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Archivio per giugno 2009

Il soccer è diventato calcio

30 giugno 2009 1 commento

Dopo i buoni mondiali del 1994 e del 2002 il calcio americano ha sfiorato la grande vittoria nella Confederations Cup. E’ vero che è stato il Brasile più scarso degli ultimi 30 anni, ma resta pur sempre la nazionale di riferimento per tutti, gli USA sono stati bravissimi confermando che non è lontano il giorno in cui saranno alla pari delle altre grandi.
Hanno capacità organizzative e disposizione innata al gioco di squadra e prima o poi la selezioBrazil-celebrate-winning--001ne ( come nel basket o in atletica) inevitabilmente porterà anche i campioni che al momento mancano.

Ha vinto il Brasile perchè con Dunga ha perso l’abitudine di ritenersi il più bravo di tutti. In passato spesso lo era ma il volerlo dimostrare ad ogni costo l’ha penalizzato. Non ha messo in mostra niente di nuovo questo Brasile dall’usato quasi sicuro. Centrocampo mediocre, qualche sprazzo di Kakà, in attacco un Luis Fabiano più fortunoso (ma è una qualità) che bravo e una sapiente organizzazione in fase di contenimento con gente di rottura come Gilberto Silva e Felipe Melo. Il Brasile, sapendo benissimo la sua pochezza, ha impostato ogni partita in maniera molto sparagnina, attento sempre a non scoprirsi, all’insegna del “cominciamo a non prendere gol, poi qualcosa di buono la’ davanti accadrà“.

Tutto il contrario di quel che ha fatto la Spagna, vera delusione di questa Confederations Cup. Nelle ultime 2 partite si è snaturata, giocando come non sa: palloni buttati in avanti a casaccio, accada quel che accada, mettendo da parte quel fraseggio stretto a centrocampo che tanto aveva impressionato negli ultimi 2 anni.

Brescia 2009 – La prima priorità per Molgora: la spartizione delle poltrone

30 giugno 2009 Lascia un commento

La nuova Giunta targata Molgora deve ancora iniziare il proprio lavoro, che già si accumulano nuove priorità e nuovi problemi. Neanche il tempo per nominare gli assessori del nuovo Governo provinciale, che subito per Molgora si presenta il problema degli alleati, il problema di quella nuova politica, di quel movimento spontaneo sfociato nella nascita del PDL, che oggi ci regala uno spettacolino degno della migliore DC. Forse alla provincia di Brescia non bastava il Presidente part-time scelto da Roma, tant’è che ancora prima di convocare la seduta inaugurale si rischia una crisi istituzionale. Non per qualche alto e onorevole motivo, non per alta strategia o politica. Per una semplicissima disputa sulla spartizione delle poltrone. Ah, la nuova politica…

Nel 2004 il PDL aveva il Presidente, 12 consiglieri (10 di Forza Italia e 2 di Alleanza Nazionale) e 7 assessori (5 di Forza Italia e 2 di Alleanza Nazionale) contro i 6 consiglieri, 2 assessori e il vicepresidente della Lega Nord. Oggi però i numeri sono cambiati, il partito legista ha quasi raddoppiato i propri voti, per poco non ha superato il PDL, ha portato a casa 11 consiglieri (esattamente come il PDL) e ora vorrebbe pari dignità nella spartizione degli assessorati. Propone all’alleato il taglio dei costi: 8 o 10 assessorati (invece di 12), da dividere alla pari. I pidiellini chiedono 7 assessori per se (e 5 alla Lega), più il vicepresidente. Portando come motivazione che 12 assessorati sono necessari per rappresentare la complessità e la vastità della provincia bresciana. In realtà il PDL bresciano è in una fase di profonda crisi interna, in cui l’equilibrio fin qui avuto tra le varie componenti rischia di spezzarsi. Con 7 assessori l’equilibro sarebbe salvo (un po’ meno lo sarebbero le casse del Broletto, ma in fondo a loro che gliene importa?).

