Dal congresso-show, Silvio incoronato imperatore
Ogni formazione politica che si rispetti ha i suoi Padri della Patria. Una galleria di personaggi da cui trarre ispirazione. Al PdL di padre ne basta uno: Bettino Craxi. Lo psiconano lo ha celebrato con parole toccanti come: «Il carissimo Bettino» e rivelazioni: «Il primo ad aprire alla destra». Il Partito Del Latitante ha tutti i numeri per non sfigurare di fronte a San Bettino. Prescritti, condannati in via definitiva, in primo e secondo grado e corruttori presenti in massa in parlamento. Craxi, da lassù, può esserne orgoglioso. Non lo deluderanno.
Beppe Grillo, dal suo blog
Il solo fatto che al discorso di Silvio Berlusconi, che ha aperto i lavori al Primo Congresso del Popolo della Libertà, il passaggio che ha ricevuto più applausi sia stato il ricordo e la dedica al deliquente Bettino Craxi – già Presidente del Consiglio, amico sodale, compagno di scorribande e dipendente di Berlusconi, ed infine latitante nonchè codardo fuggitivo ad Hammamet, Tunisia – offre spunti di riflessione su cosa sia realmente il nuovo partito unico del centrodestra. Uniamo a questo la concessione di fare il congresso fondativo esclusivamente a patto che Berlusconi fosse eletto ad acclamazione. Per non parlare degli stacchi musicali tra un intervento e quello successivo sulle note di Menomale che Silvio c’è. Capiamo molto di cosa sia il Popolo della Libertà.
Capiamo, ad esempio, che non è un partito. Certo, formalmente lo è. Ma nella realtà dei fatti, no. Un partito serio, che raccoglie già il 40% dei voti e che mira alla maggioranza assoluta, non può essere il partito che è stato presentato al primo congresso del PdL. Un congresso-show, o meglio un one-man-show, perchè il PdL è stato costruito attorno a Silvio Berlusconi. Altro che partito dei moderati, dei liberali, questo è il partito di Berlusconi. Immerso totalmente nei valori corrotti della Prima Repubblica, è stato un congresso colmo di retorica, straripante di auto celebrazione. Un’ennesima auto apoteosi e niente di concreto per il futuro di questo paese.
Quindici anni fa nasceva Forza Italia, oggi si cambia nome. Un solo semplice cambio: via la scritta Forza Italia per lasciare spazio al più populista Popolo della Libertà. Altro che fusione, altro che neo-nato partito. Solo di un cambio di nome si tratta. E di un’acquisizione. Utile ad ingannare gli allocchi. Gianfranco Fini si è venduto. Per la gloria, per i soldi, per stupidità. Non ci è dato saperlo. Berlusconi ha comprato il suo silenzio come già fatto da tempo con la Lega Nord. Ora è padrone, più quanto non lo sia mai stato. I suoi media lo celebrano come fosse un imperatore. E’ arrivato il momento per lui di passare ad una nuova fase politica: l’attuazione pratica del Piano di rinascita nazionale. Non solo il suo caro amico Craxi può essere felice, anche il suo venerabile maestro può esserne orgolioso. Saremo noi, il popolo, a piangere. E non saranno lacrime di gioia.
Vignetta di Emilio Giannelli, dalla prima pagina del Corriere della Sera del 28 Marzo 2009
Articoli correlati, sul Markus Blog:
«E Berlusconi si pappa Alleanza Nazionale…», 24 Marzo 2009.
«El Pais va a colazione con Marco Travaglio: «Berlusconi ha imposto la sua scala di antivalori»», 25 Marzo 2009.
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«Berlusconi riesce sempre a cavarsela» di Eric Arends (Volkskrant, Olanda) da Italia dall’estero.info, 28 Marzo 2009.
Ogni formazione politica che si rispetti ha i suoi Padri della Patria. Una galleria di personaggi da cui trarre ispirazione. Al PdL di padre ne basta uno: Bettino Craxi. Lo psiconano lo ha celebrato con parole toccanti come: «Il carissimo Bettino» e rivelazioni: «Il primo ad aprire alla destra». Il Partito Del Latitante ha tutti i numeri per non sfigurare di fronte a San Bettino. Prescritti, condannati in via definitiva, in primo e secondo grado e corruttori presenti in massa in parlamento. Craxi, da lassù, può esserne orgoglioso. Non lo deluderanno.
Alla fine c’è riuscito!
«Nella realtà non è facile fare un processo al nostro Presidente del Consiglio, ma nella finzione è impossibile». Inizia così Bye bye Berlusconi di Jan Henrik Stahlberg, con Maurizio Antonini, Pietro Bontempo, Franco Leo, Lucia Chiarla e Tullio Sorrentino, una satira quasi grottesca che gioca sullo sdoppiamento: da un lato la storia raccontata, dall’altro la realtà di tutti i giorni di cast e troupe alle prese con un’opera così tanto osteggiata.


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