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Articoli taggati ‘Angelino Alfano’

Il curioso caso del criminal-ministro Raffaele Fitto

8 Aprile 2009 Markus 2 commenti

Conoscete Raffaele Fitto? Figlio di Salvatore, esponente della DC, è stato Parlamentare Europeo, Presidente della Regione Puglia, coordinatore di Forza Italia in Puglia, oggi è Ministro per gli Affari Regionali nel IV Governo Berlusconi e – secondo le indagini della Procura di Bari – colpevole dei reati di associazione a delinquere, concussione, falso ideologico, corruzione, peculato, concorso in interesse privato in una procedura di amministrazione straordinaria e turbativa d’asta. Niente di nuovo sotto il sole? Soltanto l’ennesimo politico colto con le mani nella marmellata?

No, non finisce qui, questa storia aggiunge qualcosa di nuovo. Il suo collega Angelino Alfano, Ministro della Giustizia, ha inviato i suoi ispettori presso la Procura di Bari, ovvero negli uffici di quel Giudice per le indagini preliminari che ha già rinviato Fitto a giudizio. La solita ispezione intimidatoria? Sì, che però assume qualche colorazione inquieta. Chi ha sollecitato Alfano? Fitto. Proprio lui, l’indagato.

E’ evidente che gran parte della classe dirigente del Paese non riesce a comprendere che l’Amministrazione della Giustizia si deve svolgere in maniera indipendente e autonoma rispetto ai desideri, alle opinioni, ai voleri della politica. E’ straordinario come Alfano e gli altri come lui non arrivino a rendersi conto che un’ispezione disposta in coincidenza con un processo nei confronti di un uomo politico e dietro sollecitazione di questi costituisce una obbiettiva interferenza, tale da intimidire i giudici che lo debbono giudicare.

Bruno Tinti
da Toghe rotte

Naturalmente ad Alfano non sarà sembrato opportuno inviare i propri ispettori alla Procura di Roma che ha incarcerato e sbattuto in prima pagina su tutti i giornali e le televisioni nazionali due rumeni come mostri, rei esclusivamente di essere stranieri. Dicono che la Prima Repubblica è morta, finita. In realtà i politici delinquono ancora, peraltro più indisturbati di prima, mentre la televisione evita, come e più di prima, di raccontare quanto potrebbe essere sconveniente. Mentre Matrix e Porta a porta si contendono i plastici di Garlasco o dell’ultimo delitto, la violenza dello stupro è strumentalizzata a fini elettorali. I processi ai presunti criminali comuni si fanno nelle tv e sui quotidiani prima ancora dei processi veri. I processi ai grandi criminali di stato – con azioni intimadatorie -  non si fanno più. Non nei tribunali, figuriamoci in tv.

Folli proposte di leggi/2

4 Marzo 2009 Markus Lascia un commento

Dopo il post della settimana scorsa, oggi scrivo altre proposte folli che le menti sempre attive dei nostri politici sono state in grado di sfornare, con un filo comune: la giustizia. Questa riforma tanto chiacchierata ha collezzionato tante idee e proposte. La prima non arriva da una sola persona, ma addirittura da due esponenti di spicco, due nemici. Le fondazioni Italianieuropei e Liberal, facenti capo, rispettivamente, a Massimo D’Alema e Pierferdinando Casini (nientemeno!) hanno sfornato una loro proposta condivisa di riforma. Tre sono i punti più divertenti (perchè è meglio ridere che piangere!):

