Archivio

Archivio per marzo 2009

Dal congresso-show, Silvio incoronato imperatore

30 marzo 2009 Lascia un commento

congresso-pdl-giannelli Ogni formazione politica che si rispetti ha i suoi Padri della Patria. Una galleria di personaggi da cui trarre ispirazione. Al PdL di padre ne basta uno: Bettino Craxi. Lo psiconano lo ha celebrato con parole toccanti come: «Il carissimo Bettino» e rivelazioni: «Il primo ad aprire alla destra». Il Partito Del Latitante ha tutti i numeri per non sfigurare di fronte a San Bettino. Prescritti, condannati in via definitiva, in primo e secondo grado e corruttori presenti in massa in parlamento. Craxi, da lassù, può esserne orgoglioso. Non lo deluderanno.

Beppe Grillo, dal suo blog

Il solo fatto che al discorso di Silvio Berlusconi, che ha aperto i lavori al Primo Congresso del Popolo della Libertà, il passaggio che ha ricevuto più applausi sia stato il ricordo e la dedica al deliquente Bettino Craxi – già Presidente del Consiglio, amico sodale, compagno di scorribande e dipendente di Berlusconi, ed infine latitante nonchè codardo fuggitivo ad Hammamet, Tunisia – offre spunti di riflessione su cosa sia realmente il nuovo partito unico del centrodestra. Uniamo a questo la concessione di fare il congresso fondativo esclusivamente a patto che Berlusconi fosse eletto ad acclamazione. Per non parlare degli stacchi musicali tra un intervento e quello successivo sulle note di Menomale che Silvio c’è. Capiamo molto di cosa sia il Popolo della Libertà.

Capiamo, ad esempio, che non è un partito. Certo, formalmente lo è. Ma nella realtà dei fatti, no. Un partito serio, che raccoglie già il 40% dei voti e che mira alla maggioranza assoluta, non può essere il partito che è stato presentato al primo congresso del PdL. Un congresso-show, o meglio un one-man-show, perchè il PdL è stato costruito attorno a Silvio Berlusconi. Altro che partito dei moderati, dei liberali, questo è il partito di Berlusconi. Immerso totalmente nei valori corrotti della Prima Repubblica, è stato un congresso colmo di retorica, straripante di auto celebrazione. Un’ennesima auto apoteosi e niente di concreto per il futuro di questo paese.

Quindici anni fa nasceva Forza Italia, oggi si cambia nome. Un solo semplice cambio: via la scritta Forza Italia per lasciare spazio al più populista Popolo della Libertà. Altro che fusione, altro che neo-nato partito. Solo di un cambio di nome si tratta. E di un’acquisizione. Utile ad ingannare gli allocchi. Gianfranco Fini si è venduto. Per la gloria, per i soldi, per stupidità. Non ci è dato saperlo. Berlusconi ha comprato il suo silenzio come già fatto da tempo con la Lega Nord. Ora è padrone, più quanto non lo sia mai stato. I suoi media lo celebrano come fosse un imperatore. E’ arrivato il momento per lui di passare ad una nuova fase politica: l’attuazione pratica del Piano di rinascita nazionale. Non solo il suo caro amico Craxi può essere felice, anche il suo venerabile maestro può esserne orgolioso. Saremo noi, il popolo, a piangere. E non saranno lacrime di gioia.


Vignetta di Emilio Giannelli, dalla prima pagina del Corriere della Sera del 28 Marzo 2009

Articoli correlati, sul Markus Blog:
«E Berlusconi si pappa Alleanza Nazionale…», 24 Marzo 2009.
«El Pais va a colazione con Marco Travaglio: «Berlusconi ha imposto la sua scala di antivalori»», 25 Marzo 2009.

Articoli consigliati:
«Berlusconi riesce sempre a cavarsela» di Eric Arends (Volkskrant, Olanda) da Italia dall’estero.info, 28 Marzo 2009.

