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Brescia 2009 – Risolto il “Nodo Poltrone”: presentata la nuova giunta provinciale

3 Luglio 2009 Markus Lascia un commento

Come già anticipato, le segreterie politiche dei partiti vincitori dell’ultima tornata elettorale hanno trovato un accordo per superare il nodo poltrone (leggi il post). La disputa riguardava il numero di assessorati (il PDL ne chiedeva 12, la Lega ne proponeva 8 o 10) e la loro spartizione tra le due anime della maggioranza (il PDL voleva averne due in più, la Lega pretendeva un trattamento paritario). Alla fine il nodo, puramente partitico, è stato superato e la nuova giunta prevede 11 assessorati, di cui sei al PDL e cinque alla Lega. Il nuovo Governo provinciale sarà così composto:

  • Daniele MolgoraPresidente della Provincia con deleghe al Bilancio, alla Cultura e al Turismo (Lega Nord, deputato e sottosegretario all’Economia e alle Finanze)
  • Giuseppe RomeleVice Presidente con delega all’Assetto territoriale, ai Parchi e alle Riserve naturali (Popolo della Libertà, deputato)
  • Giorgio BontempiAssessore alle Attività Produttive e al Lavoro (Lega Nord, sindaco di Agnosine)
  • Stefano DottiAssessore all’Ecologia (Lega Nord)
  • Corrado GhirardelliAssessore ai Trasporti e all’Innovazione (Popolo della Libertà, riconfermato)
  • Mario MaisettiAssessore alla Sicurezza e alla Polizia Provinciale (Lega Nord)
  • Fabio MandelliAssessore alla Protezione Civile, ai Giovani e allo Sport (Popolo della Libertà)
  • Mauro ParoliniAssessore ai Lavori Pubblici (Popolo della Libertà, riconfermato)
  • Aristide PeliAssessore alla Pubblica Istruzione e Servizi Sociali (Lega Nord, riconfermato)
  • Giorgio PrandelliAssessore al Patrimonio e all’Edilizia Scolastica (Lega Nord, sindaco di Ospitaletto)
  • Alessandro SalaAssessore al Personale, alla Caccia e alla Pesca (Popolo della Libertà, riconfermato)
  • Gian Francesco TomasoniAssessore all’Agricoltura (Popolo della Libertà, riconfermato)

Notare che Molgora ha tenuto per se alcune deleghe, tra cui – la più importante – quella al Bilancio. L’accordo prevede anche che possa assegnarle ad un dodicesimo assessore, quasi sicuramente leghista, portando la parità nella giunta. Altro nome designato dalle segreterie è quello di Bruno Faustini, presidente uscente del consiglio provinciale, riconfermato nel suo ruolo.

Nella presentazione della sua squadra, Molgora ha dettato le prime due priorità del suo mandato: il programma di governo, da presentare al consiglio provinciale entro 20 giorni, e l’aeroporto di Montichiari. Superato il difficile nodo poltrone, per la nostra Provincia si apre una nuova stagione politica. Firmata da Molgora e dagli odori decisamente romani.


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Brescia 2009 – La prima priorità per Molgora: la spartizione delle poltrone

30 Giugno 2009 Markus Lascia un commento

La nuova Giunta targata Molgora deve ancora iniziare il proprio lavoro, che già si accumulano nuove priorità e nuovi problemi. Neanche il tempo per nominare gli assessori del nuovo Governo provinciale, che subito per Molgora si presenta il problema degli alleati, il problema di quella nuova politica, di quel movimento spontaneo sfociato nella nascita del PDL, che oggi ci regala uno spettacolino degno della migliore DC. Forse alla provincia di Brescia non bastava il Presidente part-time scelto da Roma, tant’è che ancora prima di convocare la seduta inaugurale si rischia una crisi istituzionale. Non per qualche alto e onorevole motivo, non per alta strategia o politica. Per una semplicissima disputa sulla spartizione delle poltrone. Ah, la nuova politica…

