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Sul super (insignificante) tracciato di Abu Dhabi vince Vettel

1 Novembre 2009 Markus 3 commenti

f109-abudhabiSi chiude finalmente ad Abu Dhabi questo mondiale travagliato di Formula 1. Travagliato per le infinite polemiche e colpi di mano sul controllo della Federazione, i regolamenti ambigui e regolamentati solo a campionato iniziato e le pessime prestazioni delle grandi scuderie. Ad Abu Dhabi si impone la Red Bull che conquista la quarta doppietta stagionale soprattutto grazie al ritiro inaspettato di Lewis Hamilton, anche se probabilmente Vettel avrebbe vinto lo stesso. La Red Bull termina una stagione esaltante, quasi sempre al vertice ed in lotta per il titolo mondiale, premiata in una scommessa da alcuni considerata azzardata (puntare tutto sull’areodinamica grazia al genio di Adrian Newey e sui giovani). Come azzardata era parsa l’interpretazione del regolamento da parte della vecchia Honda, riveltasi poi corretta (anche se al limite) e fondamentale per portare laa nuova BrawnGP a vincere titolo piloti e costruttori.

La stagione della McLaren invece si può descrivere in una parola: sfortunata! Da metà campionato in avanti si è sempre mostrata migliori di tutti (anche di BrawnGP e Red Bull) ma ha collezionato 2 vittorie ed un solo secondo posto in otto gare. Pur avendo un vettura nettamente superiore ha chiuso il campionato costruttori al terzo posto con un solo punto di vantaggio su una Ferrari allo sbando. La Ferrari che ad Abu Dhabi ha chiuso lontana dalla zona punti (Raikkonen dodicesimo e Fisichella sedicesimo) giustificandosi che lo sviluppo di questa vettura era stato bloccato già da diverso tempo, per concentrare risorse sulla vettura del prossimo anno. Per sua fortuna si chiude un anno disastroso, con la speranza che il prossimo porti con se una vettura migliore.

Per finire due parole sul circuito di Abu Dhabi: costruito in meno di due anni nella terra del petrolio, dal solito architetto Hermann Tilke, non è solo un circuito ma ospita amalgamati tra loro un parco divertimenti (ancora in costruzione), un hotel a 5 stelle e un museo interamente dedicato alla Ferrari (su una superfice immensa, coperta da un gigantesco tetto rosso su cui campeggia il cavallino rampante). Un circuito interessante, pensato per far iniziare la gara con la luce del sole e terminarla con luce artificiale e progettato per rendere magnifiche riprese televisive. Tuttavia la gara è stata una delle più noiose degli ultimi anni, nessun sorpasso (a parte Alonso su Kobayashi e la lotta finale tra Button e Webber) e poche emozioni. Un impianto notevole e un tracciato tecnicamente per nulla interessante. Peccato!

Brawn e Button sul tetto del mondo

18 Ottobre 2009 Markus 2 commenti

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Per l’ennesima volta, il GP di Interlagos assegna entrambi i titoli iridati: Jenson Button e la BrawnGP campioni del mondo, rispettivamente, piloti e costruttori. Una gara che regala le proprie emozioni nel primo giro di gara: Kovalainen tocca Hamilton e finisce in testa coda, costringendo Fisichella al fuori pista. Raikkonen prova il sorpasso a Webber che gli chiude la traiettoria e gli danneggia l’alettone anteriore. Sutil spinge fuori pista Trulli, che sbanda e sbatte contro il muro. Con loro fuori anche Alonso colpito dalla vettura impazzita del tedesco. Una piccola carambola che regala a Button la nona posizione. Finirà quinto, con Barrichello ottavo e Vettel quarto. Il titolo piloti è matematicamente suo.