Mozilla Firefox 3.5: caratteristiche e download

30 marzo 2009 Lascia un commento

Mozilla Firefox 3.5 | Sviluppato da Mozilla Foundation
Download (Versione beta) (disponibile per Windows, Linux e MacOS) | Sito web ufficiale

mozilla-firefox-3_logoLa nuova versione di Firefox, che precedentemente avrebbe dovuto portare il numero 3.1, ha avuto, ha tuttora e probabilmente avrà una vita travagliata fino all’incerta data di debutto. In ritardo di parecchi mesi sull’originale tabella di marcia, prevede la pubblicazione – il 14 Aprile – di una quarta Beta (la prima a portare la nomenclatura 3.5), di – almeno – una Release Candidate e, chissà quando, la versione definitiva. Un ritardo causato dalla lentezza dello sviluppo del nuovo motore javaScripts TraceMonkey, nato dall’inadeguatezza del precedente motore nei confronti del V8 di Chrome e dai nuovi (e ottimi) Nitro e Presto, rispettivamente di casa Safari e Opera. Nuovo motore che promette prestazioni competitive.

Firefox 3.5 non contiene solamente miglioramenti sotto il cofano, ma anche lo sviluppo di nuove funzionalità, tra cui:

  • Introdotta la Navigazione anonima, come già da tempo fatto da tutti i concorrenti.
  • Introdotto il supporto nativo a JSON.
  • Migliorato il motore di rendering Gecko.
  • Introdotto il supporto per le nuove tecnologie web, come i tag <video> e <audio>, le API per la Geolocalizzazione, i selettori query JavaScript, gli standard CSS 2.1 e 3.
  • Tab searching, funzionalità che consentirà all’utente di poter effettuare ricerche testuali non solo sulla pagina corrente ma su tutte le schede aperte.
  • La pagina about:me, mostrerà in maniera più sistematica le User Preference e consentirà di gestire nuovi aspetti del browser.

Forte dell’immobilismo dell’utente medio e della propria posizione di mercato (con una fetta del 27%, il primo browser dopo IE), Firefox rimarrà ancora a lungo il browser anti-Microsoft, anche se le versioni presentate in questi mesi mostrano un ritardo di Firefox nei confronti dei propri concorrenti. Dalla versione 2 in poi, l’unico motivo per rimanere col Panda rosso è la sua inimitabile e formidabile piattaforma di estensioni, unico campo in cui Mozilla può primeggiare senza rivali. Una fonte inesauribile di add-ons che permette di rendere il proprio browser unico, con un potenziale di personalizzazione infinito. Per il resto i nuovi Safari, Opera e Chrome appaiono, senza dubbi, superiori in tutto. E lo saranno certamente quando competeranno ad armi pari anche nel campo delle estensioni.

 

Download di FIREFOX 3.5 (versione Beta) (disponibile per Windows, Linux e Mac)


Gli altri browser, sul Markus Blog:
«Windows Internet Explorer 8», 23 Marzo 2009
«Google Chrome 2», 26 Marzo 2009
«Apple Safari 4», 3 Aprile 2009
«Opera 10», 7 Aprile 2009

Ti è piaciuto? Condividi questo post:
share-this_facebookshare-this_live-spacesshare-this_twittershare-this_deliciousshare-this_myspaceshare-this_oknotizieshare-this_diggshare-this_wikioshare-this_googleshare-this_live

The international

29 marzo 2009 1 commento

the-international Una storia che ha per protagonista un grosso gruppo bancario senza scrupoli impegnato a concedere finanziamenti internazionali destinati al riarmo e perfino al terrorismo. The international, diretto da Tom Tykwer sulla sceneggiatura di Eric Singer, con Clive Owen, Naomi Watts, Armin Mueller-Stahl, Luca Calvani e Luca Barbareschi, è una storia complicata, seppure raccontata con chiarezza. Maledettamente di attualità, affronta lo scontro dei molti poteri forti che governano le nostre vite.

