Il curioso caso del criminal-ministro Raffaele Fitto
Conoscete Raffaele Fitto? Figlio di Salvatore, esponente della DC, è stato Parlamentare Europeo, Presidente della Regione Puglia, coordinatore di Forza Italia in Puglia, oggi è Ministro per gli Affari Regionali nel IV Governo Berlusconi e – secondo le indagini della Procura di Bari – colpevole dei reati di associazione a delinquere, concussione, falso ideologico, corruzione, peculato, concorso in interesse privato in una procedura di amministrazione straordinaria e turbativa d’asta. Niente di nuovo sotto il sole? Soltanto l’ennesimo politico colto con le mani nella marmellata?
No, non finisce qui, questa storia aggiunge qualcosa di nuovo. Il suo collega Angelino Alfano, Ministro della Giustizia, ha inviato i suoi ispettori presso la Procura di Bari, ovvero negli uffici di quel Giudice per le indagini preliminari che ha già rinviato Fitto a giudizio. La solita ispezione intimidatoria? Sì, che però assume qualche colorazione inquieta. Chi ha sollecitato Alfano? Fitto. Proprio lui, l’indagato.
E’ evidente che gran parte della classe dirigente del Paese non riesce a comprendere che l’Amministrazione della Giustizia si deve svolgere in maniera indipendente e autonoma rispetto ai desideri, alle opinioni, ai voleri della politica. E’ straordinario come Alfano e gli altri come lui non arrivino a rendersi conto che un’ispezione disposta in coincidenza con un processo nei confronti di un uomo politico e dietro sollecitazione di questi costituisce una obbiettiva interferenza, tale da intimidire i giudici che lo debbono giudicare.
Bruno Tinti
da Toghe rotte
Naturalmente ad Alfano non sarà sembrato opportuno inviare i propri ispettori alla Procura di Roma che ha incarcerato e sbattuto in prima pagina su tutti i giornali e le televisioni nazionali due rumeni come mostri, rei esclusivamente di essere stranieri. Dicono che la Prima Repubblica è morta, finita. In realtà i politici delinquono ancora, peraltro più indisturbati di prima, mentre la televisione evita, come e più di prima, di raccontare quanto potrebbe essere sconveniente. Mentre Matrix e Porta a porta si contendono i plastici di Garlasco o dell’ultimo delitto, la violenza dello stupro è strumentalizzata a fini elettorali. I processi ai presunti criminali comuni si fanno nelle tv e sui quotidiani prima ancora dei processi veri. I processi ai grandi criminali di stato – con azioni intimadatorie - non si fanno più. Non nei tribunali, figuriamoci in tv.
Roma, 8 luglio, manifestazione in piazza del Pantheon. Passaparola! 
Dopo tanto lavorare per il bene dell’Italia – vedi le bombe populiste sull’ICI e sulla sicurezza o il rivoluzionario decreto Salva-Rete4 purtroppo corretto – Berlusconi non si stanca mai ed ha già pronta una legge che cambierà completamente il mondo, difendendo i deboli dai sopprusi inaccettabili della magistratura (comunista, s’intende!).


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