Non tutta Brescia accoglie il Papa
Domenica fa tappa nella mia città il Gran Capo della Sacra Chiesa Cattolica Romana. Tutta la città è in subbuglio, concentrata in frenetici preparativi per il grande evento: sono attesi quasi 50 mila fedeli pronti ad ascoltare le sue parole o anche solo a vederlo passare, in una cornice di oltre due mila agenti e altrettanti volontari. Una città blindata, con Piazza Duomo (dove si terrà la messa) accessibile solo su invito, quattro maxi-schermi, le vie principali chiuse per tutto il giorno, polizia ovunque, tombini sigillati, strade rifatte a nuovo, colori papali ovunque. Un’organizzazione immensa, un disturbo altrettanto grande e disagi forse superiori.
Mi domando se una tale organizzazione sia corretta per la visita di un capo religioso. Neppure se in visita ci fosse un capo di Stato la blindatura a cui sarà costretta Brescia sarebbe stata realizzata: non a caso, il grosso degli interventi di sicurezza è stato deciso dalla Gendarmeria Vaticana ed imposto alla Questura di Brescia. Ma quanto costerà il disturbo del vecchio col cappello a punta? Questa graziosa presenza, chi la paga? Secondo stime non ufficiali, la visita del Sig. Ratzinger costerà oltre un milione di Euro, interamente offerto dai contribuenti bresciani. Ci sarebbe ovviamente da discutere quanto sia opportuno spendere cifre simili per fare un piacere al Papa (ma sappiamo benissimo quanto le nostre giunte, comunale e provinciale, siano colme di infiltrazioni cielline). Mi domando quanto rispettoso sia per l’onesto cittadino vedere asfaltate la strade solo per il passaggio di un vecchietto vestito di bianco o quale pericolo possa arrivare da un tombino non sigillato, se il Comune si è visto costretto a sigillarne ben 800: oltre alla convinzione che un atto di violenza contro la Chiesa sia – oltre che deplorevole – inutile (per far male al Vaticano è sufficiente lasciare che i suoi massimi esponenti si esprimano liberamente), mi domando perché queste opere non siano state fatte dal Vaticano stesso, a proprie spese. Oltre che palesamene giusto, sarebbe stato divertente vedere decine di guardie svizzere, vestite da Arlecchino e piegate sui tombini della città.
Io, personalmente, non accolgo il Sig. Ratzinger.
Perché devo pagarne (sia come soldi che come disturbo) la visita?
NON TUTTA Brescia accoglie il Papa – E’ il nome di un gruppo nato su Facebook per opera di un studente bresciano. Si poneva come obiettivo l’organizzazione di un sit-in lungo il percorso del corteo papale per mostrare che ci sono bresciani critici «nei confronti di quelle affermazioni papali che poco hanno di solidale e di amorevole nei confronti dell’umanità». Senza che neppure fosse stata fatta la richiesta, il creatore del gruppo è stato convocato in Questura per comunicargli che l’autorizzazione non sarebbe mai stata concessa. La Chiesa e il suo Gran Capo, che tanto si fan belli a parole, si mostrano ancora una volta insofferenti verso quei pensieri che circolano troppo liberamente nei cervelli umani. Anche una sola critica – anche se del tutto pacifica o costruttiva, e formata da un centinaio scarso di persone – non è ammessa.
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