Le elezioni sono terminate da quasi una settimana e il risultato – scontato – ha premiato Molgora eleggendolo Presidente già al primo turno. Il centrodestra ha vinto di misura, ottenendo il 55% dei voti. Tiene a modo suo il PD (che evita di andare sotto il 20%, terzo partito provinciale) e si nota l’exploit di Lega Nord, UDC e Italia dei Valori, tutti in sensibile crescita. Probabilmente gli unici dati interessanti – almeno per me – sono quelli relativi al solo territorio comunale di Brescia, in un confronto con i dati relativi all’elezione del sindaco di un anno fa.
|
Provinciali 2009 |
Comunali 2008 |
| |
|
Voti |
Perc. |
| |
Voti |
Perc. |
| Partito Democratico |
⇓ |
24.815 |
27,83 % |
| |
28.657 |
27,91 % |
| Popolo della libertà |
⇓ |
24.744 |
27,75 % |
| |
29.060 |
28,31 % |
| Lega Nord |
⇑ |
16.450 |
18,44 % |
| |
16.240 |
15,82 % |
| Italia dei Valori |
⇑ |
5.235 |
5,87 % |
| |
2.833 |
2,75 % |
| UDC |
⇑ |
4.400 |
4,93 % |
| |
3.859 |
3,96 % |
| Lista Laura Castelletti |
⇓ |
2.292 |
2,57 % |
| |
6.517 |
6,39 % |
Possiamo notare un insignificante calo dei due partiti più forti (-0,56% il Pdl e – 0,08% il PD) e il sorpasso del PD sul partito di Paroli, che perde così il titolo di primo partito comunale. A differenza di un anno, dove il PD aveva perso in tutte le circoscrizioni, la situazione sembra essersi ribaltata. Il centrosinistra torna a vincere in alcune circoscrizioni (est e ovest) considerate roccaforte, anche se di poco. Evidentemente le battaglie del PD all’opposizione in Loggia non hanno premiato, o forse i bresciani hanno voluto premiare la politica di tolleranza zero della Loggia. I partiti di maggioranza infatti (Pdl, Lega e Udc) hanno aumentato di oltre 4 punti percentuali i propri consensi, tutti a scapito della sinistra e della Castelletti. Proprio lei è la vera sconfitta di queste elezioni, non va oltre l’1,1% in provincia e perde i due terzi dei propri voti sul territorio comunale. Quadrini riesce a stare a galla grazie al proprio partito che conquista il 6,37% in totale e comunque un buon 4,9% a Brescia città (+1% rispetto ad un anno fa). Nonostante la buona prestazione, l’Udc perde la quarta posizione a vantaggio dell’Italia dei Valori, che raddoppia i propri voti sulla scia del trend nazionale.
Chi segue questo blog da prima delle elezioni, ricorderà due post in particolare dedicati ad Andrea Bartoli, candidato per la lista Amo l’Italia non voto la Provincia, lista di stampo abolizionista che chiedeva agli elettori di non ritirare la scheda delle provinciali o di annullarla allo scopo di accelerare l’abolizione delle provincie tanto sbandierata dai governo di ogni credo e colore. L’obiettivo era di avere un differenziale con l’affluenza delle europee (al netto delle schede nulle, bianche e dei voti alla lista) di due cifre. Dopo tutte le attenzioni rivoltegli, mi pare giusto dedicargli uno spazio anche qui. Ma prima, parlino le cifre.
