si costruisce tutta una carriera politica sull’aggressione all’avversario, bisogna continuare ad aggredire. Quando si coagula attorno a sé consenso sulle demonizzazioni, bisogna continuare a demonizzare. Demonizzare il presidente del Consiglio? Non basta più. Demonizzare l’intero Parlamento (covo di presunti criminali)? Non basta più. Sempre più in alto, come con la famosa grappa e con lo stesso grado di veleno alcolico. Il Quirinale. Il Papa. E la prossima volta chi finirà nel calderone dei «mafiosi»?
    Di Pietro è scivolato in una trappola mortale. Per cercare consenso deve alzare sempre più i toni, ma alzando i toni sono sempre meno quelli disposti a seguirlo. Se non continua a urlare sparisce, ma se continua a urlare la gente si disperde. E così lui, che vorrebbe presentarsi come garante di tutte le istituzioni, non fa altro che offenderle. Lui, che vorrebbe essere la voce del popolo, rimane solo. Ieri l’hanno capito tutti. Ma proprio tutti tutti. Chissà, forse pure Veltroni.

  2. 30 gennaio 2009 alle 14:26 | #2

    Michele, una risposta all’articolo riportato nel tuo commento è del tutto inutile. C’è già scritto tutto nel post. Viene il dubbio che tu non lo abbia nemmeno letto…

    Comunque risponderò (di nuovo) ad alcuni punti davvero esilaranti quanto falsi dell’articolo.
    – Falso che la manifestazione fosse stata organizzata dall’IDV, o da DiPietro, o da Grillo. Era dei Familiari Vittime di Mafia a cui DiPietro, Travaglio, Grillo e tanti altri sono stati solo invitati. E’ senza senso fare un confronto con piazza navona.
    – Falso che DiPietro abbia dato del mafioso a Napolitano. Parlano i fatti, non i giornali.
    – Falso che il Parlamento sia il covo di presunti criminali. I criminali sono reali. Le condanne definitive. La vorgogna, di avere una classe politica simile, tanta.
    – Falso che DiPietro sia in crisi di consensi. I sondaggi lo danno al 8-10%. Le ultime elezioni in Abruzzo lo han fatto volare dal 4 delle politiche al 15%. Tu chiamala come vuoi.

    E’ inoltre interessante notare che in Piazza Farnese hanno parlato anche i familiari delle vittime di mafia, non era una manifestazione politica. In Piazza Farnese le parole importanti sono state quelle di Salvatore Borselllino, di Sonia Alfano e le loro accuse con nomi e cognomi a persone che occupano alte cariche dello Stato. Nessuna delle loro parole è stata riportata dall’informazione. Schifani ha espresso la sua solidarietà a Napolitano per un’offesa che non gli è mai stata rivolta. Il Senato, ridotto a un gruppo di penose comparse, ha applaudito in piedi. Nessuna parola in Senato per i caduti di mafia, per i fatti gravissimi denunciati dai loro familiari.
    I nostri politici fanno quasi tenerezza quando non fanno anche schifo.

    Ad ogni modo hai fatto un ottimo lavoro di copia e incolla, certo potevi prendere qualcosa di più serio. Basta vedere la firma per capire che non sarà un articolo autorevole e imparziale. Ha, all’incirca, la stessa importanza della carta igenica.

  3. 30 gennaio 2009 alle 17:02 | #3

    Un articolo imparziale forse no, ma di certo è più imparziale del blog o delle dichiarazioni di colui che prima definisce come mafioso il nostro Presidente della Repubblica e poi ritratta dicendo di essere stato manipolato, come sempre avviene in Italia secondo loro… Loro, i vari giustialisti con le mani nella marmellata e le mani in pasta ovunque, loro i Travaglio di turno i quali vedono i mali della politica solo a destra e mai a manca, loro i quali pensano che la verità assoluta sia un dono fatto solo a loro stessi e non a gente come me che è schiava e succube della televisione e dei giornali manipolati ovviamente (a parer vostro) dal caro zio Silvio, il quale ovviamente è un delinquente che manipola le menti di tutti tranne quelle di di Pietro, di Travaglio e (dei pochi) discepoli…
    Nessuno ha mai detto che la manifestazione fosse stata organizzata dall’IDV, e comunque sarebbe un gran risultato per voi se di Pietro riuscirà a prendere un seggio alle europee……
    I criminali sono in Parlamento e sono tutti amici dello zio Silvio (si dirà che mangiano i bambini tra qualche anno) mentre all’opposizione non si ha traccia di recenti scandali in territorio nazionale, nessuno di loro è stato condannato per reati negli ultimi mesi, nessuno ha comprato delle mega-ville a prezzi più che popolari, nessuno ha il figlio indagato per delle intercettazioni molto compromettenti… Nessuno. Nessuno? Ah già dimenticavo, sono schiavo dei media e non riesco a cogliere la verità…

  4. 30 gennaio 2009 alle 20:12 | #4

    Per la verità quello che dice sempre che i comunisti manipolano le sue dichiarazione è il nostro “caro” Presidente del Consiglio.
    Mario Giordano, ex direttore di Studio Aperto (telegiornale di Italia Uno) e attuale direttore del Giornale (quotidiano della famiglia Berlusconi, e quindi da essi stipendiato e da questi riprende la linea editoriale del quotidiano), fa capire nel suo articolo che la manifestazione è stata indetta dall’IdV senza mai dirlo esplicitamente, facendolo però capire.

    Per quanto riguarda la presenza di criminali in parlamento, è vero, e non mi pare che Marco affermi che siano solo da una parte, si limita a prendere atto della realtà che all’interno del parlamento è pieno di gente che è stata giudicata colpevole di reati più o meno gravi da tribunali del popolo italiano, quando poi per lavorare nella pubblica amministrazione devi avere la fedina penale pulita. Contraddizioni del nostro paese.

    Per quanto riguarda la tua accusa nei confronti di Di Pietro, penso che ogni persona dotata di un minimo di intelletto e di comprensione della lingua italiana, può giudicare da solo il discorso del leader dell’IdV

  1. No trackbacks yet.

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.