Nel 2004 il PDL aveva il Presidente, 12 consiglieri (10 di Forza Italia e 2 di Alleanza Nazionale) e 7 assessori (5 di Forza Italia e 2 di Alleanza Nazionale) contro i 6 consiglieri, 2 assessori e il vicepresidente della Lega Nord. Oggi però i numeri sono cambiati, il partito legista ha quasi raddoppiato i propri voti, per poco non ha superato il PDL, ha portato a casa 11 consiglieri (esattamente come il PDL) e ora vorrebbe pari dignità nella spartizione degli assessorati. Propone all’alleato il taglio dei costi: 8 o 10 assessorati (invece di 12), da dividere alla pari. I pidiellini chiedono 7 assessori per se (e 5 alla Lega), più il vicepresidente. Portando come motivazione che 12 assessorati sono necessari per rappresentare la complessità e la vastità della provincia bresciana. In realtà il PDL bresciano è in una fase di profonda crisi interna, in cui l’equilibrio fin qui avuto tra le varie componenti rischia di spezzarsi. Con 7 assessori l’equilibro sarebbe salvo (un po’ meno lo sarebbero le casse del Broletto, ma in fondo a loro che gliene importa?).

Se un accordo non sarà trovato, il PDL ha annunciato che diserterà la seduta inaugurale – fissata il 4 luglio – e alla Lega si fa largo l’idea che il Presidente Molgora possa nominare solo gli assessori leghisti. In entrambi i casi si tratterebbe di un gesto politicamente gravissimo, di una crisi che colpisce la nuova Giunta ancora prima di iniziare. Il tutto in nome di una partitocrazia dai vecchi sapori. Ma non doveva essere questa la nuova politica?

Brescia 2009 – L’elenco degli eletti in Consiglio Provinciale

16 Giugno 2009 Markus Lascia un commento

E’ stato ufficializzato ieri l’elenco definitivo degli eletti nel Consiglio Provinciale di Brescia. Rispetto all’elenco non ufficializzato circolato subito dopo lo scrutinio, il Partito Democratico perde un consigliere (Sofia Davolio) a vantaggio dell’Italia dei Valori (entra Francesco Patitucci). In totale sedieranno a Palazzo Broletto 36 consiglieri, di cui 22 alla maggioranza di Governo (11 ciascuno per Lega Nord e Popolo della Libertà) e 14 alle opposizione (8 al Partito Democratico, 3 all’UDC, 2 all’Italia dei Valori e 1 alla Lega Padana Lombardia) che probabilmente non troveranno un fronte comune, rendendo vita facile alla futura Giunta Molgora. In totale troviamo solamente 4 donne (una ciasuno per Lega e Pdl e ben 2 per il PD). Probabilmente nei prossimi giorni sarà resa nota anche la squadra che guiderà Molgora nei prossimi cinque anni.

 

.    Eletti nel Consiglio Provinciale di Brescia   .

Popolo della Libertà (11 consiglieri) Lega Nord (11 consiglieri)
      Giacomo Berdini       Roberto Bertelli
      Isidoro Bertini       Attilio Bertoli
      Antonio D’Azzeo       Stefano Borghesi
      Lucio Facchinetti       Giuseppe Donina
      Bruno Faustini       Roberto Faustinelli
      Diego Invernici       Paolo Formentini
      Giampietro Maffoni       Camilla Gritti
      Ermanno Pasini       Battista Lorenzi
      Emanuel Piona       Mario Maisetti
      Monica Poli       Ruggero Marchiori
      Gianluigi Raineri       Antonio Pagiaro
   
Partito Democratico (8 consiglieri) UDC – Unione Di Centro (3 consiglieri)
      Diego Peli (Candidato Presidente)       Gianmarco Quadrini (Candidato Presid.)
      Maurizio Billante       Giampaolo Mantelli
      Roberto Cammarata       Francesco Mazzoli
      Fabio Ferraglio  
      Francesco Maltempi Di Pietro – Italia dei Valori (2 consiglieri)
      Antonella Montini       Giampiero De Toni (Candidato Presid.)
      Pierluigi Mottinelli       Francesco Patitucci
      Laura Parenza  
  Lega Padana Lombardia (1 consigliere)
        Giulio Arrighini (Candidato Presidente)