|
Europee 2009 |
Provinciali 2009 |
Provinciali 2004 |
| Elettori |
922.384 |
|
926.932 |
|
916.070 |
|
| Votanti |
727.149 |
78,83 % |
725.625 |
78,11 % |
740.129 |
80,79 % |
| Sc. Bianche |
16.276 |
2,23 % |
21.897 |
3,01 % |
29.499 |
3,98 % |
| Sc. Nulle |
13.898 |
2,91% |
16,180 |
2,22 % |
40,356 |
5,45 % |
| Sc. Contestate |
75 |
0,01 % |
130 |
0,01 % |
73 |
0,01% |
| Voti alla lista |
- |
- |
2.211 |
0,30 % |
- |
- |
Facendo due rapidi calcoli, notiamo che il numero di votanti differisce di solo 1.524 unità, e considerando che il numero di elettori provinciali è superiore a quelli europei, credo si possa conteggiare in 2.000 le persone che non hanno ritirato la scheda. Considerando poi che le schede bianche e nulle delle provinciali del 2004 era di molto maggiore alle europee dello stesso anno, credo sia più che generoso calcolare nella sola differenza tra europee e provinciali le schede sacrificate alla causa abolizionista: 7903 persone. Sommiamo il tutto (comprese, in regalo, la totalità delle schede contestate!) ed otteniamo 12.244. Ovvero l’1,69%. Credo di poter dare solo tre possibili spiegazioni: alla popolazione bresciana piace lo sperpero di soldi dell’ente provinciale ed è contro l’abolizione; la popolazione bresciana non considera l’ente provinciale uno spreco ed è contro l’abolizione; la popolazione bresciana è per l’abolizione delle Province, ma ha capito che questo modo di combattere la battaglia era e rimane stupido. A voi la scelta…
Come prevedibile, nessuno dei piccoli è riuscito a superare il punto percentuale, tranne l’autonomista Giulio Arrighini che riesce ad essere rieletto consigliere per la seconda volta consecutiva avendo superato il 3%, facendo addirittura meglio di Vanni Botticini – candidato di Rifondazione. Proprio Botticini è il grande escluso delle elezioni, operaio e consigliere uscente non arriva alla soglia. Rimane fermo a 17.551 voti (2,70%). Provo un senso di delusione per la pessima prova di Cesare Galli, arrivato ultimo, davanti solo a Bartoli (che chiedeva di non essere votato…) si è fermato a 4.071 voti, la metà dei quali raccolti nel solo comune di Brescia, dove raggiunge picchi del 2% in alcune circoscrizioni. Sconfitta forse più che prevedibile, essendo conosciuto a Brescia per il suo impegno come consigliere (nelle file della Lega Nord) e sconosciuto alla totalità dei cittadini fuori dal confine comunale.
Tutto l’opposto sono le prove dei candidati centristi, quel Gianmarco Quadrini che raccoglie più voti del previsto, anche senza l’aiuto – nella pratica – dell’alleata Castelletti, riuscendo a portare a casa due consiglieri (più Quadrini). E così l’Udc – almeno a Brescia – rimane piuttosto misteriosa: alleata al centrodestra in Loggia, da sola in Broletto e, sembrerebbe dalle voci a livello nazionale, con il PD alle regionali del prossimo anno (dove ora siede nei banchi della maggioranza di centrodestra). Più chiarezza, almeno su queste cose, sarebbe utile. L’altra sorpresa si chiama Italia dei Valori, capace di superare l’Udc nel comune di Brescia e prendere consensi insperati (31.306 voti, 4,82%) su tutto il territorio bresciano. Segno forse che i cittadini vorrebbero avere una politica locale del partito più partecipata e attiva, dopo aver abbracciato le battaglie nazionali.
E dopo tanto parlare dei sconfitti, grandi o piccoli che siano, non ho ancora nominato il vincitore: Daniele Molgora. La sua vittoria era – come più volte detto – scontata. Lo dimostra sia la sua campagna elettorale (decisamento silenziosa) che quella dei suoi avversari (decisamente poco convinti). Appena eletto ha dettato subito le priorità: interventi atti a dare ossigeno all’economia con degli investimenti infrastrutturali, razionalizzazione delle spese, verifiche sulle entrare e soluzione del nodo-Montichiari. Per tutti quelli che avevano dei dubbi, ha subito cercato di tranquillizare: non lasciarà l’incarico di deputato e nemmeno quello di sottosegretario. Di certo, con tre buste paga, non potrà lamentarsi che la (sua) economia va male.
E così, un elettorato forse troppo ignorante, ha deciso che il candidato imposto da Roma sia presidente part-time. E dopo aver reso orfano il comune del proprio sindaco, ha deciso che Brescia non debba avere neppure un Presidente della Provincia.
Ultimi commenti