Ottima la gara dell’inglese, che ha saputo tirare fuori il carattere perso dopo la prima parte del mondiale. Ha messo a segno quattro sorpassi da campione (Grosjean, Nakajima, Kobayashi e Buemi) e gestito una gara difficile in modo perfetto. Sfortunata la gara del suo compagno di squadra, Rubens Barrichello, protagonista di un avvio di gara fantastico e poi intrappolato in una sessione dalle prestazioni non entusiasmanti fino alla foratura inspiegabile con conseguente perdita del terzo posto. Avrebbe potuto essere la sua gara, con la quale riaprire il mondiale e sognare l’incoronamento meritatissimo ad Abu Dhabi. Peccato! Sfortunato anche Kimi Raikkonen, al via è formidabile: dal quinto al terzo posto (superati Trulli e Sutil). Se non fosse stato per la manovra scorretta di Webber (secondo in quel momento) avrebbe chiuso certamente sul podio e forse anche sul gradino più alto. Invece è ultimo dopo due giri e chiude sesto. Anonima invece la prestazione dell’altro ferrarista, arrivato undicesimo alla fine. Bisogna dirlo, Fisichella è stato un fiasco totale, quasi più del povero e maltrattato Badoer.

Webber, a parte la nota negativa del contatto con Raikkonen, si comporta sempre bene in gara. Gestisce ottimamente la corsa e l’altalena dei pit-stop, vincendo il Gran Premio davanti ad un grandissimo Robert Kubica. Ancora più entusiasmante la gara di Hamilton, partito diciottesimo si avvantaggia degli scontri iniziali e termina sul podio. Posizione che regala alla McLaren il momentaneo terzo posto nella classifica costruttori: 71 punti contro i 70 della Ferrari, ad Abu Dhabi lo scontro finale. Punti che fanno sorridere quelli delle due protagoniste indiscusse del mondiale: la Red Bull (135.5 punti) e la BrawnGP (161). Ad una gara dalla fine bisogna riconoscere i meriti e le capacità di un uomo abilissimo nelle strategie e nelle interpretazioni dei regolamenti, capace di portare una scuderia nata dalle ceneri della sfortunatissima Honda ad affrontare una stagione da prima della classe. La vittoria della BrawnGP quanto quella di Button è merito di una persona non qualunque, capace di vincere sette titoli costruttori negli ultimi dieci anni (suo il merito – tanto quanto Schumacher, Todt e Byrne – dei sei titoli consecutivi della Ferrari e del doppio successo del tedesco in Benetton nel 1994 e 1995). Ross Brawn è stato l’unico e vero protagonista di questa stagione.

Le Brawn ritrovate e la piccola Force India, per un finale di stagione scoppiettante

13 Settembre 2009 Markus 1 commento

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Un Gran Premio d’Italia sorprendente. Delude Vettel – che a Monza lo scorso anno aveva centrato la sua prima vittoria con la Toro Rosso – protagonista di una gara anonima e nervosa – tanto da spingere al limite del regolamento Fisichella contro il muro – finita in ottava posizione (un solo punto per lui). Insieme a Vettel delude la Red Bull – Mark Webber è ritirato al primo giro – mai all’altezza dei propri avversari, sempre superiori per tutto il week-end. Mi riferisco soprattutto alla McLaren, che nonostante abbia raccolto solo 3 punti – grazie alla sesta posizione di Kovalainen – si è mostrata come la migliore vettura di questo finale di campionato. Nonostante la sfortuna – in Belgio Hamilton fuori al primo giro, qui in Italia fuori all’ultimo giro – è apparsa la numero uno, la vettura più completa e performante nelle ultime quattro gare. Anche se, nonastante l’errore alla seconda di Lesmo, Hamilton avrebbe comunque pagato la stategia superiore di Ross Brawn (al momento del testa-cosa era terzo). Vince Barrichello – impeccabile la sua gara – seguito dal leader del mondiale Jenson Button. Comunque vada a finire questo mondiale, Ross Brawn ha già messo le mani sul titolo, con i due suoi piloti a contendersi la vittoria finale (distaccati di soli 14 punti). Quella di Monza è stata una prova di superiorità e un ko tecnico della Red Bull, che saluta definitivamente i propri sogni iridati.