Gli altri articoli sull’elezione del Presidente della Provincia di Brescia, sul Markus Blog:
«I risultati: voti al Presidente e voti di lista», 8 Giugno 2009
«Analisi semi approfondita del voto provinciale», 13 Giugno 2009
«Scheda di presentazione di Daniele Molgora», 1 Giugno 2009
«Scheda di presentazione di Diego Peli», 2 Giugno 2009
«Scheda di presentazione di Gianmarco Quadrini», 31 Maggio 2009
«Scheda di presentazione di Giampiero De Toni», 24 Maggio 2009
«Scheda di presentazione di Giulio Arrighini», 29 Maggio 2009

Analisi sul voto del Presidente della Provincia di Bresica

13 Giugno 2009 Markus Lascia un commento

Le elezioni sono terminate da quasi una settimana e il risultato – scontato – ha premiato Molgora eleggendolo Presidente già al primo turno. Il centrodestra ha vinto di misura, ottenendo il 55% dei voti. Tiene a modo suo il PD (che evita di andare sotto il 20%, terzo partito provinciale) e si nota l’exploit di Lega Nord, UDC e Italia dei Valori, tutti in sensibile crescita. Probabilmente gli unici dati interessanti – almeno per me – sono quelli relativi al solo territorio comunale di Brescia, in un confronto con i dati relativi all’elezione del sindaco di un anno fa.

Provinciali 2009 Comunali 2008
    Voti Perc. | Voti Perc.
Partito Democratico 24.815 27,83 % | 28.657 27,91 %
Popolo della libertà 24.744 27,75 % | 29.060 28,31 %
Lega Nord 16.450 18,44 % | 16.240 15,82 %
Italia dei Valori 5.235 5,87 % | 2.833 2,75 %
UDC 4.400 4,93 % | 3.859 3,96 %
Lista Laura Castelletti 2.292 2,57 % | 6.517 6,39 %

Possiamo notare un insignificante calo dei due partiti più forti (-0,56% il Pdl e – 0,08% il PD) e il sorpasso del PD sul partito di Paroli, che perde così il titolo di primo partito comunale. A differenza di un anno, dove il PD aveva perso in tutte le circoscrizioni, la situazione sembra essersi ribaltata. Il centrosinistra torna a vincere in alcune circoscrizioni (est e ovest) considerate roccaforte, anche se di poco. Evidentemente le battaglie del PD all’opposizione in Loggia non hanno premiato, o forse i bresciani hanno voluto premiare la politica di tolleranza zero della Loggia. I partiti di maggioranza infatti (Pdl, Lega e Udc) hanno aumentato di oltre 4 punti percentuali i propri consensi, tutti a scapito della sinistra e della Castelletti. Proprio lei è la vera sconfitta di queste elezioni, non va oltre l’1,1% in provincia e perde i due terzi dei propri voti sul territorio comunale. Quadrini riesce a stare a galla grazie al proprio partito che conquista il 6,37% in totale e comunque un buon 4,9% a Brescia città (+1% rispetto ad un anno fa). Nonostante la buona prestazione, l’Udc perde la quarta posizione a vantaggio dell’Italia dei Valori, che raddoppia i propri voti sulla scia del trend nazionale.

Chi segue questo blog da prima delle elezioni, ricorderà due post in particolare dedicati ad Andrea Bartoli, candidato per la lista Amo l’Italia non voto la Provincia, lista di stampo abolizionista che chiedeva agli elettori di non ritirare la scheda delle provinciali o di annullarla allo scopo di accelerare l’abolizione delle provincie tanto sbandierata dai governo di ogni credo e colore. L’obiettivo era di avere un differenziale con l’affluenza delle europee (al netto delle schede nulle, bianche e dei voti alla lista) di due cifre. Dopo tutte le attenzioni rivoltegli, mi pare giusto dedicargli uno spazio anche qui. Ma prima, parlino le cifre.

