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Alle regionali vince il centrodestra. Anche se…

A queste elezioni regionali, prima del voto, si era voluto dare un significato politico, un valore nazionale, pro/contro il Governo e Berlusconi. Dato che questa era l’impostazione iniziale, è giusto ora – il giorno dopo l’esito – farne una lettura nazionale, un’analisi complessiva. E il risultato delle urne è piuttosto chiaro: il centrodestra ha vinto in modo netto! Ma non sono tutte rose, e lo stesso Berlusconi non gioisce. Da queste regionali non è uscito il plebiscito tanto invocato. La sua coalizione ha vinto, certo, ma solo grazie alla Lega Nord e al Partito Democratico, punito dagli elettori per non aver saputo marcare la propria differenza con la maggioranza.

nord

La nuova geografia politica nel centronord italiano.

Al centro-nord, su otto regioni al voto, la destra ne riconferma due (Lombardia e Veneto), conquista il Piemonte e vede la sinistra riconfermarne cinque (Liguria, Toscana, Emilia Romagna, Umbria e Marche). Escludendo i feudi elettorali – che danno un esito scontato – il risultato delle sole regioni in bilico (Liguria e Piemonte) è di uno a uno. Anche là dove si è visto trionfare, Berlusconi non sfonda più di tanto, il Popolo della Libertà perde punti percentuali un po’ dappertutto. Su tre Governatori eletti, due sono della Lega Nord (Cota in Piemonte e Zaia in Veneto) e uno non è certo berlusconiano, ma è a capo di quella corrente piuttosto indipendente di ispirazione cattolico-ciellina che più volte ha dato preoccupazioni a Berlusconi. L’unica forza politica uscita rafforzata dalle elezioni è la Lega Nord che, oltre ad avere due governatori, conquista consensi importanti tra gli elettori del PDL, mettendosi nelle condizioni di superarlo in tutte le regioni del nord nei prossimi 3 anni. Un problema serio per Berlusconi: la Lega non è niente senza di lui, ma ora dove può arrivare il PDL senza Bossi?

sud

Al centro-sud, la vittoria del centrodestra è più marcata, ma vince tre regioni per la pochezza dell’avversario. Togliendo Basilicata e Calabria (rispettivamente al PD e al PDL), erano tre le regioni in bilico e in tutte e tre il Partito Democratico ha deciso di autoescludersi, scandaloso su ogni livello. Anche grazie al PD, Berlusconi incrementa i propri consensi ovunque (fatta eccezione per la provincia di Roma, dove la lista non era candidata). Non è merito del PD se Vendola è stato riconfermato ma sono certamente sue le colpe delle sconfitte in Lazio e Campania (dove già avevano deciso di perdere, ufficializzando quei nomi dei candidati).

Complessivamente il PDL ruba quattro regioni alla sinistra, che tra quelle in bilico (escludendo quindi le roccaforti storiche) conquista la sola Puglia. Se però il PD fatica a riconquistare consensi – e solitamente li perde, a favore di Di Pietro – è un dato che il PDL ne abbia persi parecchi, e anche dove vince fatica a confermare il 33% delle Europee (il dato nazione è circa del 27%, ben lontano dall’apoteosi del 35% alle politiche di 2 anni fa). Insomma, abbiamo il primo partito di opposizione allo sbando e il primo di maggioranza in difficoltà. Chi non piange (oltre alla Lega Nord) è l’Italia dei Valori, in leggero calo sul dato nazionale, ma in sensibile aumento rispetto alle amministrative ed europee di un anno fa. Il suo è un sostanziale successo – anche se poco celebrato – che arriva dal premio ad un’opposizione energica, ben diversa da quella del Partito Democratico.