Se un accordo non sarà trovato, il PDL ha annunciato che diserterà la seduta inaugurale – fissata il 4 luglio – e alla Lega si fa largo l’idea che il Presidente Molgora possa nominare solo gli assessori leghisti. In entrambi i casi si tratterebbe di un gesto politicamente gravissimo, di una crisi che colpisce la nuova Giunta ancora prima di iniziare. Il tutto in nome di una partitocrazia dai vecchi sapori. Ma non doveva essere questa la nuova politica?

Chi l’avrebbe mai detto?

24 giugno 2009 1 commento

landon_donovan(2)Alzi la mano chi prima di questa sera pensava che la finale della Confederation Cup non sarebbe stata tra Brasile e Spagna. Ebbene sì, la Spagna è stata sconfitta dagli USA in una gara che a mio parere ha visto trionfare coloro che si sono meglio comportati durante tutto il corso della partita. Gli USA hanno svolto una perfetta fase difensiva con marcature a uomo serrate sui principali pericoli della Spagna, neutralizzandone le loro potenzialità, cercando poi di sfruttare le verticalizzazioni di alcuni giocatori di qualità (come Donovan ma non solo) e la velocità delle punte in contropiede. Chissà che la partita di domani non ci regali altre emozioni simili.. dal Cibali è tutto, a voi studio.

Dietro front: nel 2010 si farà un solo mondiale

24 giugno 2009 Lascia un commento

f12009-pacefatta Com’era prevedibile, il business ha vinto sullo sport, con il risultato quasi certo che per un po’ si parlerà più di performance e sorpassi che di politica. Oggi la FIA, Fédération Internationale de l’Automobile, e la FOTA, Formula One Teams Association, hanno trovato l’accordo: stesse regole del 2009 per il prossimo mondiale, niente budget cup, niente ricandidatura di Mosley ad ottobre e soprattutto niente mondiale alternativo. Di mezzo ci sta naturalmente Bernie Ecclestone che per altri quattro anni potrà continuare a gestire indisturbato i ricavi della Formula 1. E’ sua la vittoria (non perde così la gestione economica dello sport più ricco del mondo) e non del presidente della Ferrari, come scrivono i giornali. Montezemolo è riuscito ad ottenere solo la testa di Max Mosley (da subito non si occuperà più di F1 e ad ottobre, quando scade il suo mandato, non si ricandiderà). Ha ottenuto anche che i team siano più partecipi nella definizione delle regole, ha ottenuto di mantenere le regole di quest’anno. Ma l’unico che andrà a dormire davvero felice, questa sera, sarà il patron dell FOM, Formula One Management, che non ha concesso nulla e ha ottenuto comunque molto (la certezza che per altri quattro anni i team corrano sotto l’egida della FIA, conservando intatto lo sfruttamento e la gestione dei diritti commerciali). Quel vecchiaccio di un Ecclestone, che da decenni tiene in pugno il mondo della Formula 1. Non a caso sono passati piloti, direttori sportivi, squadre, costruttori, sponsor, presidenti, ma a gestire i soldi che girano e che passano, da tempo immemore, c’è – e ci sarà – sempre lui.

Nel 2010 correranno le stesse dieci squadre di quest’anno, con l’aggiunta di Campos Grand Prix, Manor Grand Prix e Team Us F1.


La notizia, su Gazzetta della Sport: «FIA-FOTA, la pace è fatta. Nel 2010 un solo mondiale»

Il flop del Referendum e il deragliamento della democrazia

22 giugno 2009 1 commento

Avevo già scritto che considero il Referendum l’istituzione democratica per eccellenza, lo strumento più elevato e forte che un popolo può utilizzare per partecipare attivamente alla vita pubblica. Per questo motivo ho provato sconforto nel sentire gli inviti a non votare, che equivale perfettamente – senza sfumature – ad un invito al menefreghismo, un invito a disinteressarsi. Oltre che ad un atto – questo sì – eversivo, un tentativo per svilire l’istituto referendario. E in questo piano eversivo ci metto tutti: dai ministri (vergognosamente ministri) Bossi, Calderoli e Maroni (e il proprio partito, la Lega Nord) alle opposizioni di sinistra (Rifondazione, UDC, Sinistra e Libertà), fino al sistema informativo. Tutti col medesimo scopo: far mancare il quorum e uccidere il referendum. E’ un piano eversivo messo in atto dal nostro sistema partitocratico per rendere nullo ed insignificante il giudizio popolare, per far deragliare la democrazia ed instaurare – definitivamente – la partitocrazia, che già domina molti aspetti della nostra vita.