Continua a leggere…

Difesa del diritto alla vita? No, difesa del liberticismo clericale

27 marzo 2009 1 commento

Quello approvato ieri al Senato non è un disegno di legge in difesa del diritto alla vita, come è stato vergognosamente detto! E’ un atto liberticida. Punto. Il diritto alla vita è sempre stato garantito, e mai potrebbe esistere Testamento Biologico – per sua stessa definizione – che mini questo diritto. Diritto inviolabile e sopra ogni legislazione o ideologia. Come inviolabile, dovrebbe essere ma non è, il diritto di morire. Morire serenamente, quando il corpo ti abbandona. O lasciar morire il corpo quando è l’anima ad essersi spenta. Una morte serena come non l’ha avuta Eluana.

Il Senato ha invece deciso il contrario. Pauroso e sordo ha svuotato la legge di ogni suo senso logico, al solo fine di compiacere il Vaticano. Ha deciso che la vita non appartiene a chi la vive, e ha deciso che lo Stato non debba essere vincolato a rispettare le volontà (rigorosamente espresse) della persona. Ha deciso che la vita non sia a disposizione dell’uomo ma di uno Stato. E’ evidente che ci siano interessi segreti e mafiosi prioritari sia sugli interessi collettivi che personali. Ha deciso che non sia ammessa la possibilità di rifiutare idratazione e nutrizione artificiale. Ha deciso di prenderci per il culo, nascondendosi dietro il testamento biologico che nasce proprio per poter scegliere autonomamente se rimanere in vita artificiale irreversibile.

Il Senato – e temo che la Camera seguirà a ruota – ha deciso che la vita artificiale sia imposta per legge. Una legge – scritta a quattro mani da Palazzo Madama e da San Pietro – che nega la libertà individuale, una legge fascista, retrograda ed impresentabile.

 


Articoli correlati, sul Markus Blog:
«I cristiani si sono scoperti liberticidi», 7 Febbraio 2009.
«Il caso Eluana: il ragionamento lucido di Berlusconi», 14 Febbraio 2009.
«Della vita, della morte e di altre sciocchezze: intervista in odore di testamento biologico» di Golars, 14 Marzo 2009.

Letture consigliate:
«Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento», dal Senato della Repubblica.
«Biotestamento, i contenuti», dal Corriere della Sera.

Ti è piaciuto? Condividi questo post:
share-this_facebookshare-this_live-spacesshare-this_twittershare-this_deliciousshare-this_myspaceshare-this_oknotizieshare-this_diggshare-this_wikioshare-this_googleshare-this_live

Google Chrome 2.0: caratteristiche e download

26 marzo 2009 1 commento

Google Chrome 2.0 | Sviluppato da Google Corporation
Download (Versione beta) (disponibile per Windows XP e Vista) | Sito web ufficiale

google-chrome-2_logoDopo soli sei mesi dalla presentazione della prima beta di Chrome, il browser web open-source sviluppato da Google che ad oggi non ha ancora incontrato i favori degli utenti, è stata presentata la beta della seconda versione, per ora consigliata ai soli sviluppatori. Sebbene il browser sia parecchio stabile e presenti numerosi punti di eccellenza, sono tanti i motivi per ritardare l’abbandono della concorrenza.

All’avvio Chrome ci appare con una grafica pulita e minimale, caratterizzante di tutti i prodotti Google, si nota la presenza di due soli menù, i tab posizionati nella parte superiore della finestra (sopra persino la barra di navigazione), la mancanza della barra di stato e una pagina iniziale che riporta le miniature dei siti più visitati. L’impatto è positivo e l’esperienza d’uso sorprendente. Il nuovo motore di rendering (capace di ottenere 100/100 nell’Acid3 Test) è veloce il doppio di quello originale, il motore V8 di javaScripts promette performance record e studi pubblicati da più fonti incoronano Chrome come il browser più veloce.