Infine due appunti, sulle regioni che fino all’ultima scheda sono state le più incerte. Nel Piemonte (dove ha vinto Roberto Cota su Mercede Bresso per 9.400 voti, lo 0,42%) il PD ha mostrato il suo limite primario, di non saper parlare alle anime storiche della sinistra e contemporaneamente alle realtà produttive del nord Italia. Il PD è corto (come ha scritto Pancho Pardi), riesce a prendere i voti da solo una delle due realtà e non sa soddisfarli entrambi. Il successo del Movimento 5 Stelle non può e non è una scusante: la lista di Beppe Grillo ha tolto i voti utili a vincere, ma cosa ha fatto il centrosinistra per convincerli? Non si vince sperando che l’avversario non ti rubi i consensi.

Diverso il discorso del Lazio, dove Emma Bonino ha perso per soli due punti percentuali. Non trovando nessuno disposto a candidarsi alla successione di Piero Marazzo (dimessosi per i noti scandali sessuali), il PD ha scelto di farsi del male sostenendo la candidata radicale. Non per la persona, sia chiaro (fino all’ultimo ho sperato in una sua vittoria). Ma sostenere la Bonino nella terra del Papa è un suicidio politico premeditato. Eppure la Bonino ha mostrato forza e carattere. Ha fatto prodigi, in una campagna elettorale condotta da sola, senza l’aiuto e il supporto degli alleati. Ha rischiato di vincere (fino alle 22 era addirittura in vantaggio) pur trovandosi di fronte l’ingresso in prima persona di Berlusconi (un contributo di peso) e nell’ultima settimana anche il Vaticano, con un chiaro ordine ai cattolici di non votare per lei. Ce ne fossero di politici con la sua passione…

  1. Andrea
    30 marzo 2010 alle 18:44 | #1

    Non concordo con la tua analisi…

  2. Markiuxx blog
    31 marzo 2010 alle 13:15 | #2

    anche io non concordo con la tua analisi..skerzo :) hai ragione è una sinistra allo sbando, da rifondare per l’ennesima volta..speriamo che in questi 3 anni cambino parecchie cose sia a destra che a sinistra

    p.s. per la sinistra: cerchiamo di ripartire dalle cose più positive come l’italia dei valori e il movimento di grillo

  3. Andrea
    31 marzo 2010 alle 16:11 | #3

    L’Italia dei Valori è tutto tranne che un movimento di sinistra. Fa certamente parte dell’opposizione, ma non è di sinistra

  4. craig80
    31 marzo 2010 alle 17:19 | #4

    questa vittoria è la vittoria di ki era presente alla manifestazione di piazza san giovanni (lega e PDL) e forse la sconfitta di ki quel giorno nn c’era… questo dovrebbe far riflettere il presidente della camera…

    http://www.loccidentale.it/articolo/il+pdl,+la+vittoria+di+piazza+san+giovanni+e+altre+considerazioni.0088633

  5. Marco
    31 marzo 2010 alle 21:10 | #5

    manca un’idea forte e chiara al pd: la gente vota chi ha le idee chiare, come la lega che se la prende con gli immigrati e la corruzione e l’inefficienza del sud, o l’IDV che se la prende con Berlusconi e con la corruzione della politica. però mi sembra che questi siano nemici precisi, più che proposte precise. Io credo che che in Italia debba diffondersi una cultura diversa, la cultura dell’impegno e del merito, mentre gli stessi politici diffondono il modello opposto, quello che premia i furbetti

  6. 1 aprile 2010 alle 00:19 | #6

    craig80 :
    questa vittoria è la vittoria di ki era presente alla manifestazione di piazza san giovanni (lega e PDL) e forse la sconfitta di ki quel giorno nn c’era… questo dovrebbe far riflettere il presidente della camera…

    Questo si vedrà.. i rapporti tra Fini e Berlusconi ora sembrano piuttosto congelati, forse pensava che Berlusconi fosse finito e resosi conto che non era così ha preferito attendere. In fondo, questo sì, nel PDL Berlusconi non esce indebolito, anche senza il plebiscito sperato.

