Giusta la sentenza UE sul crocifisso
La Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha finalmente stabilito che la presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce «una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni» e una violazione alla «libertà di religione degli alunni». Per capirlo siamo dovuti arrivare fino all’Unione Europea, anche se il Governo Italiano – infiltrato com’è di esponenti ciellini – ha annunciato che farà ricorso. Se però l’Europa confermerà la sentenza, l’Italia sarà obbligata a togliere i crocifissi dalle scuole entro 9 mesi. Naturalmente il Vaticano risponde banalmente di provare «fastidio» per la cosa, fregandosene del fastidio che possono provare altre persone nel vedere la croce. Viva invece la CEI, l’unica al mondo ad illuminarci con la sua totale visione del mondo e niente affatto deviata, bocciando la sentenza come figlia di una «visione parziale e ideologica».
La speranza è che l’Europa non si fermi qui, ma costringa l’Italia a rimuovere i crocifissi da tutti i luoghi pubblici – come gli uffici o i tribunali – e ad abrogare i Patti Lateranensi. Perché il crocifisso è solamente il simbolo dell’identità cristiana e l’Italia è – o dovrebbe – essere uno Stato laico, svincolato dalle tradizioni ammuffite di una sola confessione. E’ purtroppo vero che è un simbolo facente parte della nostra tradizione, ma non tutte le tradizioni sono giuste e non tutte meritano di essere perpetrate, di certo l’esibizione della croce e il clericalismo all’italiana non sono tradizioni meritevoli. Dicono che il crocifisso sia il simbolo dei principi di eguaglianza, libertà e tolleranza. Io, personalmente, quando vedo la croce vedo solo sofferenza e ingiustizia (valori peraltro ben incarnati dalla Chiesa Cattolica), vedo una croce sporca di sangue per tutte la malefatte compiute dai cristiani – in nome di quella stessa croce – nel corso degli ultimi due millenni.
Da cittadino italiano, non vedo calpestati i miei diritti, la mia cultura (fortunatamente non cristiana), la mia storia. Tantomeno le mie tradizioni e i miei valori. Non mi riconosco in quella croce e non vedo perché dovrei esserne obbligato. E non vedo certo il problema per chi – a differenza di me – in quella croce si riconosce. La fede non passa necessariamente attraverso l’esibizione o l’ostentazione dei suoi simboli. Tornare a esporre i simboli religiosi nei soli luoghi dove questa è pratica mi sembra del tutto logico, per niente scandaloso.

Oggi vi voglio segnalare e consigliare un libro appena pubblicato da Edizioni Chiarelettere su un tema che, pur risalente a 20 anni fa, risulta di estrema attualità: «Vaticano S.p.A. – Da un archivio segreto la verità sugli scandali finanziari e politici della Chiesa» di Gianluigi Nuzzi. Così viene presentato dall’autore




Ed eccoci magicamente ai giorni nostri. Il Tg5 è lontanissimo dai propri anni gloriosi ed è più vicino a Studio Aperto. Un’accozzaglia di pensieri e stupidate ad uso e consumo di Berlusconi. Tutti i temi scottanti o scomodi sono spariti, affrontati in modo superficiale e ridimensionati. La crisi economica, la mancanza di politiche governative a sostegno di redditi, famiglie e posti di lavoro, i licenziamenti, la riapertura della stagione di contestazione alle politiche sui tagli all’istruzione, la politica interna italiana, magari confrontata con quella statunitense firmata Obama. L’informazione odierna è tutta incentrata sui romeni stupratori (solo quelli, non anche gli altri, ad esempio italiani), notizie create ad hoc per Governo, che facendo smettere la stampa di parlarne, darà l’impressione di aver risolto i problemi.


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