  • A decidere sulle misure cautelari non sarebbe più un solo Gip, ma un organo di 3 giudici “in contraddittorio con la difesa dell’indagato”, cioè dell’arrestando. Strepitoso: prima di arrestare qualcuno, lo si avverte, così può scappare. E si impegnano tre giudici al posto di uno anche per infliggere l’obbligo di firma. Mentre un solo gip continuerà a infliggere ergastoli col rito abbreviato.
  • Se i giornali raccontano intercettazioni gli editori incorreranno nelle sanzioni: così, per evitare la rovina dell’impresa, nessuno pubblicherà più nulla (a meno che le notizie non facciano comodo agli interessi politici o affaristici dell’editore).
  • Anziché dai singoli pm, le intercettazioni dovranno essere richieste dai capi delle procure (è più facile controllare 150 procuratori che 2 mila sostituti), rispettando un rigoroso “budget annuale”. Geniale: se la Procura di Palermo arriva a esaurire il budget per gli ascolti a settembre, negli ultimi tre mesi dell’anno sospende la caccia ai mafiosi latitanti. I boss, opportunamente avvertiti, potranno incontrarsi, chiacchierare e telefonare indisturbati fino a Capodanno.

Ma la genialità dei nostri politici – che non sappiamo chi rappresentano: se il comune criminale o il comune cittadino – non si ferma qui. Nella proposta berlusconiana di riforma, uno degli aspetti più folli riguarda la pubblicazione degli atti.

  • I giornalisti non potranno più pubblicare, nemmeno in maniera «parziale o per riassunto o nel relativo contenuto, atti di indagine preliminare, nonché quanto acquisito al fascicolo del pm o del difensore, anche se non sussiste più il segreto» fino al processo, che di solito inizia 4-5 anni dopo le indagini. Se lo fanno, rischiano l’arresto fino a 1 anno o una multa fino a 10 mila euro.

Con questa norma, non sapremmo ancora nulla del perché degli arresti di politici napoletani nello scandalo Romeo, del governatore Del Turco, del sindaco D’Alfonso, di Angelucci, ma anche dei giovinastri che hanno stuprato ragazze e incendiato immigrati a Roma e dintorni. Niente di niente: né le tesi dell’accusa, né quelle della difesa. Così, se ci sono prove schiaccianti di condotte scorrette di personaggi pubblici, non si potrà mandarli subito fuori dai piedi come si fece, ad esempio, con Fazio.

L’ultima follia arriva da un senatore dell’UDC, Giampiero D’Alia che propone un emendamento che consenta al Ministro dell’Interno di obbligare i provider a oscurare siti, blog o social network per reati di opinione. La furbata? Il Ministro ha possibilità di fare ciò senza passare dalla magistratura o altro organo. Potrà chiudere YouTube o Facebook anche solo per un video o solo un gruppo che invitano a non osservare una legge considerata ingiusta. Più o meno quello oggi accade solo in Cina.


Articoli correlati, sul Markus Blog:
«Folli proposte di legge/1», 27 Gennaio 2009.

Letture consigliate:
«Pierdalemando» di Marco Travaglio, 19 Gennaio 2009.
«Il "Merda Wall" di D’Alia contro Internet» di Beppe Grillo, 12 Febbraio 2009.
«Autobavaglio» di Marco Travaglio, 13 Febbraio 2009.

Moschee, la legge-muro della Lega Nord

8 Settembre 2008 Markus 1 commento

Quello che si sta per iniziare è uno degli autunni più caldi per la politica italiana degli ultimi anni. No, nessun riscaldamento al massimo nel corridoi del Parlamento ma solo un’agenda colma di appuntamente fino a scoppiare.

Ci sarà il ministro Alfano e la sua riforma della Giustizia, il ministro Tremonti alle prese con la Finanziaria, il ministro Bossi impegnato col federalismo fiscale, Calderoli e il codice delle autonomie. Poi la riforma Costituzionale. Ma anche l’opposizione non rimane comoda in poltrona e se Veltroni si impegna a raccogliere milioni di firme contro il Governo fino a organizzare, in ottobre, una manifestazione del Partito Democratico, anche Antonio di Pietro di prepara a raccogliere migliaia di firme per chiedere il referendum contro il lodo Alfano. Con tutti questi impegni dubito che il buon Calderoli possa trovare il tempo per mettere il guinzaglio al proprio maialino più bello e andare a passeggiare nei campi destinati alla costruzione delle moschee.

