L’Associazione Telefono Difesa Animali è un organismo formato da volontari che si occupa principalmente della difesa e tutela degli animali domestici (anche randagi) e di tutti i problemi relativi alla loro vita ed alla loro salute.
La vittoria della coalizione di Centro-Destra alle ultime Elezioni Politiche mi offre lo spunto per chiedermi: dove sono finiti i valori? E’ difatti evidente, che per definizione o necessità, i valori siano estranei ai partiti che ci governeranno i prossimi cinque anni. Esaminiamo uno per uno i partiti che compongono la maggioranza di Governo. La Lega Nord, per definizione, non è un movimento politico valoriale, è un movimento programmatico che si pone l’obiettivo di portare il federalismo, per permettere al Nord di essere indipendente e sovrano. Non difende ne segue alcun valore, lascia libertà di pensiero - su questi temi- ai propri iscritti e propri parlamentari. Di certo non avrebbe alcun senso votare Lega per difendere i propri valori, qualunque essi siano. Per averne la conferma è sufficente ripensare alla campagna elettorale, gli unici argomenti trattati sono stati il federalismo, l’assistenzialismo per Malpensa, meno tasse per il Nord e la sicurezza (più sicurezza uguale meno immigrati secondo il credo leghista).
Se passiamo al partito di Berlusconi la mancanza è ancora più evidente. Alleanza Nazionale, per quanto fossero discutibili, aveva dei valori in cui credere e da difendere. Forza Italia era nata come ufficio di marketing, il migliore in grado di vendere sogni in cambio di voti, dove nella nostra democrazia - che tale non è - i voti equivalgono al potere. Nell’inverno del 2008 Silvio Berlusconi, capo supremo del centro-destra, prende la grande decisione: comprare Alleanza Nazionale, ingrandendosi in vista delle elezioni politiche ormai prossime a venire. L’operazione si può dire splendidamente riuscita, AN è stata interamente ripulita di tutte quelle sciocchezze chiamate idee, valori, storia.
Nella coalizione che ha governato dal 2001 al 2006 vi era, oltre AN, anche l’UDC che si proponeva come difensore di valori, per quanto questi possano essere discutibili. Con la svolta di Berlusconi anche questo movimento - avendo rifiutato di svendersi - è stato escluso, liberando così il centro-destra da ogni possibile noia legata alla difesa di valori.
Vi è un valore che dovrebbe essere comune a tutte le forze politiche, di destra e di sinistra: la libertà. La libertà di pensiero, la libertà di espressione, la libertà di decidere, la libertà di essere liberi. La libertà, in uno stato civile passa anche per la giustizia. Un paese che non è giusto non è libero. Evidentemente gli italiani non la pensano in questo modo, ne è la conferma il risultato delle Elezioni Politiche.
Oggi lunedi 28 Aprile si è compiuto l’ultimo atto di un 2008 disastroso. Come circa 1600 anni fa Roma cadde per la prima volta per mano dei barbari dopo aver dominato il mondo, ecco che seppur sotto altre sembianze essi sono tornati a Roma. I barbari di oggi non sono più i Visigoti di Alarico, gli Unni di Attila o gli Eruli di Odorico. Hanno una forma molto più sottile, strisciante, una forma che ricorda molto una fiamma tricolore e una camicia nera, una forma che ricorda l’odio razziale e il disprezzo per la cultura tipica della destra. Oggi lunedi 28 Aprile Roma è caduta ancora una volta, e non per mano barbara o nemica, ma per mano del popolo romano, quello stesso popolo che nel risorgimento e durante la resistenza diede mostrare dei veri valori in cui crede il popolo romano e italiano, i valori di libertà, fratellanza e democrazia, quello stesso popolo che nel 1849 si immolò contro lo straniero per la causa della repubblica romana, ma adesso sembra che tutto ciò sia svanito nell’oblio, nella nebbia dei ricordi e delle menti dei pochi anziani che ancora ricordano. Roma ha dimenticato, ha dimenticato quei 335 uomini che il 24 Marzo del 1944 vennero trucidati dalle truppe naziste del terzo Reich con la complicità dell’apparato fascista, i cui eredi sono saliti oggi al Campidoglio. O Roma, tu che dominasti il mondo conosciuto ancora una volta sei caduta sotto il giuoco del razzismo e del fanatismo nazionalistico, ma io come italiano, memore degli insegnamenti che mi hai dato con la tua gloriosa storia, confido che ancora una volta saprai alzarti e liberarti da coloro che disprezzano la libertà e la cultura, da coloro che sessant’anni fa non si fecero scrupolo a essere complici nell’omicidio di 335 tuoi cittadini. Alzati lupa e combatti, e mostra al mondo cosa sei davvero.
Le elezioni politiche 2008 hanno segnato un radicale e profondo cambiamento nel panorama politico italiano. La terza vittoria in 15 anni di Berlusconi, il ritorno ai grandi numeri della Lega Nord, la falsa partenza del Partito Democratico. Una semplificazione del Parlamento: cinque partiti, meno di quelli che costituivano la sola maggioranza di Governo degli ultimi 14 anni (5 per Berlusconi I e Prodi I, 6 per D’Alema,Amato e Berlusconi II, 8 per Prodi II). La scomparsa - dopo 122 anni - dei socialisti, annientati sotto l’un percento, e dei comunisti, distrutti dal percorso riformista di Veltroni.
In parallelo all’analisi di Paolo Mieli sul Corriere della Sera (leggi l’articolo), ad una settimana dal voto, eccovi le Elezioni Politiche viste da me!