Mi chiedo perché il Referendum abrogativo sia l’unica consultazione elettorale che necessita di un quorum. Se un Sindaco viene eletto dall’1% della sua città, non mi sembra che sia delegittimato, lo stesso avviene per il Parlamento e per ogni elezione amministrativa o politica che sia. Il quorum sarebbe – per me – da abolire, magari innalzando il numero di firme necessarie. In modo tale che tutti quelle persone che questo week-end hanno organizzato l’azione eversiva contro la democrazia chiedendo di non votare, siano costrette ad argomentare – se delle argomentazioni e delle idee le hanno – le proprie intenzioni, senza poter nascondersi dietro l’ignoranza collettiva e diffondendo il menefreghismo popolare. Di modo che anche l’Italia possa tornare ad essere una democrazia e non più una partitocrazia.


I dati del Referendum:  Ministero dell’Interno

Vettel riapre il campionato

21 giugno 2009 Lascia un commento

f1_2009_vettelVettel, Vettel, Vettel! Pole position, giro veloce e vittoria. Se a qualcuno fosse ancora sfuggito, oggi Sebastian Vettel, alla guida della Red Bull, ha voluto ricordare a tutti che il talento puro della Formula 1 è lui. Grazie ad una vettura meravigliosa, curata nei particolare, veloce ed affidabile, riapre prepotentemente il mondiale. La Red Bull oggi è stata la migliore macchina in pista, capace di staccare sensibilmente i propri avversari. Vettel gestisce sublimemente la propria gara, condotta in testa dall’inizio alla fine. Gli inseguitori non possono nulla contro le due vetture Red Bull, che hanno mostrato su questo tracciato una qualità tecnica impressionante, riuscendo a centrare la seconda doppietta stagionale. Buona la gara di Rubens Barrichello, partito secondo e giunto al traguardo sul gradino più basso del podio. Purtroppo per lui la vittoria non arriva, se davanti non c’è il suo compagno di squadra, si ritrova Vettel. Ed è il leader del mondiale, Jenson Button, il peggiore di questa domenica: perde 3 posizioni al via, fatica tutta la gara (forse per problemi alla vettura) riuscendo a conquistare solo la sesta posizione finale, prima volta fuori dai primi tre. Ottima la prova della Williams, che porta Nico Rosberg quinto al traguardo, subito dietro al ferrarista Massa. La Toyota, dopo l’ottimo avvio stagionale, continua la propria serie negativa di performance, portando Trulli settimo e Glock nono.

Ottima invece la prova della Ferrari che riesce a tenere finalmente lo stesso passo di gara delle prime della classe. Kimi Raikkonen si ritrova avanti di ben 4 posizioni dopo la partenza – grazie al kers – ma termina solo ottavo dopo essere rimasto imbottigliato nel traffico di metà gara. Splendida invece la gara di Felipe Massa: parte bene, recupera secondi preziosissimi prima di entrare ai box grazie alla vettura leggera, supera Rosberg nel gioco delle soste e finisce quarto (era partito undicesimo), a soli 4 secondi da Barrichello. Si segnalano invece le pessime gare di McLaren (Hamilton sedicesimo, Kovalainen ritirato), BMW (Kubica tredicesimo, Heidfeld quindicesimo) e Renault (Piquet dodicesimo, Alonso quattordicesimo).

