Bisogna andare indietro di qualche decennio, per ripercorrere questa breve storia…
Siamo verso la fine degli anni Settanta e negli USA si fa il primo grosso sforzo per far diventare popolare il calcio.
Viene, quindi, creata una lega professionistica che ha in una squadra, i Cosmos (nei quali aveva una grossa importanza l’italiano, ex bandiera della Lazio dello scudetto, Giorgio Chinaglia), la sua punta di diamante.
I Cosmos
mettono un grosso budget a disposizione della campagna acquisti, essendo decisi a diventare non solo la migliore squadra USA ma, in futuro, anche un punto di riferimento del calcio mondiale.
Problema: chi è disposto a venire a giocare in USA, anche se per tanti soldi? Le ricerche danno risultati abbastanza desolanti, dato che nessuno dei migliori giocatori del momento si dichiara attratto dai dollari, per cui il progetto dei Cosmos deve cambiare rotta.
Che fare, allora, si chiedono Chinaglia & Co.?
Presto detto, prendiamo dei giocatori dal grandissimo nome, ormai non più all’altezza di giocare ad alto livello nei contesti più competitivi e, con la loro classe, questi sicuramente saranno ancora in grado di fare la differenza. E’ così, quindi, che i Cosmos ingaggiano autentiche leggende del calcio, come Pelè, Crujiff ed altri ancora. Alcuni dei migliori giocatori della storia del calcio, quindi, si trovano nella stessa formazione: una cosa che, fosse successa qualche anno prima, avrebbe davvero catalizzato l’attenzione di tutto il mondo del calcio.
Peccato, però, che questi giocatori, nei Cosmos, vadano a firmare il loro ultimo, grosso contratto, senza essere ormai più all’altezza della loro fama.
Il progetto Cosmos, ormai si può dire con certezza, è fallito miseramente, dimostrando che il passare del tempo incide inesorabilmente su qualsiasi talento, anche se purissimo.
Ci sono, inquietantemente, diverse similitudini tra quanto fecero la lega USA ed i Cosmos e quanto stanno facendo le grandi del calcio italiano. Da diversi anni, infatti, anziché investire sui migliori giocatori in attività (si pensi a quando in Italia giocavano sostanzialmente tutti i migliori giocatori del mondo), Inter, Juve e Milan spendono soldi in giocatori dal grandissimo nome, sperando che non abbiano ancora dato tutto, lasciando agli altri campionati (spagnolo ed inglese su tutti) i giocatori migliori del momento. Si pensi che, degli ultimi nove vincitori del Pallone d’Oro, uno giochi in Brasile (Ronaldo), due in Inghilterra (C. Ronaldo ed il neoretrocesso Owen), nessuno in Spagna, Germania e Francia e ben sei in Italia (Figo, Nedved, Cannavaro appena riacquistato, Kakà, Shevchenko e Ronaldinho). A ciò si aggiungano gli acquisti di ex palloni d’oro (Rivaldo), ex galacticos (Beckham) e presenza di vice palloni d’oro (Del Piero) ed il quadro da “Cosmos” delle nostre grandi pare impietoso.
Se si guardasse, quindi, il dato numerico, si penserebbe che la qualità del campionato italiano sia altissima.
Purtroppo, però, le tristi visioni di giocatori come Figo, Shevchenko, Ronaldinho, che non sono nemmeno l’ombra di ciò che, solo pochi anni fa, sono stati dà la stessa sensazione che si provava vedendo un irriconoscibile Pelè zampettare su prati sintetici in America, lasciando interdetto chi, non avendolo visto prima, si chiedeva come fosse possibile che quello che vedeva fosse uno dei più grandi giocatori della storia del calcio, se non il più grande di tutti.
Al di là dei nomi, quindi, tolto ormai anke Kakà e forse Ibrahimovic, nessuno dei migliori venti giocatori in attività fa parte del campionato italiano, mentre, al contrario, quasi tutti i giocatori col miglior palmares si guadagnano i loro ultimi soldi nella nostra Lega, non essendo ormai più adeguati a campionati più competitivi.
Il trend, peraltro, sembra confermato dalle prime voci sul mercato 2009: la Juve prende sì Diego, ma anche il citato Cannavaro (pallone d’oro con un grande futuro alle spalle), l’Inter prende, pur parlando di un progetto a lungo termine che prevederebbe l’acquisto di giocatori con un futuro, i logori Milito, Thiago Motta e, soprattutto, pare ambisca ad acquistare due giocatori dal grandissimo nome ma “da Cosmos”, come Deco e Carvalho; nessuna notizia di sé dà il Milan, che con la perdita di Kaka ha l’ulteriormente indebolito il nostro campionato. Dal canto loro, intanto, Real Madrid e Barcellona continuano ad avere obiettivi ben più concreti, così come del resto le grandi inglesi, tra le quali il Manchester, che qualche anno fa ha fatto un’operazione davvero simbolica, venendo da noi a prendersi prima Giuseppe Rossi e poi Macheda.
Così come capitava ai Cosmos, non sono i soldi a mancare (l’Inter spenderà quest’anno, se sono vere le voci, altri ottanta milioni di euro, dopo averne spesi altrettanti la stagione scorsa, investendo quindi somme che sarebbero sufficienti a competere con le grandi d’Europa), ma il “fascino”, il prestigio che attira i giocatori che, potendo scegliere, vogliono misurarsi ai livelli più alti possibili.
Ci attende un futuro da lega USA, oppure possiamo ancora sperare in un’inversione di tendenza? Questa, per fortuna, è una domanda ancora priva di risposta: per quanto tempo ancora, però, lo sarà, prima che si inizi a parlare dei Cosmos di Milano?
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