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Articoli taggati ‘Roberto Calderoli’

Medicina clandestina

5 febbraio 2009 1 commento

Giovedì il Senato della Repubblica ha approvato il Disegno di Legge sulla Sicurezza. Tra gli articoli più contestati vi è quello che leva il divieto ai medici di denunciare gli stranieri clandestini che si fanno curare. La vicenda è complicata sotto molti punti di vista, ma l’effetto sicuro sarà quello del proliferarsi in modo esponenziale delle cliniche e centri di cura illegali, clandestini e pericolosi.

I medici dovrebbero denunciare i clandestini che hanno bisogno di assistenza sanitaria? Benissimo, allora perchè tutti gli impresari edili del nord – che al 90% votano Lega Nord – non denunciano i propri lavoratori clandestini, assunti in nero, con una paga da fame, senza alcun diritto e con l’unico dovere di non esistere?


Per approfondire:
«Dal Senato via libera al ddl sulla sicurezza», dal Corriere della Sera | link
«Disegno di legge n. 733», dal Senato della Repubblica | link

Quando coerenza e onestà sono optional

28 novembre 2008 3 commenti

Da tanto tempo sentivo il bisogno di scrivere questo post. Un po’ per sfizio, un po’ per sfogo. Chi mi conosce sa che fino a due anni fa ero un forte sostenitore della Lega Nord e sopportavo parecchio il vecchio Cavaliere. Chi mi conosce sa che ad oggi ho posizioni in merito completamente opposte, sia verso l’uno che l’altro. Non ho cambiato le mie idee, ho solo cambiato il modo di vedere le cose. Sono diventato più critico verso tutto (e tutti) e ho cominciato a non prendere tutto quello che veniva detto come oro-colato o stupidata-colossale a seconda di quale esponente, partito o giornale fosse la dichiarazione. Ma non è solo questo, non è solo un evolversi del senso critico. Nel frattempo ho anche cambiato alcune delle mie idee, una su tutte quella per cui un popolo che se ne frega non possa avere dignità.

In altre parole, da due anni a questa parte ho ritrovato la mia dignità e ho smesso di essere un ultrà della politica.

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Moschee, la legge-muro della Lega Nord

8 settembre 2008 1 commento

Quello che si sta per iniziare è uno degli autunni più caldi per la politica italiana degli ultimi anni. No, nessun riscaldamento al massimo nel corridoi del Parlamento ma solo un’agenda colma di appuntamente fino a scoppiare.

Ci sarà il ministro Alfano e la sua riforma della Giustizia, il ministro Tremonti alle prese con la Finanziaria, il ministro Bossi impegnato col federalismo fiscale, Calderoli e il codice delle autonomie. Poi la riforma Costituzionale. Ma anche l’opposizione non rimane comoda in poltrona e se Veltroni si impegna a raccogliere milioni di firme contro il Governo fino a organizzare, in ottobre, una manifestazione del Partito Democratico, anche Antonio di Pietro di prepara a raccogliere migliaia di firme per chiedere il referendum contro il lodo Alfano. Con tutti questi impegni dubito che il buon Calderoli possa trovare il tempo per mettere il guinzaglio al proprio maialino più bello e andare a passeggiare nei campi destinati alla costruzione delle moschee.

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Se Sicurezza fa rima con Propaganda

16 luglio 2008 1 commento

Con grande gioia e soddisfazione pochi giorni fa la Camera ha approvato il pacchetto sicurezza, preparato da Roberto Maroni – Ministro dell’interno – e infangato a più non posso dal Governo Berlusconi e i suoi scagnozzi. Infangato perchè sono state inserite norme con la sicurezza centrano poco o nulla e ottengono il risultato opposto a quello annunciato. In più il voto di fiducia posto dal Governo per evitare che il pacchetto fosse corrotto da qualche buona idea rende bene la natura di questo Governo: un manipolo di uomini che fan politica populista, fatta di slogan ad effetto, decreti di propaganda e poca sostanza.