A Silverstone si è corso, il 13 Maggio 1950, il primo Gran Premio di Gran Bretagna di Formula 1 valido per il Campionato mondiale. Quello di oggi potrebbe essere l’ultima gara di Formula 1 sul circuito inglese, in quanto delle banalissime questioni hanno convinto il padrone del circus Bernie Ecclestone a spostarsi, dal 2010 e per almeno dieci anni, a Donington Park. Ma il popolo di Silverstone non piange solo la perdita del Gran Premio ma – forse – anche la morte della Formula 1. Proprio qui, dove questo sport – possiamo dire – è nato, questo stesso sport ha deciso di morire. Parlo dei litigi (infantili) tra FIA e FOTA, tra la Federazione e i concorrenti. La settimana di comunicati, colpi di scena e azione legali è terminata con l’annuncio dei costruttori di aver rotto ogni rapporto con la Federazione e di creare – a partire dal prossimo anno – un proprio campionato alternativo, autogestito. Parlare di queste scelte richiederebbe troppo tempo, per analizzare tutti i protagonisti e i loro comportamenti. Di certo quattro di questi sono più in vista di altri, come il presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo e il presidente FIA Max Mosley: i due si odiano personalmente e questa settimana l’italiano potrebbe riuscire ad avere la testa di Mosley. Il 26 infatti si vota una mozione di sfiducia a Mosley presentata dai team dall’esito incerto: Mosley dovrebbe rimanere al comando della Federazione e non escluso neppure che riesca ad essere rieletto ad ottobre. Potremmo poi chiederci quanto ha inciso Briatore in questa spaccatura e la sua fame di potere. Rimane per ora in disparte e in un curioso silenzio Bernie Ecclestone, il vecchietto che controlla – nella pratica – la Formula 1. Difficile spiegare la sua assenza in questo battibecco cruciale per il futuro della F1: doveva mediare e lo ha fatto mediamente male. Forse c’è sotto qualcosa che a noi non è dato sapere, oppure si sta solo mostrando più saggio di tutti gli altri. Per trovare l’accordo c’è tempo, per risolvere le questioni legali anche, per i soldi il tempo lo trovano sempre. Probabilmente il Campionato Alternatico si farà, io ho parecchi dubbi sull’effettiva bontà del progetto, ma bisogna aspettare notizie più dettagliate per commentare. Nel frattempo la Formula 1 si goda il suo nuovo e piccolo re tedesco.

   


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Referendum sì, referendum no. Referendum cosa?

20 giugno 2009 9 commenti

Forse pochi lo sanno, qualcuno lo avrà sentito per radio o in tv, qualcun’altro lo ignorerà completamente. Eppure domenica e lunedì, 21 e 22 Giugno, si vota per il Referendum Elettorale, nel silenzio più completo di quasi tutti i media nazionali. Proposto da un comitato guidato da Giovanni Guzzetta e Mario Segni ha trovato accoglienza calorosa da parte di numerosi esponenti politici (come Gianfranco Fini, Antonio Di Pietro e Sergio Chiamparino) ed è entrato al centro delle cronache negli ultimi mesi per il boicottaggio – neanche troppo velato – della Lega Nord, che ha invocato la crisi di Governo nel caso fosse stato unito alle elezioni europee di due settimane fa.

Se ne è parlato, eppure in tanti – ancora prima di chiedersi cosa sia meglio, tra votare sì, no o astenersi – si staranno chiedendo: referendum… cosa?    