Europee 2009 Provinciali 2009 Provinciali 2004
Elettori 922.384   926.932   916.070  
Votanti 727.149 78,83 % 725.625 78,11 % 740.129 80,79 %
Sc. Bianche 16.276 2,23 % 21.897 3,01 % 29.499 3,98 %
Sc. Nulle 13.898 2,91% 16,180 2,22 % 40,356 5,45 %
Sc. Contestate 75 0,01 % 130 0,01 % 73 0,01%
Voti alla lista - - 2.211 0,30 % - -

Facendo due rapidi calcoli, notiamo che il numero di votanti differisce di solo 1.524 unità, e considerando che il numero di elettori provinciali è superiore a quelli europei, credo si possa conteggiare in 2.000 le persone che non hanno ritirato la scheda. Considerando poi che le schede bianche e nulle delle provinciali del 2004 era di molto maggiore alle europee dello stesso anno, credo sia più che generoso calcolare nella sola differenza tra europee e provinciali le schede sacrificate alla causa abolizionista: 7903 persone. Sommiamo il tutto (comprese, in regalo, la totalità delle schede contestate!) ed otteniamo 12.244. Ovvero l’1,69%. Credo di poter dare solo tre possibili spiegazioni: alla popolazione bresciana piace lo sperpero di soldi dell’ente provinciale ed è contro l’abolizione; la popolazione bresciana non considera l’ente provinciale uno spreco ed è contro l’abolizione; la popolazione bresciana è per l’abolizione delle Province, ma ha capito che questo modo di combattere la battaglia era e rimane stupido. A voi la scelta…

Come prevedibile, nessuno dei piccoli è riuscito a superare il punto percentuale, tranne l’autonomista Giulio Arrighini che riesce ad essere rieletto consigliere per la seconda volta consecutiva avendo superato il 3%, facendo addirittura meglio di Vanni Botticini – candidato di Rifondazione. Proprio Botticini è il grande escluso delle elezioni, operaio e consigliere uscente non arriva alla soglia. Rimane fermo a 17.551 voti (2,70%). Provo un senso di delusione per la pessima prova di Cesare Galli, arrivato ultimo, davanti solo a Bartoli (che chiedeva di non essere votato…) si è fermato a 4.071 voti, la metà dei quali raccolti nel solo comune di Brescia, dove raggiunge picchi del 2% in alcune circoscrizioni. Sconfitta forse più che prevedibile, essendo conosciuto a Brescia per il suo impegno come consigliere (nelle file della Lega Nord) e sconosciuto alla totalità dei cittadini fuori dal confine comunale.

Tutto l’opposto sono le prove dei candidati centristi, quel Gianmarco Quadrini che raccoglie più voti del previsto, anche senza l’aiuto – nella pratica – dell’alleata Castelletti, riuscendo a portare a casa due consiglieri (più Quadrini). E così l’Udc – almeno a Brescia – rimane piuttosto misteriosa: alleata al centrodestra in Loggia, da sola in Broletto e, sembrerebbe dalle voci a livello nazionale, con il PD alle regionali del prossimo anno (dove ora siede nei banchi della maggioranza di centrodestra). Più chiarezza, almeno su queste cose, sarebbe utile. L’altra sorpresa si chiama Italia dei Valori, capace di superare l’Udc nel comune di Brescia e prendere consensi insperati (31.306 voti, 4,82%) su tutto il territorio bresciano. Segno forse che i cittadini vorrebbero avere una politica locale del partito più partecipata e attiva, dopo aver abbracciato le battaglie nazionali.