Le caratteristiche più importanti già presenti nella prima versione sono le gestione dei tab come processi a sé stanti, la possibilità di trasformare i tab in finestre indipendenti (caratteristica ripresa anche dai futuri Safari 4 e Firefox 3.5) e una barra degli indirizzi intelligente (simile a quella di Firefox). La prima beta di Chrome 2.0 corregge alcuni bug e implementa nuove funzionalità, quattro sono le principali:

  • Full-Screen, permette di eliminare del tutto la già sobria interfaccia di Chrome e di visualizzare le pagine web a pieno schermo.
  • Full-page zoom, ha sostituito la classica funzione di ridimensionamento del testo e vi ha aggiunto la capacità di ingrandire o rimpicciolire tutti gli altri contenuti della pagina, incluse le immagini, conservando inalterato il layout.
  • Form autofill, finalmente aggiunge anche a Chrome la capacità di salvare il testo inserito dall’utente nelle form, così da velocizzare, ad esempio, la compilazione dei classici moduli di registrazione ai servizi online.
  • La compatibilità a Greasemonkey (al momento solo parziale), un’estensione molto nota per Firefox.

Infine è stata aggiunta la possibilità di ordinare i segnalibri per titolo, nuovi modi per ridimensionare le finestre o allinearle a schermo trascinando i tab sul desktop, il supporto all’auto-scroll delle pagine.

Indubbiamente Chrome è un ottimo browser, superiore per performance e velocità, inferiore per caratteristiche e funzionalità. Possiamo certamente giustificarlo considerando la sua giovane età (solo 6 mesi, contro la ormai decennale esperienza dei propri avversari) e valutarne l’adozione solo tra qualche anno. Oltre ad alcune pecche più o meno utili all’utente medio (come la mancanza del supporto ai Feed RSS o l’assenza di una barra di ricerca dedicata) sono principalmente due le cose che ancora mancano a Chrome per rivaleggiare alla pari con i rivali e attirare nuovi utenti: il supporto multipiattaforma (oggi Chrome esiste ufficialmente per Windows XP e Vista, le versioni per Linux e MacOS dovrebbero arrivare solo per la fine del primo semestre del 2009) e le estensioni. Questo secondo aspetto è stata la principale causa del successo di Firefox e difficilmente Chrome potrà guadagnare fette consistenti di mercato senza una libreria di add-ons sufficientemente ampia. In Google sono già al lavoro per colmare anche questa mancanza, vedremo.

 

Download GOOGLE CHROME 2 (versione beta) (disponibile per Windows XP e Vista)


Gli altri browser, sul Markus Blog:
«Windows Internet Explorer 8», 23 Marzo 2009 
«Mozilla Firefox 3.5», 30 Marzo 2009
«Apple Safari 4», 3 Aprile 2009
«Opera 10», 7 Aprile 2009

Ti è piaciuto? Condividi questo post:
share-this_facebookshare-this_live-spacesshare-this_twittershare-this_deliciousshare-this_myspaceshare-this_oknotizieshare-this_diggshare-this_wikioshare-this_googleshare-this_live

El Pais va a colazione con Marco Travaglio: «Berlusconi ha imposto la sua scala di antivalori»

25 marzo 2009 2 commenti

Riporto l’intervista informale fatta da Miguel Mora del quotidiano spagnolo El Pais a Marco Travaglio. Ho evidenziato in grassetto le parti più interessanti.

Marco Travaglio vive a Torino, però tutti i giovedì scende a Roma per partecipare ad Anno Zero un programma di dibattito politico in onda su RAI 2. Abbiamo preso appuntamento per la mattina seguente nell’hotel dove di solito alloggia, nel quartiere Prati. Il giornalista più critico d’Italia appare in reception con faccia assonnata ed un quarto d’ora di ritardo così come imposto dall’etichetta nazionale. Dopo aver pagato il conto, afferra un paio di quotidiani, ordina la colazione e usciamo in terrazza. Con un solo caffè ed un paio di cornetti si sveglia del tutto e comincia con quello che sa meglio fare: mettere il dito nella piaga della sempre più confusa realtà politica italiana. Una realtà teatrale, irreale, ipermediatica, racconta, “il regno della superficialità e della menzogna”.