Il decreto prevede, ad esempio, il pattugliamento in forze miste della Polizia di Stato e dell’Esercito. Peccato che un decreto approvato negli stessi giorni preveda un taglio di 7000 unità per l’Esercito e almeno  altrettanti per la Polizia, fino ad un totale, per le forze armate, di 40000 unità. L’importante per Silvio è annunciare che le cose buone e nascondere le cattive. Fare il duro e promettere più sicurezza. Peccato che il troppo lavoro gli faccia dimenticare che ha predisposto tagli al Ministero dell’Interno per 700 milioni di Euro e alla Difesa tagli per un miliardo. Peccato che alla magistratura – che ha sovracaricato di lavoro – abbia tagliato 400 milioni di finanziamenti. Si promette più polizia e controlli ma si fa l’opposto. Tanto ci penserà la stampa a dire che l’Italia è improvvisamente un paese sicuro. Per non dimenticare le carceri. Si promette di arrestare tutti i delinquenti ma tagliano i fondi per la manutenzione delle carceri e non prevedono costi per l’edilizia carceraria. Ma l’apice della propaganda la si ha con la norma blocca processi. Un semplice indulto chiamato con altro nome.

La cosa divertente di tutto questo è la Lega. Promette tolleranza zero in campagna elettorale e poi approva la linea dell’impunità mille di Berlusconi. Dove per salvare le chiappe a se e all’amico Mills si consegnano alla libertà migliaia di stupratori, rapinatori e delinquenti. La Lega piega la testa e acconsente. Venendo meno alla sua parola. E’ un tradimento nei confronti dei suoi elettori. In nome di cosa? Del Federalismo? Di quel Federalismo che è da 15 anni che il nord aspetta e che farebbe meglio a rivolgersi a qualcun’altro. A qualcuono che mantanga la parola e non si venda semplicemente al miglior offerente.

Vangelo secondo Silvio

15 luglio 2008 1 commento

C’è un progetto, un piano, un’idea nella mente di un uomo. Nelle mente di Silvio Berlusconi aleggia da anni il desiderio di riformare la giustizia. A modo suo.

Una riforma che è presa come un vangelo in cui credere, e mai dubitare, da tutti i suoi scagnozzi. Parlamentari e alleati. Ma soprattutto avvocati. I suoi avvocati.

Un progetto che prevede la distruzione della magistratura e dei giudici. Bastoni tra le ruote per chi indaga e mille problemi per chi deve giudicare. Un progetto che publicizza la separazione delle carriere, la punizione per quei giudici che sbagliano e qualche altro elemento propagandistico in perfetto stile populista. Berlusconi ha le idee chiare. Commenta la sua assoluzione per abusi edilizi (leggi la notizia) definendola la prova evidente della persecuzione giudiziaria alla quale è stato sottoposto in questi ultimi anni. Come se un’assoluzione comporti necessariamente che tutti gli i processi siano strumentalizzati. Come se due errori della magistratura – per abuso edilizio in sardegna e per violazioni delle leggi sul monopolio in Spagna – comportino necessariamente che tutta la magistratura sia in errore. Come si concilia il concetto di giustizia con le idee berlusconiane? Giustizia è prendere e imprigionare i criminali. Non è giustizia arrestare un poliziotto perchè effettua un’intercettazione. Non è aiutare la magistratura tagliare del 40% i finanziamenti.

Il modello americano che il Presidente del Consiglio spesso nomina non è in realtà il suo modello d’ispirazione. In america i criminali sono puniti. I magistrati sono rispettati. Nessuno negli Stati Uniti, quando hanno indagato questo o quell’altro senatore o addirittura il Presidente, ha avuto il coraggio di accusare i giudici di voler sovvertire il voto. In America hanno applaudito la retata contro gli speculatori e truffatori di Wall Street. Nessuno ha parlato di teoremi accusatori. In America per falso in bilancio son previsti venti anni di reclusione. Non si diventa Capo del Governo!

Ma perchè il Parlamento non si occupa dei problemi del paese? Addirittura Angelino Alfano, Ministro della Giustizia, annuncia una riforma radicale della giustizia entro settembre, come se non ci fosse nulla di più importante di cui discutere.