E dopo tanto parlare dei sconfitti, grandi o piccoli che siano, non ho ancora nominato il vincitore: Daniele Molgora. La sua vittoria era – come più volte detto – scontata. Lo dimostra sia la sua campagna elettorale (decisamento silenziosa) che quella dei suoi avversari (decisamente poco convinti). Appena eletto ha dettato subito le priorità: interventi atti a dare ossigeno all’economia con degli investimenti infrastrutturali, razionalizzazione delle spese, verifiche sulle entrare e soluzione del nodo-Montichiari. Per tutti quelli che avevano dei dubbi, ha subito cercato di tranquillizare: non lasciarà l’incarico di deputato e nemmeno quello di sottosegretario. Di certo, con tre buste paga, non potrà lamentarsi che la (sua) economia va male.

E così, un elettorato forse troppo ignorante, ha deciso che il candidato imposto da Roma sia presidente part-time. E dopo aver reso orfano il comune del proprio sindaco, ha deciso che Brescia non debba avere neppure un Presidente della Provincia.

Brescia 2009 – Daniele Molgora (Lega-Pdl) è il nuovo Presidente

8 Giugno 2009 Markus Lascia un commento

Non era difficile intuirlo neppure mesi fa, e dopo lo spoglio delle elezioni Europee – dove la Lega Nord e il Popolo della Libertà da soli nella Provincia di Brescia hanno sfiorato il 60% – era scontato anche il nodo ballottaggio. Ed ora è ufficiale: Daniele Molgora, attuale sottosegretario all’Economia (si dimetterà da tale incarico) e deputato (non si dimetterà, salvo ripensamenti) è il nuovo Presidente della Provincia di Brescia, dove succede ad Alberto Cavalli (Pdl).

Aggiornamento! Pubblicata l’analisi del Markus Blog sul voto provinciale.
«Analisi semi-approfondita del voto provinciale» di Markus, 13 Giugno
«Elenco definitivo degli eletti in Consiglio» di Markus, 16 Giugno

Le due liste di centrodestra già da sole superano abbondantemente la soglia del 50%, il Popolo della Libertà vince la sfida con la Lega Nord per il titolo di “primo partito provinciale”, conquistato per un soffio (meno di 4000 voti, lo 0,56%). Pesantemente sconfitto il principale rivale, il democratico Diego Peli, che paga sia la pessima prestazione dell’alleato Sinistra e Libertà (fermo al 1,78%) che la brutta prova del Partito Democratico, che di poco supera il 20%. Nel complesso Peli viene ampiamente doppiato: 22,50 a 55,49%. Terzo Gianmarco Quadrini: la sua provincia del futuro non va oltre l’8%, forse anche per la deludente prova della lista Laura Castelletti, ferma ad un misero 1,11% (contro l’ottimo 7% ottenuto un anno fa alle comunali di Brescia). Quarto il dipietrista Giampiero De Toni che conquista un buon 4,78% seguito da Giulio Arrighini (Lega Padana Lombardia) fermo al 3,21%. Poi Vanni Botticini (Rifondazione) al 2,63%, rimane fuori dal consiglio. Tutti gli altri candidati sotto il punto percentuale.

Il centrodestra conquista così quasi i due terzi del consiglio provinciale, aggiudicandosi 11 seggi ciascuno. Il PD ottiene 7 seggi, l’UDC 2 e 1 per l’IdV. Sono poi eletti i candidati alla carica di Presidente Peli, Quadrini, De Toni e Arrighini.