Continua a leggere…

Categories: Politica Etichette: , ,

Necessaria un’ingiustizia eguale per tutti

25 marzo 2009 1 commento

Cari nemici e amici, essendo profondamente democratico, vorrei un’ingiustizia eguale per tutti.
E invece no: come al solito le cosidette Grandi continuano a beneficiare degli errori di arbitri che nell’incertezza fischiano sempre a favore del Milan (già all’andata il Napoli fu penalizzato) e dell’Inter, come in passato hanno fatto con la Juve.
Il gol di Hamsik era perfettamente regolare e (forse) non era valido quello di Cambiasso.
Ma ormai è golhamsik-300x183prassi, il campionato non è falsato, ma per qualcuno (le tre grandi) è meno falsato che per altri.
Ibra è sempre più fondamentale nell’Inter (al di là delle manchevolezze europee) e cerca di monetizzare sempre di più questa dipendenza della squadra nei suoi confronti.
Impensabile credere a una sua cessione considerando che eventuali acquirenti punterebbero su più giovani e collaudati a certi livelli, tipo Aguero o Benzema, ma una sua insistenza a cambiare aria costringerebbe Moratti a investimenti spropositati per fargli cambiare idea.
Kakà è più “caso” di Ibra, anche perchè per prendere il brasiliano c’è la fila fuori di via Turati.
A Napoli non voleva andare per presentarsi più fresco alla chiamata del Brasile di Dunga e questo atteggiamento ha irritato e non poco il Milan.
Certo che se il Real o il Chelsea (con Essien e Lampard formerebbe un trio fantastico) a giugno dovessero fare l’offerta che il City fece a gennaio, il fuoriclasse brasiliano cambierà aria di sicuro.
Mourinho, per evitare equivoci, ha rivelato che Moratti non gli ha chiesto la Champions nè al primo, nè al secondo e nè al terzo anno.
Ha perfettamente ragione e di conseguenza sarà sempre più difficile spiegare ai tifosi a fine stagione il più che probabile divorzio tra lui e Moratti.
Ma questo dei tifosi è un problema che all’Inter non si sono mai posti.
Certo che se Ibra dovesse partire davvero (ma lo convinceranno a restare aumentandogli lo stipendio) per la società il problema diventerebbe insormontabile perchè era dai tempi di Ronaldo che nell’Inter non c’era un giocatoire così determinante nelle vittorie.
E poi c’è la nazionale.
Lippi ha convocato Foggia e Pepe, due che non valgono l’ombra di Cassano, ma soprattutto ha inserito nella lista Pazzini.
Pazzini ha segnato otto gol nelle ultime partite ed è giusto che sia stato convocato, ma chi l’ha fatto letteralmente risorgere nella Samp ha un nome e un cognome che Lippi ha ignorato.
Il calcio è già difficile per chi ne capisce, figuriamoci per gli altri.

E Berlusconi si pappa Alleanza Nazionale…

24 marzo 2009 1 commento

an-si-scioglie-nel-pdlAlla fine c’è riuscito!
Concluso il congresso di Alleanza Nazionale, che 14 anni dopo Fiuggi ha deciso di sciogliersi, la destra italiana si regala molto generosamente a Silvio Berlusconi. Che dopo avere assistito all’autodistruzione della sinistra – grazie alle furbate di Veltroni – ormai ridotta ad un insieme indefinito di personcine incapaci, ora vede sparire la destra, ridotta ad essere rappresentata da semplici ometti con tono di adulti: i cosiddetti colonnelli di AN, Gasparri, La Russa, Matteoli, tutti berluscones della prima ora. Tutti incapaci di intendere e volere. Capaci solo di regalare il proprio patrimonio, culturale ed economico, nelle mani di politici-con-la-p-minuscola, professionisti della truffa, abili nella strumentalizzazione e ancor di più nell’uso dei media.

