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Ecco il nuovo bluff anti-democratico di Berlusconi: la riduzione dei parlamentari

La riduzione dei parlamentari è facilmente associabile alla riduzione dei costi della politica, quindi a quella cosa tanto sentita dal popolo: la lotta alla casta. Un annuncio ad effetto quindi, quello fatto da Silvio Berlusconi nel corso della settimana. Ridurre a 300 deputati e 150 senatori il Parlamento italiano, attraverso una legge di iniziativa popolare che attiri ai gazebo milioni di cittadini euforici di collaborare a questa riforma. Eppure l’annuncio è solo un bluff, come spesso è stato in passato con simili situazioni. Basti pensare alla riforma federale del 2005, che da qualche riga scritta da Bossi divenne – nelle mani del Premier – una larga modifica alla Costituzione, con modifiche al bilanciamento dei poteri e molte, forse troppe, ispirazioni dittatoriali. Quale strada è destinata a prendere la proposta di Berlusconi? Ridurre i parlamentari al fine di alleggerire la macchina legislativa o al fine di avere meno gente da controllare sotto di se? Già nel 1986 Paolo Flores d’Arcais propose su MicroMega una riforma del Parlamento per accentuare la divisione dei poteri, rafforzare l’autonomia dei parlamentari dalle segreterie di partito, insomma ridurre drasticamente il potere della casta. La proposta di Berlusconi non è nulla di nuovo, copia MicroMega – e mille altri come loro – con vent’anni di ritardo, seppur con fini opposti.

Un’altra domanda interessante potrebbe essere: qual è la vera motivazione di questo annuncio? Di proposte simili ne è zeppo il Parlamento, a partire dalla Proposta di Legge di iniziativa popolare datata 2007 in cui si chiede, oltre alla riduzione dei parlamentari, l’inserimento del limite di due legislature (per evitare i politici di professione), il ripristino delle preferenze (vero esercizio di democrazia, oggi eliminato – da Berlusconi – in Italia) e il divieto di candidare persone condannate in via definitiva. Perché allora questa proposta? Ha l’odore della classica dichiarazione utile a distogliere l’attenzione da altri problemi. Mentre l’opposizione mostra alla luce del sole la propria totale demenza, Berlusconi – forte di un maggioranza solida in Parlamento – chiede una raccolta firme, l’azione più demagogica immaginabile. Chiamare milioni di persone in strada a firmare inutilmente, all’esclusivo scopo di mostrare la propria popolarità. In un giubilare trionfo del populismo destinato a sgonfiarsi, una volta terminate le elezioni.

 


Link consigliati:
«La proposta di Paolo Flores d’Arcais» da MicroMega.

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  1. greta
    30 maggio 2009 alle 14:56 | #1

    come dice daniela melchiorre, berlusconi crede che il parlamento serva esclusivamente per ratificare i propri provvedimenti, o per nascondere le proprie magagne giudiziarie
    questa non è democrazia

  2. 31 maggio 2009 alle 10:26 | #2

    Ma le gente oltre che a criticare Berlusconi sa fare altro nella vita?

  3. 31 maggio 2009 alle 11:49 | #3

    Mai pensato di lavorare? Ah già in Italia persino i magistrati pensano a far carriera politica invece di fare il loro lavoro…

  4. 31 maggio 2009 alle 13:28 | #4

    Sì Mikelin, certo..
    Dai, ora corri.. che sta per iniziare il TG4 e guardati alle spalle, potrebe esserci una Toga Rossa… brrrr…

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