Finisce la propria gara ai piedi dela zona punti Fisichella, protagonista di una gara difficile ma ben condotta. Aspettarsi di meglio era difficile, ma già dalla prossima gara potrà mostrare il proprio potenziale, avendo ormai preso la mano su una vettura molto diversa da quella precendete. E quella precendete era la Force India, che ripete il miracolo fatto a Spa (secondo posto di Fisichella) con uno splendido ed inaspettato quarto posto di Adrian Sutil, arrivato al traquardo dopo una gara sempre nella scia degli scarichi di Raikkonen. La Force India ha trovato l’equilibrio e l’assetto giusto per competere alla zona punti (mai raggiunta in tutto il campionato) e provare qualche scherzetto ale grandi squadre.

Con la McLaren al top, la Ferrari ritrovata, la BrawnGP e la Red Bull a contendersi il mondiale, la Force India nela ruolo del piccolo prodigio e la Renault affamata di buone prestazioni, cominciano ad essere in tante (forse troppe?) le vettura a contendersi le vittorie delle ultime quattro gare, in un finale di stagione che si preannuncia scoppiettante, all’altezza degli ultimi due anni.

Fisichella alla guida della Ferrari

4 Settembre 2009 Markus Lascia un commento

f12009-fisichellaFisichella sulla Ferrari? A ben pensarci potrebbe essere la vera sorpresa di questo finale di stagione. E’ un pilota esperto (con alle spalle ben 225 GP e 3 vittorie), molto bravo e nonostante l’età – 36 anni – potrebbe mostrarsi più agguerrito e motivato del suo nuovo compagno di scuderia Kimi Raikkonen.

Largo dunque al pilota italiano e credo di non esagerare troppo nel dire che farà meglio di quanto fatto fino ad ora dal finlandese: darà un contributo determinante alla difesa della terza posizione nel campionato costruttori. Forse i suoi primi punti potrebbero arrivare già a Monza, sulla pista di casa, anche se come scenario è piuttosto improbabile. La vittoria iridata invece, credo rimarrà solamente un sogno.

Un pensiero anche a Badoer, in queste settimane troppo maltrattato. E’ un ottimo pilota, dalla guida pulita ed impeccabile. E’ stato buttato nella mischia dei GP senza colpe. La Ferrari ha commesso l’ennesimo errore fatale di questa stagione, schierando nella pratica una sola vettura negli ultimi 3 gran premi, un errore che – probabilmente – pagherà caro nella propria lotta al terzo posto.

A Spa solo una gara anomala

30 Agosto 2009 Markus 1 commento

0KP71K3A--620x300Vince la Ferrari. Finalmente!

Dopo 9 gare consecutive sempre a punti, le ultime 4 delle quali sempre sul podio, la Ferrari riesce a riconquistare la vittoria grazie a Kimi Raikkonen, sul difficile quanto stupendo circuito di Spa Francoshamp. Un gran premio anomalo, dove gli ultimi di questo mondiale anomalo si sono ritrovati primi: la Ferrari vince, la Force India seconda, poi – dopo Vettel ottimo terzo – la BMW. Un’anomalia chiara già dopo le qualifiche: terza la BMW (che ha già annunciato il ritiro dalle corse a fine stagione), seconda la Toyota (che al ritiro ci sta seriamente pensando) e prima la Force India (l’unica squadra ad avere più creditori che tifosi). Faticano invece Webber (fuori dalla zona punti), la BrawnGP (Button fuori al primo giro, Barrichello immobile alla partenza recupera un ottimo settimo posto) e la McLaren (Hamilton fuori al primo giro suo malgrado e Kovalainen sesto) che è risultata la più competitiva negli ultimi due gran premi.

Vedere Raikkonen lottare con una Force India tutta la gara permette di comprendere a pieno quanto anomalo sia stato il GP del Belgio. La Ferrari si gode la prima vittoria stagionale (probabilmente rimarrà l’unica) e si prepara a difendere coi denti il terzo posto nella classifica costruttori dall’agguato della McLaren, distaccata per ora di soli 12 punti. Le prossime gare riporteranno lo status quo stagionale nella Formula 1, con BrawnGP e Red Bull (e McLaren terza incomoda) a giocarsi le vittorie. A Monza il favorito è Vettel (qui, lo scorso anno, la sua prima vittoria in F1) ma la partita è aperta.