Il congresso di scioglimento è stato caratterizzato dal tentativo di autoconvincersi che non sia un regalo utile a Berlusconi e nulla più. Purtroppo, e lo dico col cuore in mano, questo è. AN ha scelto di togliersi di mezzo e lasciare campo libero. Nelle parole di tutti i colonnelli non c’è nostalgia per AN, per i tempi andati, per la destra dell’MSI. C’è solo orgoglio per far parte di questo cambiamento. Non più un partito piegato a 90 gradi a votare le leggi incostituzionali e liberticide per salvare Berlusconi, ma una componente zitta e insignificante, ridimensionata a spettatore passivo di abili mosse e stratagemmi del manovratore. Alleanza Nazionale non si è sciolta. E’ morta. Il congresso gli ha staccato la spina che – seppur in stato moribondo – la teneva in vita. Ora Berlusconi può papparsi tutta la torta. Comandare un partito che non avrà correnti, pensieri, dibattiti, fatto a sua immagine e somiglianza, senza tesseramento e quindi senza congresso, in cui lui sarà padre, padrone, fondatore, capo e duce.

L’unica nota che potrebbe apparire stonata in questo tripudio di illusioni meschine sono state le parole di Fini. Uomo fedele e rispettoso delle istituzioni, ha posto nel suo discorso innumerevoli paletti di come non dovrà essere il Popolo della Libertà. Sembra quasi convincente, tanto da far sorgere una domanda legittima: ne è convinto o ci tira per il culo? Per descrive quello che sarà il  PdL ha detto «NO al pensiero unico», «NO al culto della personalità», «NO a un ordine da caserma», ponendo paletti totalmente incompatibili con Berlusconi, la sua idea di politica e i suoi progetti futuri. Spiace vedere una persona così intelligente – colui designato da Almirante per non far morire la destra da fascista – sottomettersi totalmente, accettare di essere messo a tacere e fare un discorso che pare quello di uno schizofrenico che nega tutto ciò che è diventato per sopravvivere.

Internet Explorer 8: caratteristiche, screenshots e download

23 marzo 2009 4 commenti

La scorsa settimana, dopo tre anni dalla presentazione di Internet Explorer 7, Microsoft ha presentato la nuova versione (numero 8) del proprio browser. Gli sforzi per migliorarlo sono effettivamente visibili, sia in termini di velocità sia di nuove funzioni. Solo ora potremmo dire senza ripensamenti che IE è arrivato ai livelli della concorrenza. Con l’ingresso nell’arena di Google e di Apple, che con la versione per Windows tenta di ampliare il proprio mercato ora rilegato ai soli Mac, sono al momento cinque i protagonisti di questa seconda guerra dei browser, che in qualsiasi modo andrà a finire porterà solo vantaggi incalcolabili all’utente finale e alla sua esperienza di navigazione. A partire da questo post presenterò brevemente le cinque nuove (e future) versioni dei browser che accompagneranno il web nei prossimi mesi.

Internet Explorer 8 | Sviluppato da Microsoft Corporation
Screenshot | 1 | 2 | 3 | Download (disponibile per Windows XP e Vista) | Sito web ufficiale

internet-explorer-8_logoIl nuovo IE è graficamente identico al suo predecessore, con pochi e pratici ritocchi alla propria skin. Questo aspetto favorirà il passaggio da chi oggi ha e usa IE7. Per il resto sono soprattutto due le nuove funzionalità che potranno attirare nuovi utenti.

  • Gli Acceleratori (vedi lo screenshot 2), una funzionalità che permette di minimizzare le operazioni di copia-e-incolla da un sito all’altro. Ad esempio, è possibile evidenziare un indirizzo e – grazie all’Acceleratore – cercarlo senza altre operazioni su GoogleMaps.
  • Le WebSlice (vedi lo screenshot 3), una funzione che estende il concetto di Feed RSS e lo applica a porzioni di pagine. Ad esempio, è possibile sottoscriversi ad una WebSlice di un articolo su eBay e controllare l’andamento della vendita senza aprire la pagina.