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I nuovi cosmos

18 giugno 2009 Lascia un commento

Bisogna andare indietro di qualche decennio, per ripercorrere questa breve storia…
Siamo verso la fine degli anni Settanta e negli USA si fa il primo grosso sforzo per far diventare popolare il calcio.
Viene, quindi, creata una lega professionistica che ha in una squadra, i Cosmos (nei quali aveva una grossa importanza l’italiano, ex bandiera della Lazio dello scudetto, Giorgio Chinaglia), la sua punta di diamante.
I Cosmos albummettono un grosso budget a disposizione della campagna acquisti, essendo decisi a diventare non solo la migliore squadra USA ma, in futuro, anche un punto di riferimento del calcio mondiale.
Problema: chi è disposto a venire a giocare in USA, anche se per tanti soldi? Le ricerche danno risultati abbastanza desolanti, dato che nessuno dei migliori giocatori del momento si dichiara attratto dai dollari, per cui il progetto dei Cosmos deve cambiare rotta.
Che fare, allora, si chiedono Chinaglia & Co.?
Presto detto, prendiamo dei giocatori dal grandissimo nome, ormai non più all’altezza di giocare ad alto livello nei contesti più competitivi e, con la loro classe, questi sicuramente saranno ancora in grado di fare la differenza. E’ così, quindi, che i Cosmos ingaggiano autentiche leggende del calcio, come Pelè, Crujiff ed altri ancora. Alcuni dei migliori giocatori della storia del calcio, quindi, si trovano nella stessa formazione: una cosa che, fosse successa qualche anno prima, avrebbe davvero catalizzato l’attenzione di tutto il mondo del calcio.
Peccato, però, che questi giocatori, nei Cosmos, vadano a firmare il loro ultimo, grosso contratto, senza essere ormai più all’altezza della loro fama.
Il progetto Cosmos, ormai si può dire con certezza, è fallito miseramente, dimostrando che il passare del tempo incide inesorabilmente su qualsiasi talento, anche se purissimo.
Ci sono, inquietantemente, diverse similitudini tra quanto fecero la lega USA ed i Cosmos e quanto stanno facendo le grandi del calcio italiano. Da diversi anni, infatti, anziché investire sui migliori giocatori in attività (si pensi a quando in Italia giocavano sostanzialmente tutti i migliori giocatori del mondo), Inter, Juve e Milan spendono soldi in giocatori dal grandissimo nome, sperando che non abbiano ancora dato tutto, lasciando agli altri campionati (spagnolo ed inglese su tutti) i giocatori migliori del momento. Si pensi che, degli ultimi nove vincitori del Pallone d’Oro, uno giochi in Brasile (Ronaldo), due in Inghilterra (C. Ronaldo ed il neoretrocesso Owen), nessuno in Spagna, Germania e Francia e ben sei in Italia (Figo, Nedved, Cannavaro appena riacquistato, Kakà, Shevchenko e Ronaldinho). A ciò si aggiungano gli acquisti di ex palloni d’oro (Rivaldo), ex galacticos (Beckham) e presenza di vice palloni d’oro (Del Piero) ed il quadro da “Cosmos” delle nostre grandi pare impietoso.
Se si guardasse, quindi, il dato numerico, si penserebbe che la qualità del campionato italiano sia altissima.
Purtroppo, però, le tristi visioni di giocatori come Figo, Shevchenko, Ronaldinho, che non sono nemmeno l’ombra di ciò che, solo pochi anni fa, sono stati dà la stessa sensazione che si provava vedendo un irriconoscibile Pelè zampettare su prati sintetici in America, lasciando interdetto chi, non avendolo visto prima, si chiedeva come fosse possibile che quello che vedeva fosse uno dei più grandi giocatori della storia del calcio, se non il più grande di tutti.
Al di là dei nomi, quindi, tolto ormai anke Kakà e forse Ibrahimovic, nessuno dei migliori venti giocatori in attività fa parte del campionato italiano, mentre, al contrario, quasi tutti i giocatori col miglior palmares si guadagnano i loro ultimi soldi nella nostra Lega, non essendo ormai più adeguati a campionati più competitivi.
Il trend, peraltro, sembra confermato dalle prime voci sul mercato 2009: la Juve prende sì Diego, ma anche il citato Cannavaro (pallone d’oro con un grande futuro alle spalle), l’Inter prende, pur parlando di un progetto a lungo termine che prevederebbe l’acquisto di giocatori con un futuro, i logori Milito, Thiago Motta e, soprattutto, pare ambisca ad acquistare due giocatori dal grandissimo nome ma “da Cosmos”, come Deco e Carvalho; nessuna notizia di sé dà il Milan, che con la perdita di Kaka ha l’ulteriormente indebolito il nostro campionato. Dal canto loro, intanto, Real Madrid e Barcellona continuano ad avere obiettivi ben più concreti, così come del resto le grandi inglesi, tra le quali il Manchester, che qualche anno fa ha fatto un’operazione davvero simbolica, venendo da noi a prendersi prima Giuseppe Rossi e poi Macheda.
Così come capitava ai Cosmos, non sono i soldi a mancare (l’Inter spenderà quest’anno, se sono vere le voci, altri ottanta milioni di euro, dopo averne spesi altrettanti la stagione scorsa, investendo quindi somme che sarebbero sufficienti a competere con le grandi d’Europa), ma il “fascino”, il prestigio che attira i giocatori che, potendo scegliere, vogliono misurarsi ai livelli più alti possibili.
Ci attende un futuro da lega USA, oppure possiamo ancora sperare in un’inversione di tendenza? Questa, per fortuna, è una domanda ancora priva di risposta: per quanto tempo ancora, però, lo sarà, prima che si inizi a parlare dei Cosmos di Milano?

