L’autocelebrazione di Berlusconi a reti unificate
Molti esperti del settore ed osservatori parlano di Raiset. Cos’è? Una specie di mostro televisivo a sei reti nazionali (in pratica il 95% dello share), ovviamente smentito con grande fervore da esponenti della maggioranza, dirigenti di RAI e di Mediaset (in pratica, le stesse persone!). Lo scopo sarebbe unire forze del servizio pubblico a quelle del concorrente privato nell’interesse di un unico referente. Quello stesso referente che questa sera autocelebrerà le proprie ennesime menzogne – rigorosamente senza contraddittorio – a reti unificate. Parlo della puntata speciale in prima serata di Porta a porta che Bruno Vespa condurrà direttamente dall’Abruzzo, dedicata alla consegna delle prime case ai terremotati.
Parlare solo delle mosse atte ad assicurarsi massima visibilità mediatica – parlare cioè solo delle beghe politiche – sembra di bluffare, di cadere nell’antiberlusconismo (che sinceramente mi è estraneo per cultura). Partiamo con ordine: il primo maggio Berlusconi e Bertolaso assicurarono che 13.000 persone avrebbero avuto una casa entro settembre o ottobre grazie al progetto C.A.S.E. del Governo. Il 31 luglio un comunicato di Palazzo Chigi assicura che 3.000 persone avranno un alloggio temporaneo (in attesa di ricostruire le proprie case) entro metà settembre. Oggi, mentre si celebra il miracolo tutto made-in-Arcore, la chiusura dei lavori per alcuni dei cantieri viene datata 31 dicembre, data a cui vanno aggiunti tempi di collaudo. Eppure i media italiani celebrano il Governo per avere consegnato 6 dei 94 alloggi MAP (Moduli Abitativi Provvisori) costruiti in Trentino grazie ai soldi della Croce Rossa Italiana (i restanti 78 non sono pronti!). Mentre Bertolaso rassicura che ci vorrà molto tempo, definendo questi alloggi non più temporanei ma definitivi (per molti terremotati sarà la casa nei prossimi decenni), per quasi 10.000 aquilani si annuncia la chiusura delle tendopoli come promesso, non per una destinazione-casa ma per una destinazione-albergo, talvolta lontani 80 kilometri. Non a torto molti blogger definiscono questa operazione una deportazione. Eppure la televisione si appresta a celebrare a reti unificate il Presidente del Consiglio.
E qui si torna al punto iniziale: la trasmissione di Vespa tanto chiacchierata grazie all’impeccabile lavoro di Berlusconi, perché parlare delle beghe con Floris è molto meglio che discutere sulle menzogne del Governo. E solo uno sciocco può pensare che dietro alle scelte della RAI non vi sia la mano del Premier. Rinviare il debutto stagionale di Ballarò su Raitre e quello di Matrix su Canale5 in un palinsesto interamente privo di controprogrammazione, non si può definire casualità. La mano di un regista con l’ansia di controllare tutto ed il potere di decidere i palinsesti di sei reti nazionali è evidente. Ma naturalmente Vespa non si parlerà di questo, parlerà dell’uomo dei miracoli, della ricostruzione. Senza il minimo rispetto nei confronti di chi dorme in tenda, andando in prima serata a mettere in mostra una situazione che non esiste.


