Archivio

Archivio per gennaio 2010

Inter, ovvero l’incapacità di vincere

27 gennaio 2010 2 commenti

Quando una persona non è abituata a vincere e soprattutto quando non ne è capace, il solo fatto di vincere 3 gare consecutive porta un’eccitazione tale da dare pericolosamente alla testa. Figuriamoci se invece di gare si parla di campionati e se la persona totalmente incapace di vincere è una squadra: l’Inter. La sovraeccitazione si mescola all’arroganza e all’intolleranza del suo allenatore, fino a sfociare in stupidissime ed insensate polemiche al termine del derby. Mi si può obiettare che l’Inter, una squadra vincente lo sia eccome, in virtù degli ultimi campionati stravinti. Ma sono proprio questi ultimi anni a mostrare la totale incapacità dell’Inter ad essere squadra vincente. Per ottenere risultati ha dovuto aspettare che altri battessero i suoi avversari (fuori dal campo) ed iscriversi in moto ad una gara di ciclismo.

Il divario tra la potenza di due gambe umane ed un motore è indiscutibile, come il divario tecnico e qualitativo tra l’Inter e le sue dirette avversarie negli ultimi anni, in cui abbiamo assistito a campionati in cui solo l’Inter poteva vincere o perdere. Tutte le altre sono state (e sono tutt’oggi) comparse. S’anche fosse vero quel che dice Mourinho (che fa spettacolo solo chi alla fine vince), non trovo molto spettacolare un campionato fatto in questo modo. E pur avendo una delle squadre più forti del mondo, negli ultimi quattro anni l’Inter ha saputo vincere solo una Coppa Italia (nel 2006, perdendo altre due volte in finale con la Roma), senza mai andare oltre gli ottavi di finale in Champions League. L’Inter non ha un gioco, ha solo il carattere e l’arroganza del suo allenatore, che ha evidentemente influenzato anche i vertici societari. Forse la vera Inter non è molto lontana da quella da me descritta: incapace di vincere e dalle persone non così brillanti come paiono!

Da leggere:
- Mou polemico: "Non vogliono farci vincere"
Gazzetta dello Sport, 24 Gennaio 2010 
- Deferiti Mou e Paolillo
Gazzetta dello Sport, 26 Gennaio 2010
Condividi: Segnala questo post su Facebook Segnala questo post su Twitter Segnala questo post sul tuo blog Live Spaces Segnala questo post su MySpace Condividi questo post su Technorati Condividi questo post su Delicious
Abbonati ai Feed:
Abbonati ai Feed RSS del Markus Blog Aggiungi a iGoogle o a Google Reader
Aggiungi a Wikio Aggiungi a Windows Live

Giusta la provocazione di Brunetta

25 gennaio 2010 3 commenti

Renato Brunetta, si sa, è uno abituato a “spararle grosse”. Seppur non mi abbia mai trovato d’accordo, quella sparata domenica sull’ipotesi di dare 500 euro ai giovani, mi ha trovato sorprendentemente incuriosito. E parzialmente favorevole, anche se non del tutto.

La provocazione usata è, secondo me, solo un modo (ampiamente usato in politica) per concentrare il dibattito su un dato tema (in questo caso le difficoltà dei giovani ad uscire di casa). Quel che purtroppo succede in Italia è il manifestarsi di una totale incapacità di focalizzarsi sul problema, perdendo tempo ed energie per commentare la provocazione in se. (Spero che) lo stesso Brunetta sia cosciente del fatto che togliere soldi alle pensioni per darle ai giovani sia del tutto privo di logica, oltre che sbagliato. Ma il ministro ha ragione quando attacca l’odierno sistema del welfare e delle pensioni, oltre a puntare il dito contro il problema strutturale della società italiana, che rende impossibile la vita ad un giovane che decida di uscire di casa.

Ha ragione Brunetta nel dire che è stato toccato un nervo scoperto, «che è quello del familismo da un lato e del bamboccionismo culturale prodotto dai nostri egoismi dall’altro», che la colpa «non è dei giovani ma dell’egoismo e della miopia dei genitori, che sono iperprotetti dal welfare»e che bisogna dare «prospettive di libertà di scelta ai giovani e non di costrizione: non c’è lavoro, nelle università non ci sono campus e borse di studio, la preparazione delle università non è abbastanza buona». Naturalmente i soli soldi non sono sufficienti, bisogna garantire un minimo salariale adeguato al costo della vita odierna, la cui fetta maggiore è probabilmente rappresentata dagli esorbitanti e fuori controllo costi di affitto, a cui dovrebbe essere prioritario porre serio rimedio. E’ un sistema, ampio e radicato, che andrebbe riformato per facilitare ai giovani di mantenersi anche lontano dalla casa dei genitori. Poi, sulla raccolta dei fondi, se l’idea di Brunetta – come l’ho interpretata io – è di riformare il welfare e il sistema pensionistico per ridurre gli sprechi, mi trova totalmente d’accordo. Ce ne sarebbero tanti altri di metodi per recuperare soldi, come la lotta all’evasione fiscale o la riduzione degli sprechi nella politica. Ma questo è tutto un altro discorso..

 

Con questo post torno a scrivere sul blog dopo oltre di mese di silenzio, dovuto a cause diverse. Mi riprometto di essere più costante nei prossimi mesi, ma intanto: voi che ne pensate della proposta del Ministro Brunetta??

Leggi la notizia:
- Brunetta: «Ai giovani 500 euro al mese»
dal Corriere delle Sera, 24 Gennaio 2010
Condividi: Segnala questo post su Facebook Segnala questo post su Twitter Segnala questo post sul tuo blog Live Spaces Segnala questo post su MySpace Condividi questo post su Technorati Condividi questo post su Delicious
Abbonati ai Feed:
Abbonati ai Feed RSS del Markus Blog Aggiungi a iGoogle o a Google Reader
Aggiungi a Wikio Aggiungi a Windows Live

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.