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Qualche consiglio per la Giustizia

17 Luglio 2008 Markus Lascia un commento

Leggo sul Corriere.it: La riforma della giustizia è una delle priorità nazionali. Silvio Berlusconi si dice sdegnato per tutti questi anni di accanimento giudiziario contro di lui. «Il problema di questo paese è la giustizia che influisce nella vita di tutti i giorni di ogni cittadino e va anche dritto dritto nel cuore dell’economia. Viene usata per condizionare l’economia e la politica. Questa volta vado avanti, non mi fermerà nessuno». Il primo punto della riforma della giustizia, che sarà attuata a partire da settembre, è l’immunità parlamentare. Poi riforma del Csm, dell’ordinamento giudiziario, priorità dell’azione penale.

Siamo proprio agli sgoccioli. La democrazia, gli ideali di libertà e giustizia, le grandi battaglie del novecento si sono esaurite di fronte a questo ometto corrotto e delinquente. Perchè bisogna usare le parole giuste per descrivere uomini e cose. Non possiamo definire Silvio Berlusconi una brava persona, un liberale, uno che ha a cuore le sorti dell’Italia. Silvio Berlusconi è un deliquente, illiberale e ha a cuore esclusivamente le sorti delle sue aziende. Stop.

Si parte dall’immnunità parlamentare – come se un paese per essere giusto ha bisogno che 1000 persone possano restare bellamente impunite – e chissà fin dove si arriva. Io avrei alcune idee, che qui ufficialmente propongo agli scagnozzi di Berlusconi, per riformare la giustizia.

  • Se un gruppo – inteso come unione mista di persone, atei, musulmani, donne, ebrei, omosessuali, cani, piccioni e comunisti – formato almeno da un elemento indaghi su figure parlamentari, governative o amici di infanzia del Premier sia considerato alla stregua di un atto terroristico e punito con pena capitale appositamente reintrodotta.
  • Reintrodurre per legge il Tribunale Ecclesiastico. Dev’essere un bello spettacolo per i due amichetti Joseph e Silvio il torturamento a sangue di Umberto Veronesi – in quanto sporco ateo – o Walter Veltroni – in quanto sporco comunista, quindi sporco ateo!
  • Proibire a tutti i comunisti la carriera giudiziaria. Come si riconosce un comunista? Il più delle volte glielo si legge in faccia. Poi si può torturare finchè non ammette cos’ha votato; se votano PdL avranno la certezza di una carriera nei vertici della Magistratura, se votano Lega avranno la carriera facilitata, se votano UDC o LaDestra una carriera da giudici di pace. Se votano altro sono etichettati come comunisti e quindi inibiti alla carriera giudiziaria. Inoltre negli incontri ufficiali le toghe color rosso saranno sostituite con un più patriottico azzurro. Come giuramento sarà adottato Menomale che Silvio c’è.
  • L’istituzione di una figura al di sopra delle parti, autonoma, prestigiosa e autorevole. A cui sia affidato il compito di rimuovere giudici e magistrati che a suo giudizio lavorano male e, compito più importante, dare un parere inappellabile sulla colpevolezza di ogni imputato. Questo secondo compito può, a sua discezione, essere affidato ad altri – per esempio il giudice incaricato.

Questo ultimo punto è probabilmente il più importante e rivoluzionario. Una persona senza macchia, autorevole e autonoma potrebbe ad esempio essere il Presidente del Consiglio stesso. Ve lo immaginate il processo a suo carico?