Ma le novità non finisco qui.

  • La Barra dei preferiti, ora più potente e versatile, in grado di ospitare anche Feed RSS e WebSlice.
  • La Casella di ricerca è stata potenziata, includendo suggerimenti sulle parole cercate e l’occorrenza nella cronologia. Funzionalità non nuova agli utenti di Firefox.
  • Introdotto il filtro SmartScreen, potenziamento del filtro Antiphishing, che a detta di Microsoft è il più veloce e sicuro presente sul mercato. Protegge dal phishing, dall’installazione di malware e software dannoso.
  • La funzionalità InPrivate Browsing, permette di non salvare alcunché sul pc. Evita che la cronologia, i file temporanei di Internet, i dati, i cookie e le combinazioni nome utente/password vengano memorizzati sul computer. Questa funzionalità sarà presente su tutti i concorrenti, tranne forse Opera, ma Microsoft ci tiene a ricordare che IE è stato il primo a pensare ed implementare questa caratteristica.
  • L’Automatic Crash Recovery, ovvero il caro vecchio ripristino della sessione già implementato da tempo su diversi altri browser. In caso di crash o blocco del browser (o anche di un singolo tab) permette di riavviare IE8 con tutte le schede e le pagine che erano aperte al momento della chiusura. Sempre in questo campo è importante la scelta di Microsoft di assegnare un processo ad ogni scheda (come accade anche in Google Chrome). In questo modo se la navigazione di un tab si blocca, sarà necessario riavviare solo quello.
  • Una Barra di esplorazione rinnovata e più potente, evidenzia il dominio del sito (motivi di sicurezza, dicono a Redmond) e permette di cercare tra i preferiti e la cronologia. Tuttavia la funzionalità non è ben implementata come la Barra degli indirizzi intelligente di Firefox.
  • Il raggruppamento colorato delle schede. Ovvero tutte le tab che appartengono ad uno stesso gruppo comune (come lo stesso sito o lo stesso argomento) sono raggruppate visivamente colorando le linguette delle schede. Da più parti questa funzionalità è stata definita brillante e cool. Personalmente l’ho trovata graficamente mal implementata (soprattutto in confronto all’addon Colorful Tabs di Firefox).

Infine, ma non per importanza, il nuovo motore di rendering, più conforme agli standard dei predecessori e sensibilmente più veloce nel rendering della pagina e nell’esecuzione javaScripts. Secondo un documento pubblicato da Microsoft, Internet Explorer 8 è risultato essere il più veloce tra i browser presenti sul mercato. L’effettiva veridicità di questo confronto è tutta da dimostrare, ma all’uso IE8 sorprende per le proprie perfomance. Dall’installazione non è ancora andato in crash, ha supportato bene anche carichi di lavoro onerosi e ha caratterizzato l’uso per velocità mai viste su Internet Explorer.

Nel complesso l’impressione che se ne ha è decisamente positiva, è tutto tranne che un pessimo browser. E’ una valida alternativa, capace di far immediatamente dimenticare i propri predecessori.

 

Download di INTERNET EXPLORER 8 (disponibile per Windows XP e Vista)


Gli altri browser, sul Markus Blog:
«Google Chrome 2», 26 Marzo 2009
«Mozilla Firefox 3.5», 30 Marzo 2009
«Apple Safari 4», 3 Aprile 2009
«Opera 10», 7 Aprile 2009

Ti è piaciuto? Condividi questo post:
share-this_facebookshare-this_live-spacesshare-this_twittershare-this_deliciousshare-this_myspaceshare-this_oknotizieshare-this_diggshare-this_wikioshare-this_googleshare-this_live