Intanto giovedì si saprà qualcosa di definitivo sulla seconda guida alla Ferrari. Luca Badoer è un uomo chiave nella scuderia, conosce a perfezione le dinamiche della squadra. Ha anche una tecnica di guida eccellente, una traiettoria perfetta, zero sbavature ed una guida pulitissima. Peccato che il feeling con la vettura sia pessimo e perda oltre un secondo al giro. Probabilmente sarà ancora lui il compagno di Raikkonen, ma tutto dipenderà dagli effettivi tempi di recupero di Felipe Massa: un campione – come Alonso o Kubica – non accetterà di essere una semplice riserva per una o due gare. Diverso lo scenario se l’assenza del brasiliano dovesse prolungarsi: Kubica potrebbe prendere il suo posto fino a fine stagione e guidare l’ipotetica terza vettura il prossimo anno.

Dietro front: nel 2010 si farà un solo mondiale

24 Giugno 2009 Markus Lascia un commento

f12009-pacefatta Com’era prevedibile, il business ha vinto sullo sport, con il risultato quasi certo che per un po’ si parlerà più di performance e sorpassi che di politica. Oggi la FIA, Fédération Internationale de l’Automobile, e la FOTA, Formula One Teams Association, hanno trovato l’accordo: stesse regole del 2009 per il prossimo mondiale, niente budget cup, niente ricandidatura di Mosley ad ottobre e soprattutto niente mondiale alternativo. Di mezzo ci sta naturalmente Bernie Ecclestone che per altri quattro anni potrà continuare a gestire indisturbato i ricavi della Formula 1. E’ sua la vittoria (non perde così la gestione economica dello sport più ricco del mondo) e non del presidente della Ferrari, come scrivono i giornali. Montezemolo è riuscito ad ottenere solo la testa di Max Mosley (da subito non si occuperà più di F1 e ad ottobre, quando scade il suo mandato, non si ricandiderà). Ha ottenuto anche che i team siano più partecipi nella definizione delle regole, ha ottenuto di mantenere le regole di quest’anno. Ma l’unico che andrà a dormire davvero felice, questa sera, sarà il patron dell FOM, Formula One Management, che non ha concesso nulla e ha ottenuto comunque molto (la certezza che per altri quattro anni i team corrano sotto l’egida della FIA, conservando intatto lo sfruttamento e la gestione dei diritti commerciali). Quel vecchiaccio di un Ecclestone, che da decenni tiene in pugno il mondo della Formula 1. Non a caso sono passati piloti, direttori sportivi, squadre, costruttori, sponsor, presidenti, ma a gestire i soldi che girano e che passano, da tempo immemore, c’è – e ci sarà – sempre lui.

Nel 2010 correranno le stesse dieci squadre di quest’anno, con l’aggiunta di Campos Grand Prix, Manor Grand Prix e Team Us F1.


La notizia, su Gazzetta della Sport: «FIA-FOTA, la pace è fatta. Nel 2010 un solo mondiale»