Aveva ragione Giorgio Gaber quando cantava Salviamo sto paese nel 1978:

Bisogna far proposte in positivo senza calcare la mano sulle possibili carenze. Lasciamo perdere il pessimismo, l’insofferenza generale dei giovani, i posti di lavoro, l’instabilità, la gente che non ne può più, la rabbia, la droga, l’incazzatura, lo spappolamento, il bisogno di sovvertire, il rifiuto, la disperazione… Cerchiamo di essere realisti.

Non lasciamoci trarre in inganno… dalla realtà!

Un popolo che se ne frega non ha dignità

13 luglio 2008 5 commenti

C’è un ometto, un poco di buono. Piccolino, grassottello, un po’ calvo. Nella vita fa il ladruncolo. Gli daremo un nome di fantasia: Silvio! Silvio ha grandi aspirazioni nella vita, è un gran chiacchierone, vorrebbe rivoluzionare il mondo. Ma è chiuso, intrappolato da questa società che non gli lascia altra possibilità che delinquere. Un giorno Silvio è al lavoro, fuori da un ufficio postale. Entra un’anziana signora, per ritirare la propria pensione. Quando si allontana non si accorge che il nostro Silvio inizia a seguirla. La segue fino ad una zona un po’ isolata, dove il momento più importante del suo lavoro è arrivato. Le si avvicina, la tramortisce e la deruba dei suoi soldi. Ma un altro personaggio della nostra storia, che chiameremo Sempronio, entra improvvisamente in scena. Ha assistito alla scena, ha compreso perfettamente le parti e i ruoli della vecchia e di Silvio. Sa che Silvio è colpevole e la vecchia è vittima. Silvio, che dicevamo essere un gran chiacchierone, parla a Sempronio di libertà, di piccoli errori, dell’accanimento dei poteri contro di lui che non gli permettono di vivere seranamente in modo legale. Propone a Sempronio un accordo: una parte del malloppo in cambio del suo silenzio. Entrambi si avviano felicemente verso la conclusione di questa storia. Silvio ha il frutto delle sue scorribande, non ha testimoni contro di lui e si garantisce l’impunità. Sempronio pensa “che se ne frega della vecchiaccia”, non la conosce e non avrà rimorsi, ma ha gudagnato qualche soldo. E la vecchia signora? Vivrà questo mese senza pensione, tra l’indifferenza del popolo. Vince il portafoglio, perde la dignità. Uno a zero, palla al centro.

Ci spostiamo in un’altra dimensione e troviamo un altro ometto, un poco di buono. Piccolino, grassottello, un po’ calvo. Nella vita fa l’imprenditore. Gli daremo un nome di fantasia: Silvio! Silvio ha grandi aspirazioni nella vita, è un gran comunicatore, vorrebbe rivoluzionare il mondo. Ma è chiuso, intrappolato da questa società che non gli lascia operare secondo i suoi ideali. Un giorno Silvio è al lavoro, nel suo ufficio. La sua società, molto produttiva e dominante, è quotata in borsa, ha migliaia di piccoli azionisti, magari uno di questi è la vecchietta della storia precedente, che ha usato tutti i risparmi di una vita per comprare quelle fortunate azioni. Il nostro Silvio decide però di falsificare i bilanci della sua azienda, porta soldi in conti esteri e società fittizzie. E’ molto bravo nel suo lavoro. Purtroppo però la vecchia, da questa operazione, non guadagna nulla ma ci perde diversi denari. Sempronio sa queste cose, conosce le parti e i ruoli della vecchia e di Silvio. Sa che Silvio è colpevole e la vecchia è vittima. Silvio, che dicevamo essere un gran comunicatore, parla a Sempronio di libertà, di piccoli errori, dell’accanimento dei poteri contro di lui che non gli permettono di vivere seranamente in modo liberale. Propone a Sempronio un accordo: qualche soldo in cambio del suo voto. Entrambi si avviano felicemente verso la conclusione di questa seconda storia. Silvio ha il frutto delle sue operazioni, non ha processi contro di lui e si garantisce l’immunità. Sempronio pensa “che se ne frega della vecchiaccia”, non la conosce e non avrà rimorsi, ma ha gudagnato qualche soldo non pagando più l’ICI o il bollo dell’auto. E la vecchia signora? Vivrà questo mese senza i frutti delle sue azioni, tra l’indifferenza del popolo. Vince il portafoglio, perde la dignità. Due a zero.

