La credibilità frantumata di Berlusconi
Al suo arrivo a Roma, il presidente degli Stati Uniti ha elogiato pubblicamente il "grande leader" dell’Italia, figura eminente che riscuote "l’ammirazione di tutto il popolo italiano" non soltanto per il suo incarico pubblico ma anche per la sua "integrità e gentilezza". "Voglio confermare che ogni cosa che ho sentito su di lui è vera: è uno straordinario gentleman e un grande leader di questo paese".
da RAI News24
Parola di Barack Obama.
E se queste sono le parole del presidente degli Stati Uniti, non si spiega la campagna contro il premier da parte di certi giornali italiani con al seguito i peggiori giornaletti internazionali. Forse ha ragione lui, quando denuncia la stampa piegata ai giochi politici della sinistra. Forse ha ragione lui, il nostro caro e benamato Presidente.
La vignetta con cui il Times ha aperto la versione online in occasione dell’inizio dei lavori del G8 (7 luglio). Un esempio di come la credibilità di Silvio Berlusconi agli occhi del mondo sia frantumata.
O forse no. Perché le parole di Obama non sono state rivolte a Silvio Berlusconi. Non era lui il destinatario di questo sorprendente ed inatteso elogio, ma il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Potremmo discutere sulla correttezza delle parole, se sia condivisibile o meno la visione di Obama sull’integrità, sulla straordinarietà e sull’ampio consenso di Napolitano. Forse è più interessante discutere sulla credibilità, ormai in frantumi, di Silvio Berlusconi agli occhi del mondo. E’ vero, tutti i leader si sono complimentati con l’organizzazione italiana per la riuscita del G8, ma nessuno ha nominato ne ringraziato direttamente Berlusconi, che ha passato tutto il tempo a rincorrere gli altri capi di Stato davanti a fotografi e cameramen.
In fondo una piccola vittoria, rispetto al G8 di un anno fa, Berlusconi l’ha ottenuta: nel press kit in dotazione ai giornalisti americani – con la benedizione e il sigillo ufficiale della Casa Bianca – non si parla più di Berlusconi come «uno dei leader più controversi nella storia di un Paese conosciuto per la corruzione e il vizio del suo governo». Non è più liquidato come «un dilettante della politica che aveva conquistato la sua carica importante solo mediante l’uso della sua notevole influenza sui media nazionali», non si ricorda che è stato accusato di «corruzione, estorsione e altri abusi di potere che lo costrinsero a dimettersi nel 1994», non si ride degli anni giovanili quando «aveva cominciato a fare soldi organizzando spettacoli di burattini a pagamento» e «faceva i compiti di scuola ai compagni di studi in cambio di denaro». Al Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi quest’anno sono state dedicate sette righe. Sette righe! Data e luogo di nascita, nazionalità, professione, ultima vittoria elettorale, data d’inizio del nuovo governo. Fine. Contro le due pagine (in media) degli altri leader, addirittura tre pagine abbondanti per Giorgio Napolitano e quattro per il Papa. Come dire: se togli le cose brutte che ha fatto, non rimane un granché!
Mario Mauro, parlamentare europeo eletto con il PDL ed esponente di Comunione e liberazione, è colui che Berlusconi aveva assicurato sarebbe stato il futuro Presidente del Parlamento Europeo. La credibilità a frantumi del Premier non lo ha aiutato.