Vettel riapre il campionato

21 Giugno 2009 Markus Lascia un commento

f1_2009_vettelVettel, Vettel, Vettel! Pole position, giro veloce e vittoria. Se a qualcuno fosse ancora sfuggito, oggi Sebastian Vettel, alla guida della Red Bull, ha voluto ricordare a tutti che il talento puro della Formula 1 è lui. Grazie ad una vettura meravigliosa, curata nei particolare, veloce ed affidabile, riapre prepotentemente il mondiale. La Red Bull oggi è stata la migliore macchina in pista, capace di staccare sensibilmente i propri avversari. Vettel gestisce sublimemente la propria gara, condotta in testa dall’inizio alla fine. Gli inseguitori non possono nulla contro le due vetture Red Bull, che hanno mostrato su questo tracciato una qualità tecnica impressionante, riuscendo a centrare la seconda doppietta stagionale. Buona la gara di Rubens Barrichello, partito secondo e giunto al traguardo sul gradino più basso del podio. Purtroppo per lui la vittoria non arriva, se davanti non c’è il suo compagno di squadra, si ritrova Vettel. Ed è il leader del mondiale, Jenson Button, il peggiore di questa domenica: perde 3 posizioni al via, fatica tutta la gara (forse per problemi alla vettura) riuscendo a conquistare solo la sesta posizione finale, prima volta fuori dai primi tre. Ottima la prova della Williams, che porta Nico Rosberg quinto al traguardo, subito dietro al ferrarista Massa. La Toyota, dopo l’ottimo avvio stagionale, continua la propria serie negativa di performance, portando Trulli settimo e Glock nono.

Ottima invece la prova della Ferrari che riesce a tenere finalmente lo stesso passo di gara delle prime della classe. Kimi Raikkonen si ritrova avanti di ben 4 posizioni dopo la partenza – grazie al kers – ma termina solo ottavo dopo essere rimasto imbottigliato nel traffico di metà gara. Splendida invece la gara di Felipe Massa: parte bene, recupera secondi preziosissimi prima di entrare ai box grazie alla vettura leggera, supera Rosberg nel gioco delle soste e finisce quarto (era partito undicesimo), a soli 4 secondi da Barrichello. Si segnalano invece le pessime gare di McLaren (Hamilton sedicesimo, Kovalainen ritirato), BMW (Kubica tredicesimo, Heidfeld quindicesimo) e Renault (Piquet dodicesimo, Alonso quattordicesimo).

A Silverstone si è corso, il 13 Maggio 1950, il primo Gran Premio di Gran Bretagna di Formula 1 valido per il Campionato mondiale. Quello di oggi potrebbe essere l’ultima gara di Formula 1 sul circuito inglese, in quanto delle banalissime questioni hanno convinto il padrone del circus Bernie Ecclestone a spostarsi, dal 2010 e per almeno dieci anni, a Donington Park. Ma il popolo di Silverstone non piange solo la perdita del Gran Premio ma – forse – anche la morte della Formula 1. Proprio qui, dove questo sport – possiamo dire – è nato, questo stesso sport ha deciso di morire. Parlo dei litigi (infantili) tra FIA e FOTA, tra la Federazione e i concorrenti. La settimana di comunicati, colpi di scena e azione legali è terminata con l’annuncio dei costruttori di aver rotto ogni rapporto con la Federazione e di creare – a partire dal prossimo anno – un proprio campionato alternativo, autogestito. Parlare di queste scelte richiederebbe troppo tempo, per analizzare tutti i protagonisti e i loro comportamenti. Di certo quattro di questi sono più in vista di altri, come il presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo e il presidente FIA Max Mosley: i due si odiano personalmente e questa settimana l’italiano potrebbe riuscire ad avere la testa di Mosley. Il 26 infatti si vota una mozione di sfiducia a Mosley presentata dai team dall’esito incerto: Mosley dovrebbe rimanere al comando della Federazione e non escluso neppure che riesca ad essere rieletto ad ottobre. Potremmo poi chiederci quanto ha inciso Briatore in questa spaccatura e la sua fame di potere. Rimane per ora in disparte e in un curioso silenzio Bernie Ecclestone, il vecchietto che controlla – nella pratica – la Formula 1. Difficile spiegare la sua assenza in questo battibecco cruciale per il futuro della F1: doveva mediare e lo ha fatto mediamente male. Forse c’è sotto qualcosa che a noi non è dato sapere, oppure si sta solo mostrando più saggio di tutti gli altri. Per trovare l’accordo c’è tempo, per risolvere le questioni legali anche, per i soldi il tempo lo trovano sempre. Probabilmente il Campionato Alternatico si farà, io ho parecchi dubbi sull’effettiva bontà del progetto, ma bisogna aspettare notizie più dettagliate per commentare. Nel frattempo la Formula 1 si goda il suo nuovo e piccolo re tedesco.