Il Gran Capo Supremo della Magistratura Italiana Silvio Berlusconi: «Io, Silvio Berlusconi, Gran Capo Supremo della Magistratura Italiana, sono qui per dare un parare di colpevolezza all’imputato Silvio Berlusconi, nato in Milano il 9 settembre 1936, accusato del tal reato. Come si giustifica?»
L’imputato Silvio Berlusconi: «Cribbio! Sono vittima di una magistratura eversiva e comunista ormai, finalmente!, tramontata che non aveva altro da fare se non rompere le scatole a me… Mi affido alla sua autorevolezza ed imparzialità!»
Il Gran Capo Supremo della Magistratura Italiana Silvio Berlusconi: «Io Silvio Berlusconi giudico l’imputato Silvio Berlusconi non colpevole»
La folla: «Viva la giustizia! Viva Silvio!»
Il Gran Capo Supremo della Magistratura Italiana Silvio Berlusconi: «E qui giudico non colpevoli anche tutti gli amici, colleghi e compagni di scorribande varie dell’imputato Silvio Berlusconi per tutti i reati di cui son stati accusati e di cui saranno accusati in futuro!» Amen!

Sarebbe l’apice più alto della democrazia e della libertà in Italia. Folle esaltate che urlano bravo bene assolto-da-uno-imparziale finalmente questa-sì-che-è-giustizia. Sarebbe il trionfo della demenza umana. Un mondo fatto a somiglianza del suo creatore. Viva Silvio!

Vangelo secondo Silvio

15 Luglio 2008 Markus 1 commento

C’è un progetto, un piano, un’idea nella mente di un uomo. Nelle mente di Silvio Berlusconi aleggia da anni il desiderio di riformare la giustizia. A modo suo.

Una riforma che è presa come un vangelo in cui credere, e mai dubitare, da tutti i suoi scagnozzi. Parlamentari e alleati. Ma soprattutto avvocati. I suoi avvocati.

Un progetto che prevede la distruzione della magistratura e dei giudici. Bastoni tra le ruote per chi indaga e mille problemi per chi deve giudicare. Un progetto che publicizza la separazione delle carriere, la punizione per quei giudici che sbagliano e qualche altro elemento propagandistico in perfetto stile populista. Berlusconi ha le idee chiare. Commenta la sua assoluzione per abusi edilizi (leggi la notizia) definendola la prova evidente della persecuzione giudiziaria alla quale è stato sottoposto in questi ultimi anni. Come se un’assoluzione comporti necessariamente che tutti gli i processi siano strumentalizzati. Come se due errori della magistratura – per abuso edilizio in sardegna e per violazioni delle leggi sul monopolio in Spagna – comportino necessariamente che tutta la magistratura sia in errore. Come si concilia il concetto di giustizia con le idee berlusconiane? Giustizia è prendere e imprigionare i criminali. Non è giustizia arrestare un poliziotto perchè effettua un’intercettazione. Non è aiutare la magistratura tagliare del 40% i finanziamenti.

Il modello americano che il Presidente del Consiglio spesso nomina non è in realtà il suo modello d’ispirazione. In america i criminali sono puniti. I magistrati sono rispettati. Nessuno negli Stati Uniti, quando hanno indagato questo o quell’altro senatore o addirittura il Presidente, ha avuto il coraggio di accusare i giudici di voler sovvertire il voto. In America hanno applaudito la retata contro gli speculatori e truffatori di Wall Street. Nessuno ha parlato di teoremi accusatori. In America per falso in bilancio son previsti venti anni di reclusione. Non si diventa Capo del Governo!

Ma perchè il Parlamento non si occupa dei problemi del paese? Addirittura Angelino Alfano, Ministro della Giustizia, annuncia una riforma radicale della giustizia entro settembre, come se non ci fosse nulla di più importante di cui discutere.

Aveva ragione Giorgio Gaber quando cantava Salviamo sto paese nel 1978:

Bisogna far proposte in positivo senza calcare la mano sulle possibili carenze. Lasciamo perdere il pessimismo, l’insofferenza generale dei giovani, i posti di lavoro, l’instabilità, la gente che non ne può più, la rabbia, la droga, l’incazzatura, lo spappolamento, il bisogno di sovvertire, il rifiuto, la disperazione… Cerchiamo di essere realisti.

