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Archivio per febbraio 2009

Frost/Nixon, il duello

28 febbraio 2009 1 commento

frots-nixon-il-duello-1 Sceneggiato da Peter Morgan (“The Queen“) e diretto dal regista Ron Howard, il film sull’intervista del 1977 all’ex-presidente americano Richard Milhouse Nixon da parte del giornalista inglese David Frost. Gli incontri ricordano molto una disputa di boxe seza esclusione di colpi. Dopo lo scandalo del Watergate, Nixon intende convincere il mondo che si è comportato, malgrado tutto, da statista. Frost, invece, vuole che ammetta davanti alle telecamere di aver violato la legalità.

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Sandyposten

28 febbraio 2009 1 commento

Buongiorno!

Campus Bovisa (milano)

O buonasera a seconda dell’ora in cui leggete questo post! Dunque, mi presento:

Sono Sandeep (alias Sandyposten), amico di Marco gestore di questo blog. Da tempo mi fu chiesto di partecipare a questa webpage, accettai molto volentieri anche se ora non so’ se sarò in grado di scrivere puntualmente ogni mese, poichè sono studente del terzo anno presso il Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale del Politecnico di Milano (http://www.aero.polimi.it) e gli impegni sono tanti ma spero di essere all’altezza!

Sandeep

Folli proposte di legge

27 febbraio 2009 Lascia un commento

Dicono che i nostri politici siano fannulloni, pieni di privilegi in cambio di nulla. Chi dice questo evidentemente non è a conoscienza dell’enorme mole di lavoro sulle spalle dei nostri parlamentari. Alessandro Tauro, sul suo blog, ha portato alla luce alcune proposte di legge letteralmente folli, liberamente consultabili nell’elenco delle proposte depositate alla Camera e al Senato. Partiamo dalle proposte più divertenti.

  • Proposta di Legge numero 1278 (Camera) su iniziativa di Paolo Grimoldi, Stefano Allasia e Matteo Salvini (Lega Nord) dal titolo «Istituzione del Museo storico dei motori e della locomozione» con sede nella Villa Reale di Monza.
  • Proposta di Legge numero 468 (Senato) su iniziativa di Alessio Brutti (Popolo della Libertà, nato e residente a Como, attenzione!) dal titolo «Attribuzione all’idroscalo di Como della qualifica di “aeroporto di interesse nazionale».
  • Proposta di Legge numero 478 (Senato) su iniziativa di Donatella Poretti (Partito Democratico) dal titolo «Depenalizzazione e legalizzazione della pratica del naturismo».
  • Proposta di Legge numero 1096 (Senato) su iniziativa di Simona Vicari (Popolo della Libertà) dal titolo «Disposizioni per l’avvio di un programma sperimentale di posizionamento di stampe fotografiche di grandi dimensioni sui muri perimetrali esterni delle strutture carcerarie».
  • Proposta di Legge numero 1487 (Camera) su iniziativa di Ivano Miglioli (Partito Democratico) dal titolo «Disposizioni per la valorizzazione e la promozione della “sfoglia emiliano-romagnola” e disciplina della relativa professione».
  • Proposta di Legge numero 1262 (Senato) su iniziativa di Stefano De Lillo e Lucio Barani (Popolo della Libertà) dal titolo «Corresponsione di borse di studio ai medici specializzandi ammessi alle scuole di specializzazione universitarie negli anni dal 1983 al 1991». Cosa c’è di divertente? De Lillo e Barani sono medici ammessi alle scuole di specializzazione universitarie in quel lasso di tempo.

Ma se queste erano solo le proposte più divertenti e strane, la fantasia dei nostri parlamentari non si ferma qui.