Con lo spoglio delle schede proceduto in slow mode, si è giunti ai risultati definitivi delle Elezioni mministrative di Brescia: Adriano Paroli, candidato Sindaco per il Centro-Destra, evita il ballottaggio e si aggiudica la poltrona. Con il 51.4% batte lo sfidante di Centro-Sinistra Emilio del Bono che si ferma al 35.76%. La seguace di Corsini, la socialista Laura Castelletti, prende il 6.6% e Francesco Onofri, candidato con una civica, prende il 2.63% battendo Diego Zarneri che supera l’un percento. Tutti gli altri candidati sono sotto il punto percentuale! Da sagnalare il sorpasso di Carretta su de Gasperi, che con 157 voti a 154 evita l’ultimo posto!
Il Popolo della Libertà è primo partito cittadino - con il 28.31% dei voti - seguono Partito Democratico con il 27.92% e Lega Nord con il 15.82%. Entrano in consiglio il Popolo delle Libertà (con 14 seggi), il Partito Democratico (11 più Emilio del Bono), la Lega Nord (8), l’UDC (2), Partito Socialista (1 più la Castelletti), Italia dei Valori e Sinistra Arcobaleno (1 ciascuno).
Buon lavoro dunque a Paroli e alla sua giunta, nella speranza che le tante cose positive fatte dal Governo cittadino guidato da Paolo Corsini siano continuate.
E’ il titolo di Liberation, giornale francese, che nella sua home page ha commentato così la vittoria di Silvio Berlusconi alle elezioni politiche: L’Italie à la botte de Berlusconi. Quali parole potrebbero essere più chiare di queste?
E’ bello vedere una nazione così solidale, così unita al voto. Vedere che c’è tanta gente che ha cuore il destino, la felicità e gli interessi di Berlusconi. Ora vedremo cosa ne sarà delle tante promesse fatte.
Trionfo della Lega Nord che governerà i prossimi cinque anni accontentandosi delle briciole. In fondo se hai firmato un contratto di sottomissione puoi anche avere il doppio dei numeri, ma rimani sottomesso. Contro Berlusconi non si scherza, la Lega può far silenzio e ubbidire oppure passare sotto i riflettori diffamatori dei media berlusconiani italiani e crollare una seconda volta. I dirigenti della Lega Nord - Bossi in primis - hanno una responsabilità troppo grande da gestire, come 12 anni fa. Sono sicuro che andranno ancora nella direzione sbagliata.
Entra in Parlamento anche l’UDC che non il 5% batte Conto Arancio. A Cuffaro avevano suggerito cinque anni di fresco, i tecnici si stanno già mobilitando: instelleranno l’aria condizionata.
Cresce l’Italia dei Valori, l’unico partito che meritasse il mio voto. Cresciuto quasi due volte e mezzo dalle passate consultazioni è stato premiato per aver delle idee serie e difenderle con onestà. Forse ci sono più italiani che han capito che per governare non bisogna saper necessariamente vendere!
Quanto al vero sconfitto di queste Elezioni Politiche, Walter Veltroni, speriamo che continui nel suo cammino riformista e non decida di tornare indietro a comunicare con la sinistra comunista. La stessa Sinistra che è caduta in modo inaspettato e devastante, senza conquistare un solo seggio. Credo che non se ne sentirà la mancanza.
In questa grigia giornata di primavera rimane comunque accesa una speranza. Forse quando questa pessima pagina della politica sarà terminata, dopo affari d’oro e sentenze truccate, forse qualcuno non avrà più necessità di rimanere e si farà da parte. Lasciando ai posteri un’eredità pesante.
Termina, a pochi giorni dal voto, il mio viaggio tra i partiti, le liste, i candidati che si presentano ed aspirano a governare il nostro paese per i prossimi (si spera) cinque anni. L’ultimo di questi post è sulla lista di Antonio Di Pietro, l’Italia dei Valori, unica alleata del Partito Democratico a sostegno di Walter Veltroni.
La giornata del 13-14 Aprile sarà Election Day, oltre alle elezioni politiche saranno protagoniste le elezioni amministrative che coinvolgono anche la mia Brescia. Da pochi giorni ho scoperto che i candidati sono una miriade (ben undici) e il numero di liste fa pensare ad un’ammucchiata (addirittura ventitre!). Tutti contro tutti, alla conquista della Poltrona.
Navigando sul portale web del Comune di Brescia (www.comune.brescia.it) in cerca di informazioni sulle imminenti elezioni amministrative, mi sono imbattuto su alcuni allegati, presenti su ogni pagina dei candidati sindaco, che riportano i bilanci preventivi di spesa per la campagna elettorale. Mi sono così chiesto, quanto costa diventare sindaco?
La Lega Nord per l’Indipendenza della Padania corre a fianco del pentolone chiamato Popolo della Libertà, solo nelle circoscrizioni del Nord, a sostegno di Silvio Berlusconi.
La tornata elettorale di quest’anno sarà una grande adunata di partiti, programmi, simboli e candidati. Se da una parte c’è il solito Silvio Berlusconi, dall’altra si presenta uno che nuovo non è ma si sta impegnando molto per apparire tale. Sorprendentemente (e finalmente, aggiungo) il nuovo movimento del centro-sinistra si presenta staccato dalla sinistra estrema: alleato del solo partito di Antonio Di Pietro, il Partito Democratico candida a Presidente del Consiglio Walter Veltroni.