Le due storie sembrano diverse ma sono la stessa storia. L’imprenditore è come il ladruncolo, il suo falso in bilancio è come uno scippo. Alla fine perde sempre la vecchia, derubata della sua pensione e dei suoi soldi. Derubata da quel Silvio imprenditore/ladruncolo che compra il silenzio del popolo in cambio di qualche denaro per assicurarsi quell’impunità che fa tristemente rima con immunità. Quel Sempronio che si indentifica perfettamente nel popolo italiano, capace di fregarsene, di fare silenzio. Un Sempronio che ha perso i valori, le idee, che ha come unica preoccupazione il peso del suo portafoglio. Un Sempronio che ha perso per sempre la sua dignità.

Tonino scatenato

4 luglio 2008 3 commenti

Articolo tratto da L’Espresso del 4 luglio.

Attivismo instancabile. Mobilitazione di piazza. Abile uso di internet. Manifesti in tutta Italia. Così Di Pietro punta a diventare l’alfiere dell’opposizione. E riuscire anche a conquistare i delusi di Lega e An.

È stato il miglior raccolto della mia vita…, scherza l’uomo sulla trebbiatrice che sta mietendo il campo della politica italiana. Domenica 29 giugno si è fatto fotografare a bordo di un trattore, cappellino e magliettina gialla di una cooperativa di preti salesiani di Vasto, mentre lavorava il pezzo di terra ereditato dal padre nella sua Montenero di Bisaccia. Il trattore è il suo oggetto di culto, al punto che gli amici una volta glielo hanno fatto trovare di cioccolato, disegnato sulla torta il giorno del suo compleanno.

Ma la vera messe Antonio Di Pietro aspetta di raccoglierla nei prossimi mesi. Il legalità day per protestare contro le nuove leggi ad personam di martedì 8 luglio è solo l’inizio. In arrivo c’è una massiccia campagna di manifesti e affissioni che a Italia dei Valori costerà la bellezza di 400 mila euro, con un messaggio double-face. A nord del Po il manifesto strepita: ‘Il federalismo di Berlusconi: 300 milioni di euro per l’Alitalia, 500 per i finanziamenti a Roma, 500 per la spazzatura a Napoli. Il conto lo paga il Nord!’. Nelle regioni meridionali lo slogan si articola diversamente: ‘Il governo Berlusconi toglie l’Ici e scippa 1.850 milioni di euro stanziati per le strade di Calabria e Sicilia. Paga il Sud!’. Unico punto in comune, in Campania e in Lombardia, il disegno con una gallina depredata delle sue uova, inventata dallo stesso studio grafico che ha creato l’ormai mitico indiano schiaffato sui manifesti come testimonial della campagna elettorale della Lega. Un marchio di fabbrica. Per intercettare i primi delusi del governo Berlusconi, leghisti al Nord, elettori di An al Sud.

L’attacco di Di Pietro: le reazioni

29 giugno 2008 1 commento

Proprio ieri Antonio ha commentato le nuove intercettazioni pubblicate dall’Espresso tra Silvio Berlusconi e Agostino Saccà (direttore di RAI Fiction): «Le intercettazioni che loro vogliono limitare ci fanno vedere un capo del governo che fa un lavoro più da magnaccia, impegnato a piazzare le veline che parlavano troppo. Berlusconi sta utilizzando tutto questo tempo in parlamento per farsi le leggi che servono a lui, soprattutto una legge che gli permette di non essere più processato, fosse manco il Padreterno. Noi dell’Italia dei Valori faremo un referendum per permettere ai cittadini di abrogare questa legge in modo che anche lui sia uguale agli altri». Neppure avesse detto chissà che subito le file della maggioranza hanno fatto quadrato attorno al poveretto Berlusconi. Stramente tutti si son fermati alla prima frase («un capo del governo che fa un lavoro più da magnaccia») e nessuno si è spinto a commentare le cose davvero importanti. Dal Corriere della Sera i commenti (ridicoli) dei maggiori esponenti del centro-destra italiano.