  Voti Perc. |   Voti Perc. Seggi
Daniele MOLGORA 381.497 55,49 % | Popolo della Libertà 175.134 27,00 % 11
(Lega Nord, Pdl)     | Lega Nord 171.475 26,44 % 11
Diego PELI 154.682 22,50 % | Partito Democratico 130.956 20,19 % 7
(Partito Democratico)     | UDC Unione Di Centro 41.327 6,37 % 2
Gianmarco QUADRINI 52.228 7,59 % | Italia dei Valori 31.306 4,82 %  1
(UDC, Castelletti)     | Lega Padana Lombardia 18.794 2,89 %  
Giampiero DE TONI 32.886 4,78 % | Rifondazione Com. 17.551 2,70 %  
(Italia dei Valori)     | Sinistra e Libertà 11.585 1,78 %  
Giulio ARRIGHINI 22.116 3,21 % | Pensionati 7.871 1,21 %  
(Lega Padana)     | Lista Laura Castelletti 7.204 1,11 %  
Vanni BOTTICINI 18.147 2,63 % | Alleanza di Centro 6.101 0,94 %  
(Rifondazione)     | Lega Lombardo Veneta 5.968 0,92 %  
Elidio DE PAOLI 6.460 0,93 % | Forza Nuova 5.810 0,89 %  
(Lega Alpina)     | Lista Cesare Galli 4.071 0,62 %  
Roberto FORNILI 6.311 0,91 % | Lega Alpina Lumbarda 3.481 0,53 %  
(Lega Lomb. Ven.)     | Democrazia Cristiana 3.436 0,52 %  
Paolo ZATTONI 6.154 0,89 % | Non voto la Provincia 1.998 0,30 %  
(Forza Nuova)     | Lista Civica 1.515 0,23 %  
Cesare Galli 4.726 0,68 % | Mov. per le Autonomie 1.028 0,15 %  
(Lista Civica)     | Pensionati Uniti 999 0,15 %  
Andrea BARTOLI 2.211 0,32 % | LD Liberal Democratici 868 0,13 %  
(Non voto)     |      
               
Totale Elettori 928.932     Schede Bianche 21.897 3,01 %  
Totale Votanti 725.625 78,11 %   Schede Nulle 16.180 2,22 %  
Totale Voti Validi 687.418     Schede Contestate 130 0,01 %  

Brescia 2009 – I candidati alla Presidenza: Diego Peli (Partito Democratico)

2 Giugno 2009 Markus 3 commenti
 
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Diego Peli

Partito Democratico (Elenco candidati)
Sinistra per la Provincia di Brescia (Cand.)

Sito web di Peli (diegopeli.it)
Sito web del PD, Prov. di Brescia (pdbrescia.blogspot.com)

Programma elettorale (PDF, 239 KB)

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CHI E’ DIEGO PELI – 53 anni, è politico di professione. Segretario provinciale della CISL bresciana per 7 anni, è stato consigliere di amministrazione in diverse società della provincia e nazionali. Attualmente è membro del CdA della società Brescia Energia e Servizi, Presidente della Conferenza dei Comuni Bresciani per il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, capogruppo del PD della Comunità Montana della Valle Trompia e consigliere nazionale dell’Anci. Quest’anno termina il suo secondo mandato da Sindaco a Concesio.

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Risposta ad Andrea Bartoli e ai suoi candidati.

10 Maggio 2009 Markus 9 commenti

E’ da qualche giorno che sono assente sul blog e solo oggi, finite le cose importanti (Formula1 e Giro), trovo due minuti per scrivere questo post, in risposta ai commenti di un vecchio articolo sulla candidatura di Andrea Bartoli a Presidente della Provincia di Brescia (leggi il post). L’enfasi e la passione che hanno caratterizzato i commenti fa capire che chi li ha scritti sono candidati del movimento in questione (“Amo l’Italia. Non voto la Provincia”). Noto anzitutto con gran felicità i toni e lo spirito dei commenti, che hanno cercato di liquidarmi soffermandosi sulla questione dei rimborsi, che ha un’importanza marginale. Noto che, evidentemente sicuri della bontà del vostro movimento, avete optato per un atteggiamento costruttivo, dandomi del diffamatore, bugiardo, offensivo, disinformatore, pseudo-giornalista e qualunquista. E’ chiaro che non sapendo come difendere la vostra  proposta, optate per alzare la voce, insultando nel tentativo di intimidire. Ma non starò qui a giocare alla vittima..