  • Proposta di Legge numero 1170 (Camera) su iniziativa di Pietro Ichino (Partito Democratico) dal titolo «Disposizioni in materia di sciopero virtuale». Si tratta di istituire la possibilità per i lavoratori di dichiarare un giorno di sciopero, nel quale si resterà regolarmente al lavoro, ma senza ottenere la retribuzione per il lavoro svolto. I soldi andranno ad un comitato gestito dai rappresentanti sindacali dell’azienda e dal datore di lavoro. Un modo per lavorare e non essere pagati insomma. E’ un idea così geniale che subito il ministro Sacconi non ha perso tempo a copiarla.
  • Proposta di Legge numero 1851 (Camera) su iniziativa di Amedeo Laboccetta (Popolo della Libertà) dal titolo «Disposizioni in materia di tutela del diritto all’oblio dei soggetti sottoposti a procedimento penale». Dietro questo titolo incomprensibile si cela semplicemente il divieto alla pubblicazione di qualsiasi notizia a proposito di procedimenti giudiziari per i quali siano trascorsi più di 5 anni.

Se la proposta di Ichino appare surreale, per l’idea di Laboccetta non ci sono aggettivi adatti per descrivere la follia celata in questo Disegno di Legge. Proviamo a riflettere, se questa proposta diventasse legge non potremmo parlare del processo a Bettino Craxi, Giulio Andreotti, Tangentopoli, e di tutti i casi di cronaca nera, comprese bombe fasciste e gli attentati brigatisti o mafiosi. La legge, che specifica di essere retroattiva, obbligherebbe un’infinità di blog ad eliminare dal prorpio archivio ogni riferimento a qualsiasi processo passato. In questo modo si avrebbe la possibilità di riscrivere completamente la vita delle persone, cambiare la storia. Non rasenta la follia?


Letture consigliate:
«Le folli proposte di legge che restano nell’ombra» di Alessandro Tauro, dal suo blog, 26 Gennaio 2009.

E se fosse questa la vera inter?

26 febbraio 2009 Lascia un commento

Cari nemici e amici, giocare in casa e costringere il portiere avversario a non effettuare nessuna parata mentre il proprio risulta il migliore in campo, sinceramente non è da grande squadra con ambizioni in Champions.
Si sapeva che il Manchester era superiore all’Inter e sulla cifra tecnica che differenzia le due squadre c’erano pochi dubbi, ma sinceramente dall’Inter ci si aspettava qualcosa di più.

Nei primi quchampions_league_maxi21-300x300aranta minuti i nerazzurri hanno preso una vera e propria imbarcata con gente, tipo Maicon, Stankovic e Adriano che sembrava travolta e stravolta dagli avversari e Rivas in difficoltà assieme a Chivu su ogni pallone lanciato in profondità dagli inglesi.
Ronaldo è stato grandiioso in fase offensiva e quando qualcuno lo vuol paragonare a Ibra come rivale e livello internazionale, questo qualcuno dovrebhbe rivedersi la partita di martedì sera.
Maicon, la cui forza in Italia è data dalle continue discese, è sembrato balbettare di fronte a Park e a Giggs.
Bravo Santon, superato in velocità da Ronaldo, ma anche capace poi di riprendersi e proporsi in attacco.

Adriano pachidermico, Zanetti volenteroso e niente più mentre Cambiasso ha giocato più che bene,  al contrario di Muntari che ha giocato più che male. E inutile girarci attorno, questa squadra ha confermato di non essere da Champions (in sette partite quest’anno due sole vittorie) e la speranza è che all’Old Trafford il Manchester continui a sbagliare come martedì sera in zona gol e che Julio Cesar si ripeta. Ma la sensazione netta è che per essere da corsa anche in Europa dovrà passare ancora del tempo.

L’allenatore non ha inciso e se al posto di Mourinho ci fosse stato un altro sarebbe stata la medesima solfa.
Servirebbe uno come Kakà in mezzo al campo e uno come Ronaldo davanti: come dire qualcosa di impossibile.
Negli utlimi anni la società ha pensato che il problema fosse l’allenatore e non i giocatori ed è per questo che hanno preso Mourinho.
Il quale Mourinho non ha colpe specifiche: il materiale che ha non è di primissima qualità, come non lo era per i suoi predecessori.
Mentalità, approccio alla partita, preparazione scientifica e bla bla bla bla: tutte balle.
L’Inter ho paura che sia quella vista a San Siro martedì sera e se non avverranno miracoli il ritorno sarà anche peggio.
Peccato…

