Quanto manca alle Europee? Pochi giorni, davvero pochi. E fin qui la campagna elettorale è stata piuttosto silenziosa, molto tranquilla, caratterizzata soltanto da poche e sporadiche frasi mezzo urlate da quei partiti oggi fuori dal Parlamento, che puntano molto su queste elezioni per tornare ad occupare qualche manciata di poltrone. Esclusi questi – che probabilmente non torneranno a sedere neanche a Strasburgo – i grandi e meno grandi protagonisti della politica italiana stanno preparandosi alle elezioni con un comportamento – secondo me – riprovevole.
Si parla di Europa, Europa unita, ci si sente dire sempre di più che la crisi è bene combatterla a livello sovranazionale, che nel futuro non esisteranno più i confini nazionali. Nelle stesse nostre vite quotidiane l’Europa ha raggiunto livelli di presenza non indifferenti (pensiamo alla moneta unica, alla libera circolazione, ai tribunali e commissioni europee), ormai la quasi totalità delle leggi approvate passa per Strasburgo, e in futuro questo sarà vero in modo ancora più forte: tutto ciò che inciderà nelle nostre vite passerà prima o poi da lì. Eppure nessuno parla di tutto questo, finendo per convincere il popolo che l’Europa sia un carrozzone di un’inutilità irritante, dove i soldi si buttano via insieme al tempo di chi vi lavora.
In Italia la politica sembra non avere interesse alcuno nell’Europa, le elezioni sono considerate solo come una prova politica del Governo e delle opposizioni, utile per mostrare unicamente il proprio successo sull’avversario. Quale campagna elettorale stanno facendo i partiti italiani? Si vedono gli stessi slogan e cartelloni usati un anno fa per le elezioni politiche. Nessuno si sta prodigando per convincere gli elettori a dargli fiducia, mostrando le motivazioni, i programmi e i candidati. Unica eccezione è l’Italia dei Valori, che già in aprile ha iniziato la campagna elettorale, con la presentazione dettagliata dei candidati e del programma. Dopo di lui, nessuno. Addirittura il nostro Presidente del Consiglio si candida, cercando il record delle preferenze, invitando milioni di persone a votarlo. Sapendo di non poter essere eletto (dovrebbe dimettersi da Premier, eventualità assurda) richiede agli italiani – nella pratica – di disperdere il proprio voto. Mostrando in tutta la sua chiarezza e splendore il profondo disprezzo che porta nei confronti dei suoi connazionali (puntando su candidature di facciata: con lui sono candidati La Russa, Tremonti e altri ministri) e dell’Europa. Come lui, anche Bossi (è ministro, quindi non potrà sedere a Strasburgo) e Di Pietro (è deputato), tutti leader alla caccia di voti e consensi, utili a essere sbandierati davanti alle telecamere una volta finite le elezioni.
Mentre a Strasburgo, ancora una volta, finiranno a rappresentare l’Italia veline e uomini di spettacolo, gente che usa il proprio volto per raccattare voti e del quale, sinceramente, non credo affatto potremmo esserne orgogliosi. Tanto l’Europa, per altri cinque anni, finirà nel dimenticatoio dell’opinione pubblica, ignara che lassù – a Bruxelles e Strasburgo – si prendono le vere decisioni sulla nostra quotidianità.
«
Europee 2009 – Le liste e i candidati nel collegio Italia Nord Occidentale», Markus Blog, 2 Giugno 2009
| Vota questo articolo |
  |
Ti piaciuto il Markus Blog? Vuoi rimanere aggiornato sui nuovi articoli? Abbonati ai feed:

Ultimi commenti