Ma un altro fatto mostra la totale mancanza di credibilità di Berlusconi e la considerazione nulla di cui gode a livello internazionale. Un fatto che, complice anche il G8, ha avuto una copertura mediatica da far paura: più o meno la stessa che potrebbe essere riservata allo scontro calcistico tra gli Idraulici riuniti di Poggibonsi e i Muratori associati di Canicattì. Una notizia che è stata accuratamente oscurata da tutti i media nazionali: il futuro Presidente del Parlamento Europeo non sarà – come promesso da Berlusconi – Mario Mauro. Oltre che essere moderatamente felice per questo (Mauro è un esponente di spicco di Comunione e liberazione, ha insegnato all’università dei Legionari di Cristo ha definito «uccisione» la sospensione delle cure a Eluana Englaro e ha parlato di «distruzione dei valori» in merito al riconoscimento legale delle coppie gay. Insomma non sarebbe stata un buona cosa avere un integralista del suo calibro in una carica istituzionale così importante) non posso che domandarvi, quanto ha influito la pessima reputazione di Berlusconi? Il contendente è il polacco Jerzy Buzek, che ha raccolto le lodi di Nicolas Sarkozy e della Germania, che non hanno avuto dubbi sul mettere alla porta Berlusconi e il suo candidato. Il premier gode una simpatia e di un’amicizia degli altri leader europei, tale da costringere Mauro a ritirare la sua candidatura in vista di un clamoroso fiasco all’elezione del candidato PPE alla Presidenza, svoltasi il 7 luglio (dove avrebbe ricevuto i soli voti dei deputati italiani e dove, come previsto, è stato scelto come candidato il polacco).
Questa credibilità frantumata di Berlusconi, divenuto lo zimbello del mondo, fa e farà male all’Italia, che da questo G8 ha potuto uscirne comunque bene grazie ad un’efficiente macchina organizzativa e al prestigio, nonostante Berlusconi, delle nostre istituzioni. Presidente Napolitano in testa. E se tutta Italia non ha da ridere, ancor peggio staranno i terremotati dell’Aquila che ieri si sono visti minacciare direttamente da Berlusconi, che ha dichiarato testualmente: «Sto cercando casa all’Aquila per venire qui in agosto a presidiare i lavori». Probabilmente si è accorto che portare minorenni e prostitute in Abruzzo costa meno che portarle fino in Sardegna. Di certo, se tutto va bene, il premier sarà l’unico in tutta l’Aquila ad avere una casa.
«Nel dossier Usa sette righe su Silvio» di Gian Antonio Stella, da Corriere della Sera
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Che tristezza questo articolo! Con tutto questo odio, astio, malumore mi immalinconisci fino allo stremo. Nonostante tutto preferisco la vitalità prorompente anche se a volte sguaiata di Berlusconi a questo grigiore di vita inacidito e intristito.
Apri gli occhi e soprattutto il cuore: credimi, starai meglio!
Forse il tono è un po’ malinconico…
Se posso dare un suggerimento a Mauro:
L’autore Markus stà molto meglio di quanto tu creda, putroppo devi sapere che in Italia c’è una minoranza che ha già aperto gli occhi da molto tempo ma non nel senso in cui dici te, ancora prima che Berlusconi vincesse le elezioni (be’ diciamo con l’aiutino della Lega…). Queste persone hanno capito che tipo è Berlusconi…forse se fosse solo un presidente del Milan avrebbe potuto sfoggiare le sue qualità…
Invece la maggioranza degli italiani si identifica in lui, poichè sperano di assomigliargli di più, dico bene? E perchè?
Non pagare le tasse, quantificare il meno possibile nella dichiarazione dei redditi…battere il pugno duro sulla “sicurezza” (quale sicurezza???) alla fine ad andare in galera sono i poveri…sopratutto se immigrati! Potrei andare avanti ma mi fermo…
Insomma questa maggioranza preferisce le strade più “semplici” per risolvere i problemi…ma non è capace di guardare in che futuro sta sprofondando l’Italia…tanto per incominciare la ricerca scientifica è vista come un costo da evitare per la classe dirigente italiana che cerca di comprare ville, auto di lusso etc, peggio ancora i figli raccomandati incapaci di fare scelte ragionate sugli investimenti…avete idea di quanti fallimenti si sarebbero potuti evitare?
Comunque ci sono anche alcuni lati positivi, ad esempio, il consumo italiano che si fa sempre più attento alla qualità e non alla quantità…
Infine sommando i risultati, ritengo che l’Italia ha ancora molto da fare per recuperare il terreno perso in questi anni per raggiungere quegli standard ormai presenti negli altri stati, come il senso della giustizia, il rispetto delle norme, etc…
Auguro infine a tutti una buona estate!