Apprezzato nel resto del mondo, da noi è quotidianamente infangato

25 febbraio 2009 Lascia un commento

E’ un paese molto strano l’Italia, un paese dove tutto va al contrario. Un luogo dove nessuno si interessa se il Presidente del Consiglio è coninvolto in un caso di corruzione quando nel resto del mondo ne parlano tutti. Un luogo dove una persona è ammirata e votata per quindicini anni quando nel resto del mondo è spesso derisa, malvista e considerata per quello che è. Un luogo dove per affrontare la crisi si chiede ottimismo – e non misure adeguate – quando nel resto del mondo ci si preoccupa sul serio. Un luogo dove ha più importanza il buon andamento di Sanremo. Un luogo dove un giornalista – Marco Travaglio – è mal considerato, mal visto, osteggiato e spesso infangato quando nel resto del mondo è apprezzato e preso ad esempio di come dovrebbe essere il giornalismo in Italia. Intanto l’associazione giornalisti tedeschi (DJV, Deutschen Journalisten-Verbandes) ha conferito a Marco Travaglio motivando così la decisione: “Assegnamo il premio a Marco Travaglio, un collega che si è contraddistinto per il coraggio critico e l’impegno dimostrato nel combattere per la libertà di stampa in Italia. Il premio della DJV per la libertà di stampa è il riconoscimento più adatto a Marco Travaglio. che deve dare coraggio ai giornalisti italiani affinché possano svolgere la loro funzione di vigilanza e non cadano vittima di intimidazioni”.


Collegamenti consigliati:
«DJV-Preis für Marco Travaglio» dal sito della DJV (in tedesco) e la traduzione «L’associazione dei giornalisti tedeschi (DJV) conferisce il premio per la libertà di stampa a Marco Travaglio» da Italia dall’estero.

Il divo

24 febbraio 2009 Lascia un commento

il-divoUn film sulla vita di Giulio Andreotti, piena di misteri e segreti, che racconta 20 anni di politica italiana, attraverso la staticità e la fisicità pressochè immobile del sette volte Presidente del Consiglio. Il divo, scritto e diretto da Paolo Sorrentino, con Toni Servillo, Anna Bonaiuto, Piera Degli Esposti, Paolo Graziosi e Giulio Bosetti, è uno tra i migliori film italiani degli ultimi decenni, capace di far credere che il cinema nostrano possegga ancora inventiva e genialità sufficiente a sfornare capolavori. Una sceneggetaura pungente e perfetta il cui ritmo lento è scandito dalle stragi di cui Andreotti è accusato, reso sorprendente grazie scelte visive e musicali creative e bizzarre. Favolosa è la scena di presentazione della corrente andreottiana, che unita all’inizio del film è la parte eccellente del film, dove Sorrentino è diretto nell’esporre quella che è la sua tesi colpevolista a carico della figura di Giulio Andreotti. Il film ha saputo convincere seriamente la difficile platea del Festival di Cannes – vincitore del Premio della Giuria, nel 2008 – ed è infine difficile immaginare un altro interprete per Andreotti, se non quel Toni Servillo che ha dato prova in una straordinaria interpretazione.

Progettazione MySQL in Linux

24 febbraio 2009 Lascia un commento

Per chi come il sottoscritto lavora molto alla progettazione di siti web dinamici con supporto ai database, è molto utile avere un programma che ti permette di progettare in modalità E-R i propri database avendo cosi un supporto visivo immediato, senza perdere tempo a tracciare righe e righette che fanno, oggettivamente, perdere tempo.
Se per Windows la scelta è molto varia, per Linux, fino ad oggi la scelta di qualità (se tale si può definire) ricadeva su pochi software non all’altezza delle controparti Windows. Da segnalare come uno dei migliori a mio parere c’è DBDesigner 4 (potete trovare la guida all’installazione qui) ma la versione per Linux è ancora molto in là da essere all’altezza per un sistema semi-professionale e non è certamente priva di bug.

