
Sicuramente non sono l’unico, ma a me questo mondiale di Formula 1 piace. Non sono più 2 squadre e i tre o quattro soliti piloti a contendersi le pole, le vittorie ed il titolo. Alla testa della classifica – e delle tre gare fin qui disputate – ci sono stati solo ed esclusivamente piloti e team di secondo piano. Non più Ferrari, McLaren, Renault o BMW, ma BrawnGP, Red Bull, Toyota, Williams. Non si parla di Hamilton, Massa, Alonso o Raikkonen, ma di Button, Barrichello, Vettel, Trulli. Una situazione su cui credo nessuno avrebbe scommesso una lira prima dell’inizio del campionato. Una situazione che ha rimescolato pesantemente le carte in gioco e gli equilibri.
La spiegazione del successo della BrawnGP, scuderia che Ross Brawn ha rilevato alla cifra simbolica di una sterlina dalla Honda, ritiratasi dalla Formula 1 per la crisi economica, è semplice. Non c’entrano i diffusori tanto contestati – che a detta degli esperti portano alla vettura stabilità sensibilmente superiore – quanto una progettazione ben fatta. D’altra parte la BrawnGP ha potuto beneficiare dei cospicui capitali messi a disposizione dalla Honda lo scorso anno, dei suoi tecnici ed ingegneri, delle conoscenze ed esperienza acquisite dalla casa giapponese in questi anni e – cosa molto importante – dello sviluppo della macchina attuale durato un anno. Lo scorso anno la Honda non aveva obiettivi, non aveva una buona macchina e la lungimiranza di Ross Brawn ha permesso di fare la cosa giusta, lasciar perdere il mondiale 2008 e concentrarsi sulla progettazione e sullo sviluppo per quest’anno. Aggiungici la crisi economica, il ritiro dal circus della Honda, una sterlina ed ottieni la BrawnGP. Il cui vero valore aggiunto è il suo padrone, Ross Brawn, non certo i suoi piloti. Con tutto il bene che gli si può volere, Jenson Button e Rubens Barrichello non sono certamente i migliori piloti sulla piazza, ne nomi da titolo iridato. Chi non ha di questi problemi è la Red Bull, unica scuderia che non costruisce automobili, con il suo Sebastian Vettel, oggi alla sua seconda vittoria in carriera, dal talento indiscutibile. Ma non è Vettel il solo protagonista della Red Bull. Adrian Newey, direttore tecnico – con alle spalle 6 titoli costruttori con Williams e McLaren e 82 vittorie – è forse il principale asso nella manica del team inglese. Capace di progettare una vettura che, pur senza Kers e diffusori, non solo è in grado di competere ma anche di vincere. Anche in questo caso, il fattore principale di successo è stato il tempo. Lo sviluppo della vettura è iniziato poco dopo l’inizio del mondiale 2008.
Tempo e concentrazione che non sono stati disponibili alla Ferrari e McLaren, impegnate con ogni mezzo e persona allo sviluppo utile a vincere le volate che hanno caratterizzato gli ultimi due anni (ricordiamoci che sia Raikkonen che Hamilton hanno vinto per un solo punto!). La Formula 1 quest’anno ha introdotto grosse modifiche: gomme slick, aerodinamica rivista e il Kers per il recupero dell’energia. I progettisti di ogni squadra sono dovuti ripartire da un foglio bianco cercando soluzioni inedite. Ovvio che il lavoro che una squadra fa in nove mesi (come BrawnGP o Red Bull), un altro team non lo possa fare in nove settimane (come Ferrari o McLaren). E i diffusori, in questo caso, c’entrano poco. Non è l’interpretazione particolare del regolamento su questo componente che hanno fatto alcune squadre – come BrawnGP, Toyota e Williams – come mostra la velocità della Red Bull.
Non so chi vincerà il mondiale, probabilmente non Button e la BrawnGP. Scuderie come Ferrari e McLaren sono al momento distanziate significativamente su un piano tecnico, ma godono entrambe di un potenziale ingegneristico fuori discussione e non paragonabile con quello degli altri team. Probabilmente la Ferrari terminerà lo sviluppo di un buon progetto per l’inizio della sessione europea, fissato l’8 maggio (Gran Premio di Spagna, Barcellona), che vedrà il circus girare il continente per un totale di nove gare. Non so se a quel punto potrà competere per il primo posto, ma di certo il mondiale non sarà chiuso. Inizierà lì e il vantaggio di Button non sarà incolmabile. A condizione che la Ferrari sappia progettare una vettura completa (con Kers e diffusori) all’altezza delle aspettative. Scommetto che anche quest’anno il mondiale finirà in volata (ad Abu Dhabi), vedremo chi saranno a contenderselo.
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