Anzitutto la legge 157 del 3 giugno 1999, riportata da Nicodonda e Andy, norma i rimborsi elettorali alle elezioni europee, politiche e regionali. Come già scritto da Vlad non vieta i rimborsi alle amministrative, che sono normati dalle regioni e dagli enti stessi. Tanto che Ares Ricerche ha calcolato in 40 milioni di euro i rimborsi per le amministrative (comunali e provinciali) di quest’anno. "Meglio informarsi", dice Nicodonda? Ha proprio ragione!!

Ora mi perdonerete se parlo un po’ di me, ma non accetto che mi si dia del diffamatore semplicemente per portare l’attenzione su qualcos’altro. Probabilmente non sapete cosa sia la diffamazione, e usate quest’arma con leggerezza. Oppure ne cadete vittima interpretando nel modo a voi più comodo il post. Per fare una precisazione, si è in presenza di un reato di diffamazione nel momento in cui viene in qualche modo leso l’onore di un soggetto, onore soggettivo inteso come integrità morale, onore oggettivo inteso invece come reputazione. Vi sono poi una serie di giustificazioni comuni, dette scriminanti, in cui rientra l’esercizio dei diritti di cronaca e critica. L’altra precisazione riguarda ciò che ho scritto nel post. Non che il movimento "Amo l’Italia etc etc" gareggi solo per i rimborsi, ma mi sono limitato ad esprimere un mio pensiero: che probabilmente sarete felici di parteciparne alla spartizione, senza considerare a quel punto uno spreco ne la Provincia che vi da i soldi, ne la vostra inutile campagna senza risultati. Nel mio post mi sono limitato nell’esporre il programma di Bartoli e a criticarlo secondo il mio giudizio, pienamente conscio di vivere in una democrazia dove la libertà di manifestazione del pensiero mi è costituzionalmente tutelata dall’art.21 e dal diritto di critica (ad un programma politico che reputo non particolarmente interessante e che può in un qualche modo istigare ad una condotta “non corretta”).

Mi piacerebbe sapere da Andy (che ha lasciato come mail quella di Andrea Bartoli e sono quindi autorizzato a credere che sia il candidato presidente) in che modo ho fatto disinformazione e dove ho offeso. Ho riportato la notizia della vostra candidatura e della vostra proposta. Mi sono limitato a spiegare, dal mio punto di vista, perché è inutile come battaglia. Che disinformazione ho fatto? Chi ho offeso? Non comprendo i toni fascisti e le accuse che mi sono state rivolte. Sicuramente se vi avessi leccato il culo non mi avreste coperto di insulti. Comprendo di aver fatto arrabbiare degli azzardati politicanti presuntuosi con una semplice verità disinteressata e per aver criticato una proposta che ritengo politicamente inutile e assurda come la vostra e averne messo a nudo la stupidità.

Avrei preferito dibattere con voi sulla vostra proposta, sulle conseguenze della vostra campagna e sull’utilità/inutilità del vostro programma politico. Ma il vostro comportamento ha mostrato che avete ben poche idee a sostegno della vostra battaglia. Siete stati solo capaci di sbraitare.

Brescia 2009 – L’Italia dei Valori da sola: candidato il senatore De Toni

5 Maggio 2009 Markus Lascia un commento

In visita a Brescia qualche settimana fa, il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro ha ufficializzato la rottura con il Partito Democratico in vista delle amministrative, Brescia compresa. Nessun accordo è stato preso con il candidato democratico Diego Peli, e quindi l’IdV si è vista costretta alla corsa in solitario: candidato Giampiero De Toni.

De Toni, attualmente senatore, è originario di Calvagese Della Riviera, residente nonché sindaco per due volte e attuale vicesindaco a Edolo, è un camuno doc – come è stato descritto da Di Pietro – nella speranza di contrastare la Lega Nord proprio nelle valli dove dovrebbe avere le propri roccaforti. Difficile dire se De Toni andrà oltre il 5%, probabilmente no. Ma potrebbe comunque erodere consensi preziosi a Molgora ed impedirgli quella vittoria ora scontata al primo turno. Di certo il centro-destra una piccola vittoria la può vantare: la non frammentazione. A sinistra del Popolo delle Libertà infatti troviamo ben quattro candidati di spicco (tutti oltre un 5-10% di potenziali consensi) che si contendono non la vittoria, ma l’accesso al ballottaggio.

