Sul super (insignificante) tracciato di Abu Dhabi vince Vettel
Si chiude finalmente ad Abu Dhabi questo mondiale travagliato di Formula 1. Travagliato per le infinite polemiche e colpi di mano sul controllo della Federazione, i regolamenti ambigui e regolamentati solo a campionato iniziato e le pessime prestazioni delle grandi scuderie. Ad Abu Dhabi si impone la Red Bull che conquista la quarta doppietta stagionale soprattutto grazie al ritiro inaspettato di Lewis Hamilton, anche se probabilmente Vettel avrebbe vinto lo stesso. La Red Bull termina una stagione esaltante, quasi sempre al vertice ed in lotta per il titolo mondiale, premiata in una scommessa da alcuni considerata azzardata (puntare tutto sull’areodinamica grazia al genio di Adrian Newey e sui giovani). Come azzardata era parsa l’interpretazione del regolamento da parte della vecchia Honda, riveltasi poi corretta (anche se al limite) e fondamentale per portare laa nuova BrawnGP a vincere titolo piloti e costruttori.
La stagione della McLaren invece si può descrivere in una parola: sfortunata! Da metà campionato in avanti si è sempre mostrata migliori di tutti (anche di BrawnGP e Red Bull) ma ha collezionato 2 vittorie ed un solo secondo posto in otto gare. Pur avendo un vettura nettamente superiore ha chiuso il campionato costruttori al terzo posto con un solo punto di vantaggio su una Ferrari allo sbando. La Ferrari che ad Abu Dhabi ha chiuso lontana dalla zona punti (Raikkonen dodicesimo e Fisichella sedicesimo) giustificandosi che lo sviluppo di questa vettura era stato bloccato già da diverso tempo, per concentrare risorse sulla vettura del prossimo anno. Per sua fortuna si chiude un anno disastroso, con la speranza che il prossimo porti con se una vettura migliore.
Per finire due parole sul circuito di Abu Dhabi: costruito in meno di due anni nella terra del petrolio, dal solito architetto Hermann Tilke, non è solo un circuito ma ospita amalgamati tra loro un parco divertimenti (ancora in costruzione), un hotel a 5 stelle e un museo interamente dedicato alla Ferrari (su una superfice immensa, coperta da un gigantesco tetto rosso su cui campeggia il cavallino rampante). Un circuito interessante, pensato per far iniziare la gara con la luce del sole e terminarla con luce artificiale e progettato per rendere magnifiche riprese televisive. Tuttavia la gara è stata una delle più noiose degli ultimi anni, nessun sorpasso (a parte Alonso su Kobayashi e la lotta finale tra Button e Webber) e poche emozioni. Un impianto notevole e un tracciato tecnicamente per nulla interessante. Peccato!
Fisichella sulla Ferrari? A ben pensarci potrebbe essere la vera sorpresa di questo finale di stagione. E’ un pilota esperto (con alle spalle ben 225 GP e 3 vittorie), molto bravo e nonostante l’età – 36 anni – potrebbe mostrarsi più agguerrito e motivato del suo nuovo compagno di scuderia Kimi Raikkonen.
Vince la Ferrari. Finalmente!
Com’era prevedibile, il business ha vinto sullo sport, con il risultato quasi certo che per un po’ si parlerà più di performance e sorpassi che di politica. Oggi la FIA, Fédération Internationale de l’Automobile, e la FOTA, Formula One Teams Association, hanno trovato l’accordo: stesse regole del 2009 per il prossimo mondiale, niente budget cup, niente ricandidatura di Mosley ad ottobre e soprattutto niente mondiale alternativo. Di mezzo ci sta naturalmente Bernie Ecclestone che per altri quattro anni potrà continuare a gestire indisturbato i ricavi della Formula 1. E’ sua la vittoria (non perde così la gestione economica dello sport più ricco del mondo) e non del presidente della Ferrari, come scrivono i giornali. Montezemolo è riuscito ad ottenere solo la testa di Max Mosley (da subito non si occuperà più di F1 e ad ottobre, quando scade il suo mandato, non si ricandiderà). Ha ottenuto anche che i team siano più partecipi nella definizione delle regole, ha ottenuto di mantenere le regole di quest’anno. Ma l’unico che andrà a dormire davvero felice, questa sera, sarà il patron dell FOM, Formula One Management, che non ha concesso nulla e ha ottenuto comunque molto (la certezza che per altri quattro anni i team corrano sotto l’egida della FIA, conservando intatto lo sfruttamento e la gestione dei diritti commerciali). Quel vecchiaccio di un Ecclestone, che da decenni tiene in pugno il mondo della Formula 1. Non a caso sono passati piloti, direttori sportivi, squadre, costruttori, sponsor, presidenti, ma a gestire i soldi che girano e che passano, da tempo immemore, c’è – e ci sarà – sempre lui.
Vettel, Vettel, Vettel! Pole position, giro veloce e vittoria. Se a qualcuno fosse ancora sfuggito, oggi Sebastian Vettel, alla guida della Red Bull, ha voluto ricordare a tutti che il talento puro della Formula 1 è lui. Grazie ad una vettura meravigliosa, curata nei particolare, veloce ed affidabile, riapre prepotentemente il mondiale. La Red Bull oggi è stata la migliore macchina in pista, capace di staccare sensibilmente i propri avversari. Vettel gestisce sublimemente la propria gara, condotta in testa dall’inizio alla fine. Gli inseguitori non possono nulla contro le due vetture Red Bull, che hanno mostrato su questo tracciato una qualità tecnica impressionante, riuscendo a centrare la seconda doppietta stagionale. Buona la gara di Rubens Barrichello, partito secondo e giunto al traguardo sul gradino più basso del podio. Purtroppo per lui la vittoria non arriva, se davanti non c’è il suo compagno di squadra, si ritrova Vettel. Ed è il leader del mondiale, Jenson Button, il peggiore di questa domenica: perde 3 posizioni al via, fatica tutta la gara (forse per problemi alla vettura) riuscendo a conquistare solo la sesta posizione finale, prima volta fuori dai primi tre. Ottima la prova della Williams, che porta Nico Rosberg quinto al traguardo, subito dietro al ferrarista Massa. La Toyota, dopo l’ottimo avvio stagionale, continua la propria serie negativa di performance, portando Trulli settimo e Glock nono.