Non lasciamoci trarre in inganno… dalla realtà!

Un popolo che se ne frega non ha dignità

13 Luglio 2008 Markus 5 commenti

C’è un ometto, un poco di buono. Piccolino, grassottello, un po’ calvo. Nella vita fa il ladruncolo. Gli daremo un nome di fantasia: Silvio! Silvio ha grandi aspirazioni nella vita, è un gran chiacchierone, vorrebbe rivoluzionare il mondo. Ma è chiuso, intrappolato da questa società che non gli lascia altra possibilità che delinquere. Un giorno Silvio è al lavoro, fuori da un ufficio postale. Entra un’anziana signora, per ritirare la propria pensione. Quando si allontana non si accorge che il nostro Silvio inizia a seguirla. La segue fino ad una zona un po’ isolata, dove il momento più importante del suo lavoro è arrivato. Le si avvicina, la tramortisce e la deruba dei suoi soldi. Ma un altro personaggio della nostra storia, che chiameremo Sempronio, entra improvvisamente in scena. Ha assistito alla scena, ha compreso perfettamente le parti e i ruoli della vecchia e di Silvio. Sa che Silvio è colpevole e la vecchia è vittima. Silvio, che dicevamo essere un gran chiacchierone, parla a Sempronio di libertà, di piccoli errori, dell’accanimento dei poteri contro di lui che non gli permettono di vivere seranamente in modo legale. Propone a Sempronio un accordo: una parte del malloppo in cambio del suo silenzio. Entrambi si avviano felicemente verso la conclusione di questa storia. Silvio ha il frutto delle sue scorribande, non ha testimoni contro di lui e si garantisce l’impunità. Sempronio pensa “che se ne frega della vecchiaccia”, non la conosce e non avrà rimorsi, ma ha gudagnato qualche soldo. E la vecchia signora? Vivrà questo mese senza pensione, tra l’indifferenza del popolo. Vince il portafoglio, perde la dignità. Uno a zero, palla al centro.

Ci spostiamo in un’altra dimensione e troviamo un altro ometto, un poco di buono. Piccolino, grassottello, un po’ calvo. Nella vita fa l’imprenditore. Gli daremo un nome di fantasia: Silvio! Silvio ha grandi aspirazioni nella vita, è un gran comunicatore, vorrebbe rivoluzionare il mondo. Ma è chiuso, intrappolato da questa società che non gli lascia operare secondo i suoi ideali. Un giorno Silvio è al lavoro, nel suo ufficio. La sua società, molto produttiva e dominante, è quotata in borsa, ha migliaia di piccoli azionisti, magari uno di questi è la vecchietta della storia precedente, che ha usato tutti i risparmi di una vita per comprare quelle fortunate azioni. Il nostro Silvio decide però di falsificare i bilanci della sua azienda, porta soldi in conti esteri e società fittizzie. E’ molto bravo nel suo lavoro. Purtroppo però la vecchia, da questa operazione, non guadagna nulla ma ci perde diversi denari. Sempronio sa queste cose, conosce le parti e i ruoli della vecchia e di Silvio. Sa che Silvio è colpevole e la vecchia è vittima. Silvio, che dicevamo essere un gran comunicatore, parla a Sempronio di libertà, di piccoli errori, dell’accanimento dei poteri contro di lui che non gli permettono di vivere seranamente in modo liberale. Propone a Sempronio un accordo: qualche soldo in cambio del suo voto. Entrambi si avviano felicemente verso la conclusione di questa seconda storia. Silvio ha il frutto delle sue operazioni, non ha processi contro di lui e si garantisce l’immunità. Sempronio pensa “che se ne frega della vecchiaccia”, non la conosce e non avrà rimorsi, ma ha gudagnato qualche soldo non pagando più l’ICI o il bollo dell’auto. E la vecchia signora? Vivrà questo mese senza i frutti delle sue azioni, tra l’indifferenza del popolo. Vince il portafoglio, perde la dignità. Due a zero.