TG5, scempio del giornalismo

22 marzo 2009 Lascia un commento

Che a Mediaset l’informazione non fosse la benvenuta lo si sapeva già da tanto tempo. Per anni i piani alti di Cologno Monzese hanno mal digerito la direzione troppo democratica di Enrico Mentana al Telegiornale della rete ammiraglia, cogliendo la prima occasione di spedirlo in seconda serata, qualche anno fa, e fuori dall’azienda, un mesetto fa. Che a Mediaset il modello di informazione sia quello tipico delle dittature sudamericane – dove poco è quello che passa dai filtri della censura, e comunque tutto atto a far piacere al padrone – lo si sapeva. Su tre reti, e rispettivi Tg, il lavoro da fare era poco: già due erano ben lontani da quello che si può definire giornalismo, con il Tg4 nel mani di uno psicopatico amante del capo e Studio Aperto che… beh… serve dire altro? Già dopo l’allontanamento di Mentana e il passaggio di consegne a Carlo Rossella, il Tg5 aveva perso la propria autorevolezza, ma è dovuto entrare come padrone di casa il buon Clemente J. Mimun per far diventare il Telegiornale quello che i piani alti volevano diventasse.

tg5_logoEd eccoci magicamente ai giorni nostri. Il Tg5 è lontanissimo dai propri anni gloriosi ed è più vicino a Studio Aperto. Un’accozzaglia di pensieri e stupidate ad uso e consumo di Berlusconi. Tutti i temi scottanti o scomodi sono spariti, affrontati in modo superficiale e ridimensionati. La crisi economica, la mancanza di politiche governative a sostegno di redditi, famiglie e posti di lavoro, i licenziamenti, la riapertura della stagione di contestazione alle politiche sui tagli all’istruzione, la politica interna italiana, magari confrontata con quella statunitense firmata Obama. L’informazione odierna è tutta incentrata sui romeni stupratori (solo quelli, non anche gli altri, ad esempio italiani), notizie create ad hoc per Governo, che facendo smettere la stampa di parlarne, darà l’impressione di aver risolto i problemi.

Venerdì, all’ora di pranzo ho avuto la malaugurata idea di accendere la tv su Canale 5. All’interno del Telegiornale, all’incirca a metà, hanno parlato di una notizia apparentemente normale, una fabbrica piemontese – la Indesit - che va verso la chiusura e il licenziamento di 600 persone, a favore del potenziamento di uno stabilimento polacco. Niente di che, non fosse per due «contraddizioni tutte interne al PD», la prima per la presenza di Maria Paola Merloni, deputata PD e Consigliere d’Amministrazione della Indesit, contro il quale il partito ha manifestato. La seconda per la scelta contro-corrente fatta «dalla deputata PD» di chiudere in Italia per aprire all’estero, «mentre in tutta Europa si usa fare il contrario, come la Renault che sta chiudendo fabbriche all’estero per potenziare quelle in Francia». Bel servizio, un po’ sotto tono, avrà sicuramente avuto l’effetto desiderato: far credere che il PD chiude le fabbriche per aprirle all’estero, ‘sti comunisti! Mi ha sorpreso il fatto come tanta enfasi, all’interno del servizio, sia stata data alla presenza di una deputata PD nel CdA, ma soprattutto come la notizia della Renault sia stata stravolta. Cronaca vuole che in Francia il Presidente Sarkozy abbia distribuito miliardi in aiuti all’industria automobilistica (e non) a condizione che questi non chiudano stabilimenti in Francia e non licenzino personale. L’esatto opposto di quello fatto da Berlusconi, che non solo da’ soldi agli imprenditori indiscriminatamente, ma gli offre pure la possibilità di chiudere e aprire all’estero con le palanche ricevute dallo Stato, cioè dai contribuenti. Questo al Tg5 non l’hanno detto. Si saranno dimenticati? Pensare che in Italia c’è chi ancora tende a considerare il Tg5 un telegiornale serio. Ma soprattutto si tende ancora a considerarlo un tg.

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.