Scusate, ma mi viene da vomitare…

17 giugno 2009 5 commenti

Mi viene da vomitare per lo schifo di persone che ancora hanno diritto ad aprire bocca per dire le proprie falsità, offendendo la storia e il popolo italiano. Mi riferisco a Stefania Craxi – vergognosamente Sottosegretario agli Esteri – e al suo schifoso articolo apparso ieri su Il Giornale. Parla delle ultime vicende pubbliche di Berlusconi e della sua denuncia di un tentativo di eversione in atto (ma non è questa la parte forte) accostando l’attualità dell’ultimo mese con gli anni della fine politica di suo padre, Bettino Craxi.

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Brescia 2009 – L’elenco degli eletti in Consiglio Provinciale

16 giugno 2009 Lascia un commento

E’ stato ufficializzato ieri l’elenco definitivo degli eletti nel Consiglio Provinciale di Brescia. Rispetto all’elenco non ufficializzato circolato subito dopo lo scrutinio, il Partito Democratico perde un consigliere (Sofia Davolio) a vantaggio dell’Italia dei Valori (entra Francesco Patitucci). In totale sedieranno a Palazzo Broletto 36 consiglieri, di cui 22 alla maggioranza di Governo (11 ciascuno per Lega Nord e Popolo della Libertà) e 14 alle opposizione (8 al Partito Democratico, 3 all’UDC, 2 all’Italia dei Valori e 1 alla Lega Padana Lombardia) che probabilmente non troveranno un fronte comune, rendendo vita facile alla futura Giunta Molgora. In totale troviamo solamente 4 donne (una ciasuno per Lega e Pdl e ben 2 per il PD). Probabilmente nei prossimi giorni sarà resa nota anche la squadra che guiderà Molgora nei prossimi cinque anni.

 

.    Eletti nel Consiglio Provinciale di Brescia   .

Popolo della Libertà (11 consiglieri) Lega Nord (11 consiglieri)
      Giacomo Berdini       Roberto Bertelli
      Isidoro Bertini       Attilio Bertoli
      Antonio D’Azzeo       Stefano Borghesi
      Lucio Facchinetti       Giuseppe Donina
      Bruno Faustini       Roberto Faustinelli
      Diego Invernici       Paolo Formentini
      Giampietro Maffoni       Camilla Gritti
      Ermanno Pasini       Battista Lorenzi
      Emanuel Piona       Mario Maisetti
      Monica Poli       Ruggero Marchiori
      Gianluigi Raineri       Antonio Pagiaro
   
Partito Democratico (8 consiglieri) UDC – Unione Di Centro (3 consiglieri)
      Diego Peli (Candidato Presidente)       Gianmarco Quadrini (Candidato Presid.)
      Maurizio Billante       Giampaolo Mantelli
      Roberto Cammarata       Francesco Mazzoli
      Fabio Ferraglio  
      Francesco Maltempi Di Pietro – Italia dei Valori (2 consiglieri)
      Antonella Montini       Giampiero De Toni (Candidato Presid.)
      Pierluigi Mottinelli       Francesco Patitucci
      Laura Parenza  
  Lega Padana Lombardia (1 consigliere)
        Giulio Arrighini (Candidato Presidente)

Gli altri articoli sull’elezione del Presidente della Provincia di Brescia, sul Markus Blog:
«I risultati: voti al Presidente e voti di lista», 8 Giugno 2009
«Analisi semi approfondita del voto provinciale», 13 Giugno 2009
«Scheda di presentazione di Daniele Molgora», 1 Giugno 2009
«Scheda di presentazione di Diego Peli», 2 Giugno 2009
«Scheda di presentazione di Gianmarco Quadrini», 31 Maggio 2009
«Scheda di presentazione di Giampiero De Toni», 24 Maggio 2009
«Scheda di presentazione di Giulio Arrighini», 29 Maggio 2009

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