Le due storie sembrano diverse ma sono la stessa storia. L’imprenditore è come il ladruncolo, il suo falso in bilancio è come uno scippo. Alla fine perde sempre la vecchia, derubata della sua pensione e dei suoi soldi. Derubata da quel Silvio imprenditore/ladruncolo che compra il silenzio del popolo in cambio di qualche denaro per assicurarsi quell’impunità che fa tristemente rima con immunità. Quel Sempronio che si indentifica perfettamente nel popolo italiano, capace di fregarsene, di fare silenzio. Un Sempronio che ha perso i valori, le idee, che ha come unica preoccupazione il peso del suo portafoglio. Un Sempronio che ha perso per sempre la sua dignità.

Tutti in piazza!

27 Giugno 2008 Markus 1 commento

ImmagineRoma, 8 luglio, manifestazione in piazza del Pantheon. Passaparola!

“Care concittadine e cari concittadini,
il governo Berlusconi sta facendo approvare una raffica di leggi-canaglia con cui distruggere il giornalismo, il diritto di cronaca e l’architrave della convivenza civile, la legge uguale per tutti.
Questo attacco senza precedenti ai principi della Costituzione impone a ogni democratico il dovere di scendere in piazza subito, prima che il vulnus alle istituzioni repubblicane diventi irreversibile.
Poiché il maggior partito di opposizione ancora non ha ottemperato al mandato degli elettori, tocca a noi cittadini auto-organizzarci. Contro le leggi-canaglia, in difesa del libero giornalismo e della legge eguale per tutti, ci diamo appuntamento a Roma l’8 luglio in piazza del Pantheon alle ore 18, per testimoniare con la nostra opposizione – morale, prima ancora che politica – la nostra fedeltà alla Costituzione repubblicana nata dai valori della Resistenza antifascista.
Vi chiediamo l’impegno a “farvi leader”, a mobilitare fin da oggi, con mail, telefonate, blog, tutti i democratici. La televisione di regime, ormai unificata e asservita, opererà la censura del silenzio.
I mass-media di questa manifestazione siete solo voi.”

On Furio Colombo, Sen Francesco Pardi, Paolo Flores d’Arcais

Intercettazioni

9 Giugno 2008 Markus Lascia un commento

Sempre sul tema delle intercettazioni (vedi post precedente) riporto la vignetta di Giannelli pubblicata oggi sul Corriere della Sera.

09giannelli

Intercettazioni, limitare la giustizia in nome della libertà

8 Giugno 2008 Markus 1 commento

giann397-500Dopo tanto lavorare per il bene dell’Italia – vedi le bombe populiste sull’ICI e sulla sicurezza o il rivoluzionario decreto Salva-Rete4 purtroppo corretto – Berlusconi non si stanca mai ed ha già pronta una legge che cambierà completamente il mondo, difendendo i deboli dai sopprusi inaccettabili della magistratura (comunista, s’intende!).

«Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, durante il suo intervento all’assemblea dei giovani industriali a Santa Margherita ligure, annuncia che il prossimo consiglio dei ministri approverà un provvedimento anti-intercettazioni con una pesantissima previsione di carcere per chi violerà le regole: cinque anni ai trasgressori, senza distinzioni tra chi le intercettazioni le esegue e chi le diffonde sulla stampa. Sarà un divieto assoluto: le intercettazioni potranno essere eseguite e utilizzate solo nelle indagini sul terrorismo e sulla criminalità organizzata.» (dal Corriere della Sera). Berlusconi prova a spiegare questa svolta in nome della privacy per i cittadini. Mi immagino l’umiliazione per la casalinga di Canicattì che si vede pubblicare su tutti i giornali le sue conversazioni con l’amica in cui spiega come fare una torta più buona. Perchè è di questo (secondo Berlusconi) che si occupa la magistratura.