In soccorso degli appassionati Linux, è giunta però la Sun Microsystem, che dopo aver sfornato MySQL Workbench per Windows, da poco ha tirato fuori una versione alpha del suo progetto anche per le maggiori distribuzioni Linux e per MacOSX.

La versione in questione è la 5.1.7 uscita il 2 Febbraio del 2008, è presente nella pagina di download sia come codice sorgente sia in pacchetti autoinstallanti (presente sia in formato .deb per distribuzione Debian e Ubuntu sia in formato .rpm per distribuzioni Red Hat). Basta scaricare il pacchetto cliccarci sopra e finalmente anche noi avremo il nostro programma professionale per progettare Database MySQL per le nostre applicazioni internet.

Vi saluto augurandovi buon lavoro con il nostro nuovo programma

Cancellare i vecchi kernel in ubuntu

23 febbraio 2009 Lascia un commento

Quando si fanno gli aggiornamenti, qualche volta, viene aggiornato anche il kernel del nostro sistema operativo Linux. Questo comporta, per chi ha un pc con il dual boot con Windows l’allungamento della lista di Grub, che può essere alquanto fastidioso, senza contare che con il tempo occupano spazio in memoria. Ci tocca quindi cancellare i vecchi kernel (consiglio di cancellarli fino al penunltimo escluso. cosi potete usare questo in caso di problemi con l’ultimo aggiornamento).
Ecco come, aprite il terminale e digitate i seguenti codici

# visualizzare la versione di kernel che sto utilizzando
uname -r

#tramite un secondo terminale aprite il grub
sudo gedit /boot/grub/menu.lst

#prova della cancellazione del kernel che non serve più
sudo apt-get -s remove linux-image-2.6.20-15-generic

#cancellazione del vecchio kernel
sudo apt-get remove linux-image-2.6.20-15-generic

I nomi da me messi sono ovviamenti d’esempio, a voi basta ripete i passi sopraelencati per tutti i kernel che non usate più.

Chi di voi conosce David Mills?

20 febbraio 2009 Lascia un commento

Martedì 17 Febbraio un avvocatuccio inglese – che nel suo curriculum vitae ha delle consulenze in finanza estera presso la Fininvest – è stato condannato per aver preso soldi in cambio di favori. Un’innocua donazione da parte di un amico, direbbe qualcuno. In realtà si tratta di corruzione per falsa testimonianza in processi per corruzione alla Guardia di Finanza e dei fondi neri di All Iberian. Il suo nome è David Mills. Il suo corruttore? Non si può dire, ma le piste più accreditate indicano lo Spirito Santo.

In realtà è lo stesso Mills a confessarlo: «Ho tenuto fuori Mr B. da un mare di guai». Quel Mr B. imputato nei due processi, che corruppe con 600.000$ (seicentomila dollari!) l’avvocatuccio inglese. Sempre quel Berlusconi che grazie al Lodo Alfano ha vista stralciata la propria posizione in questo processo. Lui l’ha corrotto, lui lo vedo condannato e sempre lui si gode tranquillamente il proprio potere. Immaginate la stessa situazione in altri paesi, dove il capo di un Governo è coinvolto in una truffa per corruzione. Non ci si potrebbe neanche muovere fuori dal tribunale a causa dei microfoni e degli obiettivi delle telecamere. La gente ne parlerebbe scandalizzata. I giornalisti metterebbero il premier in seria difficoltà con domande scottanti. Ma soprattutto il capo del Governo si dimetterebbe di propria volontà, dopo essere stato in grande imbarazzo.