Brescia 2009 – Bartoli, il candidato che invita a non votare

4 Maggio 2009 Markus 19 commenti

Sabato è stata ufficializzata l’ennesima candidatura per la Presidenza della Provincia di Brescia, al voto il 6 e 7 Giugno. E’ quella di Andrea Bartoli, in rappresentanza di una lista un po’ particolare quanto assurda: «Amo l’Italia. Non voto per la provincia», un movimento abolizionista, che non punta ad abolire le Province – considerate, a ragione, enti inutili e costosi – ma solo a dar voce al dissenso popolare. Programma di governo? In caso di vittoria rifiutare ogni carica e offrire le proprie dimissioni. Utilità? Personalmente ne intravedo bene poca, ma a detta dei promotori – imprenditori ed intellettuali – è un chiaro esercizio di democrazia.

Come sostenerla? Non votandola. E’ lo stesso Bartoli ad invitare i propri elettori a ritirare la scheda per le europee ma non quella per le provinciali. Obiettivo zero voti, quindi. Considerata da più parti un proposta politicamente seria, la trovo la più inutile e stupida. Oltre che falsa. Ma si sa che la falsità è un requisito necessario per entrare in politica. In caso di (improbabile) vittoria costringerebbe a nuove elezioni, se gli stessi candidati non saranno irrimediabilmente attratti dalla sorprendente comodità delle poltrone del Broletto. Politicamente, una vittoria non servirà a nulla: le province non si aboliscono da sole, al massimo possono essere abolite dall’alto, da Roma. L’unica cosa sicura è che Bartoli e il suo strambo partito parteciperanno alla spartizione dei rimborsi. E in quel caso son sicuro che la loro insulsa campagna non verrà considerata uno spreco.


Aggiornamento!
In seguito alla mole di commenti e degli attacchi rivoltimi ho scritto un post di risposta ad Andrea Bartoli e i suoi candidati.
«Risposta ad Andrea Bartoli», 11 maggio 2009.

Brescia 2009 – UDC e socialisti insieme: candidato Quadrini

2 Maggio 2009 Markus 1 commento

Settimana scorsa la socialista e laica Laura Castelletti e il centrista cattolico Gianmarco Quadrini hanno formalizzato un’alleanza un po’ strana per le elezioni provinciali: correranno uniti in una coalizione aperta ad altri protagonisti interessati al progetto, a sostegno della candidatura del segretario provinciale dell’UDC Quadrini. Consapevoli delle differenze, hanno trovato un’unità di intenti sui valori da difendere e sulla direzione da seguire: l’efficienza dell’apparato amministrativo, l’aiuto alle famiglie, il sostegno alle piccole e medie imprese.

I partiti in realtà non sono così distanti, sono probabilmente gli anelli di collegamento tra le due coalizioni. Anche se le parole di Quadrini fanno credere che siano più vicini al Partito Democratico che non alla coalizione Pdl-Lega. Più volte non si sono risparmiati attacchi alla deriva estremista che prenderebbe la provincia se a vincere (magari con ampi consensi) fosse il candidato leghista Molgora, dubbi e perplessità che non hanno fondamenta nel vuoto. La coalizione catto-socialista punta al ballottaggio, obiettivo difficile se non impossibile. Se però la Castelletti dovesse riuscire a ripetere la buona prestazione delle comunali, unitamente ai voti dei cattolici, Quadrini potrebbe superare il 10%, erodendo consensi a Molgora e costringendolo ai ballottaggi. Di certo l’avversario del leghista non sarà Quadrini, ma Peli.