Il suo scagnozzo Angelino Alfano, che ha vinto la poltrona di Ministro della Giustizia in una gara di leccata alle scarpe del Berlusca, è andato ben oltre: «Il ministro delle Giustizia, Alfano, ha puntato l’indice contro i costi delle intercettazioni, che rappresenterebbero il 33% dei costi complessivi della Giustizia, un eccesso cui bisogna porre rimedio». Non si tratta di spiegarese la cosa è giusta o sbagliata. E’ solo scomoda quindi si usa la chiave dei soldi per convincere tutti che è bene eliminarla.

In realtà, come dice Gian Carlo Caselli: «sappiamo che le intercettazioni sono uno strumento indispensabile non soltanto per il crimine organizzato e per il terrorismo ma anche per altre forme di violazione di legge… Penso alla malasanità, ai reati contro la pubblica amministrazione, a quelli economici» Ed è questo un punto che fa rabbrividire Berlusconi. Le interecettazioni sono uno strumento spesso infallibile per smascherare crimini economici (i favoriti di Berlusconi) ma anche fatti di corruzione, malasanità, e tutti quegli hobby in cui i politici italiani sono molti appassionati.

Il secondo effetto molto pregevole (per Berlusconi) è quello di limitare la libertà di stampa e d’informazione. Niente più spiacevoli incidenti per lui. Metà dei giornalisti li tiene sul libro paga, all’altra metà vuol mettere il bavaglio. In nome della libertà!

Rialzati Italia… con le tue gambe!

10 Maggio 2008 Markus Lascia un commento

Rieccomi! E’ da qualche giorno che non scrivo più sul blog, ma purtroppo l’università mi sta portando via tutto il poco tempo libero che ho. Il tempo di scrivere manca, purtroppo. Oggi trovo due minuti per scrivere e commenterò, brevemente, la recentissima nomina del Governo Berlusconi. Pochi giorni fa è stata presentata la lista dei ministri. Se alla Presidenza del Senato abbiamo un mafioso (Renato Schifani, quello che la-sinistra-qui-la-sinistra-là) e alla Presidenza della Camera dei Deputati abbiamo un fascista (Gianfranco Fini, delfino di Almirante, che ha smesso cinque anni fa di fare il saluto romano) al Governo abbiamo una squadra di incompetenti ed inesperti.

Naturalmente qualche nome di alto livello c’è, da Gianni Letta (Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio) a Giulio Tremonti (Ministro dell’Economia), ma sono pochi. Dominano invece le persone sbagliate al posto sbagliato, da Roberto Maroni (Ministro dell’Interno, ruolo già ricoperto nel Berlusconi I quando firmò il decreto Biondi contro il pool di Mani Pulite rinomianto salva-ladri, si giustificò dicendo che lui quel decreto non l’aveva neppure letto) ad Umberto Bossi (Ministro per le Riforme, invece di occuparsi di politica dovrebbe occuparsi dei suoi nipotini vista la salute e le cose che dice), da Roberto Calderoli (Ministro per la Semplificazione) ad Angelino Alfano (Ministro della Giustizia, personaggio debole, senza esperienza, per mezzo di lui Berlusconi eserciterà meglio il proprio potere sulla giustizia), da Stefania Prestigiacomo (Ministro dell’Ambiente) a Mariastella Gelmini (Ministro dell’Istruzione).

Chiudo con due righe scritte da Giovanni Sartori sul Corriere della Sera di oggi: sono pronto a scommettere che se all’attuale squadra del governo Berlusconi venissero affidate Mediaset, Fiat, Eni, Luxottica e simili, in pochissimo tempo diventerebbero altrettante Alitalia. Il Cavaliere si vanta di essere un imprenditore. Perché non ci spiega, allora, come mai applica all’azienda Italia criteri di reclutamento che certo non applicherebbe alle sue aziende?