   


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Button e Brawn padroni del mondiale, nonostante un’ottima Ferrari

25 Maggio 2009 Markus Lascia un commento

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Proprio dalla pista storicamente ostica, viene la prima prestazione ai massimi livelli della Ferrari in questa stagione. Solo una brutta partenza e un tentennamento dei meccanici durante il pit-stop rilegano Kimi Raikkonen al terzo posto, comunque autore di un’ottima prestazione. L’altro ferrarista, Felipe Massa, coglie l’occasione al via, attacca Vettel ai primi giri e nonostante un errore – che gli costa la posizione a favore di Rosberg – chiude quarto grazie ad un’ottima strategia dei box. Nonostante la prima parte di gara in salita riesce a chiudere a soli 17 secondi da Button. La Ferrari ha dimostrato di essere riuscita a recuperare il pesante gap tecnico che aveva nei confronti della BrawnGP, ha superato e battuto la Red Bull – che comunque ha sofferto di una pista poco adatta alla sua aereodinamica – e ha conquistato la quarta piazza del mondiale costruttore. Le pessime prestazioni di McLaren e Bmw rendono bene l’idea: tutte e tre le squadre hanno subito l’avvio di mondiale con regole tecniche diverse, al momento solo la Ferrari ha reagito, mostrando i muscoli e le proprie potenzialità. Montecarlo ha visto le diverse prestazioni delle Ferrari (con i suoi piloti terzo e quarto), la McLaren (con Hamilton 12° e doppiato, Kovalainen ritirato) e la Bmw (Heidfeld 11°, Kubica ritirato).

Nel Gran Premio del Principato, è stata principesca la prova di Jenson Button. Partenza perfetta, condotta esemplare, ritmo di gara ottimo, nessun errore. Mettici poi una vettura che tecnicamente è la migliore e un super stratega come Ross Brawn, a questo punto – dopo sole 6 gare – il mondiale sembra già chiuso. Con 40 punti di vantaggio sul primo big (Alonso) e 28 su Vettel sembra difficile una rimonta, anche per la Ferrari. Difficilmente il titolo mondiale avrà contendenti diversi dal pilota inglese, ma l’ottima prestazione mostrata dalla scuderia italiana fa credere che la seconda parte della stagione sia più divertente (e vittoriosa) di quello visto fin qui.

Ferrari, in Spagna solo un misero saltino. Ed ora il circus verso la chiusura?

15 Maggio 2009 Markus Lascia un commento

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Il Gran Premio di Spagna doveva essere per la Ferrari il punto di svolta per la stagione. La nuova macchina doveva competere con le Red Bull e soprattutto con le Brawn, dovevamo rivedere un ferrarista sul podio e riaccendere le speranze per il mondiale. Eppure, nonostante queste promesse, abbiamo avuto Raikkonen fuori dalla qualifica dopo la prima sessione e poi ritirato dalla gara, Massa che raccoglie 3 punti (per lui i primi di questa stagione), facendosi superare negli ultimi due giri da Vettel ed Alonso. Certo non è colpa sua, la macchina ha funzionato bene, ha saputo competere quasi ad armi pari con le Red Bull. Ed è proprio qui che sorge la domanda: dov’è finita la Scuderia Ferrari? Non intendo la macchina e neppure i piloti. Intendo la squadra, coloro che hanno caratterizzato la Ferrari negli ultimi dieci anni. Due errori di valutazione in qualifica (prima con Massa e poi con Raikkonen) su cinque gare, strategie di gara pessime, l’affidabilità che è degna della (ormai defunta) Minardi. Con la gara in Spagna la Ferrari ha chiuso il proprio mondiale, ormai non ci crede più. Una rimonta sarebbe straordinaria, ma la Ferrari ormai non ci crede più.