  7. 1 aprile 2010 alle 00:24 | #7

    Marco :
    manca un’idea forte e chiara al pd: la gente vota chi ha le idee chiare, come la lega che se la prende con gli immigrati e la corruzione e l’inefficienza del sud, o l’IDV che se la prende con Berlusconi e con la corruzione della politica. però mi sembra che questi siano nemici precisi, più che proposte precise. Io credo che che in Italia debba diffondersi una cultura diversa, la cultura dell’impegno e del merito, mentre gli stessi politici diffondono il modello opposto, quello che premia i furbetti

    Il problema è che manca proprio il PD… se ci fossero ancora dubbi, il progetto è naufragato, fallito. E’ da rifondare, completamente e pesantemente. Hanno 3 anni per farlo, vedremo…

    Sull’IDV e Lega in parte hai ragione e in parte no: entrambi hanno nemici precisi e offrono soluzione (spesso radicali) precise. Gli elettori li hanno premiati, forse perchè tra le forze politiche sono le sole a parlare (in modo diverso tra loro) di quell’impegno e merito di cui parli tu.

  8. MIkelhouse
    1 aprile 2010 alle 22:44 | #8

    Scusate una piccola precisazione: il movimento a 5 stelle non ha rubato voti a Mercedes Bresso! Avevano due programmi totalmente differenti (ad esempio il primo era contro la Tav la seconda a favore) e il grillino ha preso i voti di chi non avrebbe comunque votato.
    La Lega fortunatamente è cresciuta, e non poco, perché la gente è stufa di sentirsi dire che la Lega inventa i problemi e poi quando guarda fuori casa la situazione è catastrofica!
    Detto questo Padania Libera!

    Michele

  9. 2 aprile 2010 alle 01:19 | #9

    MIkelhouse :
    Scusate una piccola precisazione: il movimento a 5 stelle non ha rubato voti a Mercedes Bresso! Avevano due programmi totalmente differenti (ad esempio il primo era contro la Tav la seconda a favore) e il grillino ha preso i voti di chi non avrebbe comunque votato.

    Non è esatto, l’elettorato di Grillo non arriva dall’astensionismo. E’ un elettorato che in buona parte oscilla tra i delusi del PD e l’IDV. E’ verissimo che il 5 Stelle ha tolto voti alla Bresso, ma – ripeto – è colpa del PD la sua sconfitta e non addossabile a Grillo…

  10. Michele
    2 aprile 2010 alle 12:48 | #10

    Beh allora se non è esatto non prendertela con me ma con il tuo amico Travaglio perché ad Anno Zero, che dici di guardar sempre (???), ha affermato ciò che dicevo io…
    E comunque la Lega ha vinto.

  11. 2 aprile 2010 alle 19:57 | #11

    Michele :
    Beh allora se non è esatto non prendertela con me ma con il tuo amico Travaglio perché ad Anno Zero, che dici di guardar sempre (???), ha affermato ciò che dicevo io…

    Anzitutto io non sono un affezionato spettatore di Annozero, mi è capitato pochissime volte di averlo visto e l’unica volta che l’ho guardato per più di 30/40 minuti era ospite Morgan e han parlato di tutto, tranne che di politica!
    Precisato questo, credo che il passaggio a cui ti riferisci sia questo. Mi fa piacere che ascolti con attenzione, stimi e condividi le parole di Travaglio, ma non credi che tra quei 90000 che han votato Davide Bono, non ce ne fossero almeno 1 ogni 10 che sia stato indeciso tra Bono e Bresso??
    Ovviamente con i numeri ci si può giocare fino all’esaurimento e fargli dire quello che vogliamo. E’ facile far ruotare il punto di vista, ma nessun analista esclude che buona parte dell’elettorato di grillo sia dell’area IDV-PD (neppure Travaglio se lo ascolti bene).
    Certo, la Lega ga vinto, purtroppo per il Piemonte. E già dal giorno dopo inizia a sentirne le conseguenze…

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