Ma non in Italia. Qui la maggioranza degli italiani è silenziosamente rassegnata a vedere il loro capo muoversi ai confini della legalità. Ma soprattutto: chi di voi conosce David Mills? L’Ansa ha rimosso dal suo sito internet la notizia della condanna di Mills già la sera stessa. Il telegiornale di Raiuno ha riportato la notizia solo alla fine dell’edizione serale, dedicando solamente un minuto. Poi il silenzio. Ad Emilio Fede addirittura non è arrivata la notizia e il suo notiziario (TG4) ha completamente ignorato il tema. Il Corriere della Sera ha messo la notizia in prima pagina, riservandogli meno spazio degli animali della Rai, dello show di Benigni e di Calvagna. I mass media italiani hanno fatto a gara per il commento più silenzioso, hanno provveduto a nascondere la notizia, a farla arrivare alle orecchie e agli occhi di meno gente possibile. «Il vero potere risiede nelle mani dei detentori dei mass media» diceva il suo Maestro Licio Gelli. Berlusconi lo ha imparato e non perde occasione per dimostrarlo.


Consiglio di prendere visione sull’argomento della stampa internazionale e confrontarla magari con la stampa nostrana, sempre attenta a non parlare troppo.
«Italy Finds Lawyer Guilty of Taking a Bribe in Exchange for Protecting the Premier» di Rachel Donadio, The New York Times.
«Italy unmoved by Berlusconi bribe case» di Duncan Kennedy, BBC News.
«David Mills sentenced to jail for accepting Berlusconi bribe» di Richard Orwen, Times.
«Silvio’s good week», The Economist.
«Milano, David Mills fu corrotto. Condannato a 4 anni e 6 mesi», Corriere della Sera.
«Mills fu corrotto da Berlusconi condannato a 4 anni e 6 mesi» di Emilio Randacio, La Repubblica.
«Intascò una mazzetta. A Mills 4 anni e 6 mesi», Il Giornale.

La credibilità perduta del PD

19 febbraio 2009 Lascia un commento

Riporto un articolo di Peter Gomez dal titolo «Fine corsa» sulla situazione del Partito Democratico, la credibilità persa in questi ultimi due anni, la sensazione – anzi la certezza – che il PD non sia affatto diverso da quel mostro berlusconiano e dalla politica italiana degli ultimi quattro decenni.

Nessuno è in grado di dire se il Partito Democratico esisterà ancora una volta superata la boa delle prossime elezioni europee. Dopo aver letto le parole usate mercoledì da Walter Veltroni nel suo discorso di commiato, un fatto è comunque chiaro. L’ex segretario non ha capito perché milioni di cittadini hanno smesso di votare per il suo partito. Non ha capito o, forse, come fanno altri dirigenti del Pd, ha fatto finta di non capire.
Il tarlo che sta erodendo quella formazione politica ha infatti un nome preciso: credibilità. Il Pd perde perché non è credibile. E non è un problema di idee o di progetti. È invece una questione di uomini e di comportamenti.
Il continuo susseguirsi di scandali, le mancate dimissioni di chi ha fallito come amministratore pubblico (vedi Campania), la decisione di non sottrarsi alla logica delle nomine partitocratiche nella Rai, nelle authority e in ogni altro ente, hanno finito per togliere agli elettori di centro-sinistra anche le ultime illusioni. A poco a poco il mito della differenza, della diversità dal centro-destra, è venuto a cadere.
Per questo è il caso di ricordare che, paradossalmente, il Pd era entrato in crisi già due anni prima di nascere. Aveva cominciato a morire alla vigilia delle elezioni del 2006 quando fu pubblicata (da “Il Giornale”) una celebre telefonata tra  Piero Fassino e il big boss di Unipol, Giovanni Consorte,  in cui l’allora segretario dei Ds diceva «Siamo padroni di una banca». È stato da quel momento in poi che Silvio Berlusconi ha potuto cominciare a ripetere «anche loro sono uguali» venendo sempre più creduto. Giorno dopo giorno, infatti, ci pensavano le pagine di cronaca (spesso nera) dei giornali a dargli ragione.
A un situazione del genere il centro-sinistra prima, e il Pd poi, avrebbe potuto (e dovuto) reagire con dei gesti forti e simbolici. Invece non è accaduto nulla. Il gruppo dirigente è rimasto immobile. Veltroni ha taciuto. O ha parlato troppo poco. E dal Pd se ne sono così andati i migliori. Gli elettori.

di Peter Gomez
link all’articolo originale, da Voglioscendere

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