Chi ci crede ora, e fa bene a farlo perché ne ha le potenzialità, è Sebastian Vettel. Una macchina veloce – anche se non ancora superiore alla BrawnGP – e un talento invidiabile. Purtroppo alla partenza sul circuito di Barcellona ha preferito rallentare Massa, facendosi passare dal ferrarista e subendo così per tutta la gara i limiti della sua vettura. In caso contrario avrebbe potuto tranquillamente vincere la corsa. Chi la corsa l’ha persa davvero è Rubens Barrichello, vittima di Ross Brawn e della sua strategia a tre soste.

Ed ora per la Formula 1 si preannunciano settimane calde, non i prossimi Gran Premio (il prossimo a Montecarlo, dove la Ferrari potrebbe trovare la prima vittoria) ma la disputa tra Mosley e i principali team. Non esiste solo la Ferrari pronta a lasciare se il regolamento proposto dal Presidente della FIA passasse così com’è, ma anche Mercedes, Bmw, Renault, Red Bull e Toyota sono pronte a seguire a ruota la scuderia italiana. Insomma quasi tutte le squadre. Se il regolamento – a questo punto solo un capriccio di Mosley – dovesse passare, al circus non rimarrebbe altra via della chiusura. Non servono oracoli per capire cosa succederà: gli interessi economici prevarranno, così come il buon senso. Un regolamento radicale che non serve a questo sport sarà presto dimenticato e il prossimo anno vedremo ancora la Ferrari (e tutti gli altri team) gareggiare – si spera – per la vittoria.

Mai una F1 senza Ferrari

5 Maggio 2009 Markus Lascia un commento

Probabilmente ero uno dei pochi, ma credevo ancora nelle potenzialità intellettive del Presidente della FIA Max Mosley. In fondo molte delle modifiche al regolamento degli ultimi due o tre anni hanno restituito un po’ di suspance e spettacolo alla Formula 1. Non certo mancate le scivolate molte brutte, come la pessima gestione della spy-story tra McLaren e Ferrari di due anni da. Ma anche i migliori possono sbagliare. Di certo non mi ha interessato minimamente il suo scandalo privato dai colori sadomano, in fondo ognuno è libero di fare ciò che più gli garba nel proprio privato. Credevo che, nonostante tutto, la FIA fosse in mani buone. Magari non ottime, non il meglio sul mercato, ma comunque buone. Beh, mi sono ricreduto e ad oggi Mosley ha perso anche la mia fiducia (non che gliene freghi un granchè, lo so). Quell’uomo impersona la cretineria – per non andare sul pesante, eh – allo stato puro.

Passi anche la scellerata riforma del tetto ai budget, in vigore forse già dal 2010. Avrebbe ricadute pesanti sullo sport, niente più ricerca tecnologica, niente più grandi costruttori disposti ad investire il proprio bagaglio tecnico in Formula 1. E’ una proposta tanto assurda quanto stupida che ha pari probabilità di essere bocciata o promossa. Ma il punto più basso lo ha toccato quando ha risposto all’ultimatum di Montezemolo – che minacciava un ritiro della scuderia italiana – sostenendo che la Formula 1 può fare a meno della Ferrari. Sarebbe come dire che una pista da sci può fare a meno della neve. Pura idiozia. La Ferrari è la Formula 1. E la Formula 1 non sarebbe probabilmente tale senza la Ferrari.

Quale altra scuderia ha sparsi per il mondo un numero così massiccio di tifosi? Nessuna, a parte la Ferrai. Schiere di appassionati che seguono il cavallino rampante in ogni corsa, sia essa felice o dolorosa, come quest’inizio di campionato. Nessun’altra scuderia può vantare un attaccamento simile dei propri tifosi. In realtà nessuna scuderia può vantare tifosi, ad eccezione della McLaren – altra storica scuderia – e di qualche nostalgico della Williams. Che mondiale sarebbe senza Ferrari? Un mondiale deprimente, vuoto ed insignificante. Mosley non si rende conto di quanto deve alla Ferrari. Oppure se ne rende conto, e torniamo all’inizio di questo post: quell’uomo è proprio cretino!