Tutti in piazza!

27 giugno 2008 1 commento

ImmagineRoma, 8 luglio, manifestazione in piazza del Pantheon. Passaparola!

“Care concittadine e cari concittadini,
il governo Berlusconi sta facendo approvare una raffica di leggi-canaglia con cui distruggere il giornalismo, il diritto di cronaca e l’architrave della convivenza civile, la legge uguale per tutti.
Questo attacco senza precedenti ai principi della Costituzione impone a ogni democratico il dovere di scendere in piazza subito, prima che il vulnus alle istituzioni repubblicane diventi irreversibile.
Poiché il maggior partito di opposizione ancora non ha ottemperato al mandato degli elettori, tocca a noi cittadini auto-organizzarci. Contro le leggi-canaglia, in difesa del libero giornalismo e della legge eguale per tutti, ci diamo appuntamento a Roma l’8 luglio in piazza del Pantheon alle ore 18, per testimoniare con la nostra opposizione – morale, prima ancora che politica – la nostra fedeltà alla Costituzione repubblicana nata dai valori della Resistenza antifascista.
Vi chiediamo l’impegno a “farvi leader”, a mobilitare fin da oggi, con mail, telefonate, blog, tutti i democratici. La televisione di regime, ormai unificata e asservita, opererà la censura del silenzio.
I mass-media di questa manifestazione siete solo voi.”

On Furio Colombo, Sen Francesco Pardi, Paolo Flores d’Arcais

Rialzati Italia… con le tue gambe!

10 maggio 2008 Lascia un commento

Rieccomi! E’ da qualche giorno che non scrivo più sul blog, ma purtroppo l’università mi sta portando via tutto il poco tempo libero che ho. Il tempo di scrivere manca, purtroppo. Oggi trovo due minuti per scrivere e commenterò, brevemente, la recentissima nomina del Governo Berlusconi. Pochi giorni fa è stata presentata la lista dei ministri. Se alla Presidenza del Senato abbiamo un mafioso (Renato Schifani, quello che la-sinistra-qui-la-sinistra-là) e alla Presidenza della Camera dei Deputati abbiamo un fascista (Gianfranco Fini, delfino di Almirante, che ha smesso cinque anni fa di fare il saluto romano) al Governo abbiamo una squadra di incompetenti ed inesperti.

Naturalmente qualche nome di alto livello c’è, da Gianni Letta (Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio) a Giulio Tremonti (Ministro dell’Economia), ma sono pochi. Dominano invece le persone sbagliate al posto sbagliato, da Roberto Maroni (Ministro dell’Interno, ruolo già ricoperto nel Berlusconi I quando firmò il decreto Biondi contro il pool di Mani Pulite rinomianto salva-ladri, si giustificò dicendo che lui quel decreto non l’aveva neppure letto) ad Umberto Bossi (Ministro per le Riforme, invece di occuparsi di politica dovrebbe occuparsi dei suoi nipotini vista la salute e le cose che dice), da Roberto Calderoli (Ministro per la Semplificazione) ad Angelino Alfano (Ministro della Giustizia, personaggio debole, senza esperienza, per mezzo di lui Berlusconi eserciterà meglio il proprio potere sulla giustizia), da Stefania Prestigiacomo (Ministro dell’Ambiente) a Mariastella Gelmini (Ministro dell’Istruzione).

Chiudo con due righe scritte da Giovanni Sartori sul Corriere della Sera di oggi: sono pronto a scommettere che se all’attuale squadra del governo Berlusconi venissero affidate Mediaset, Fiat, Eni, Luxottica e simili, in pochissimo tempo diventerebbero altrettante Alitalia. Il Cavaliere si vanta di essere un imprenditore. Perché non ci spiega, allora, come mai applica all’azienda Italia criteri di reclutamento che certo non applicherebbe alle sue aziende?

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