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Articoli taggati ‘Umberto Bossi’

Obiettivo: salvare le chiappe al capo

11 novembre 2009 1 commento

Grande settimana per la politica italiana: mentre in America Barack Obama vince il primo round per una riforma dalla portata storica (quella della sanità), in Germania si celebra il ventennale dalla caduta del muro e in quasi tutti i paesi si dibatte di crisi economica, tutale del lavoro e argomenti simili, in Italia non si pensa ad altro se non delle chiappe del capo. Da oltre una settimana i nostri politici si interrogano unicamente su quale sia il modo migliore per salvarle. La situazione è evidentemente molto grave e pericolosa (per le chiappe del capo, si intende), se – a differenza del passato – oggi è lo stesso Berlusconi a mettersi in gioco in prima persona, senza ricorrere a ipocrisie varie o fantasiose generiche ragioni fasulle per giustificare quello che si fa. Questo è il primo punto importante della vicenda: a differenza del passato non si ricorre alle maschere consumate del bene-comune ma si parla apertamente di leggi per bloccare i processi a Berlusconi.

Un altro spunto interessante di questa vicenda è la concezione di politica che ha Berlusconi. Per convincere il proprio alleato più stretto – Gianfranco Fini – è arrivato alle minacce: o si firma per salvargli le chiappe o si torna al voto. Niente ripensamenti, l’impunità del capo è più importante dei problemi sociali, della crisi, dei lavoratori. Per convincere invece il proprio cagnolino più fed.. ehm.. alleato più fedele – Umberto Bossi – è pronto a barattare addirittura le Presidenze delle Regioni del nord in gioco nel 2010 per avere assicurato il alla sua personalissima ed esclusiva riforma. Probabilmente – ma ne avremo la certezza solo entro la prossima settimana – Berlusconi concederà il Veneto (o la Lombardia) e il Piemonte. In cambio di due belle e comode poltrone la Lega temo sarà felicissima di cestinare quei pochi valori che ancora gli restano, permettendo al capo di salvarsi le chiappe in quei processi che non è ancora riuscito a falsare.

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Una bella proposta di Sinistra e Libertà: che i soldi negati agli esclusi dalle Europee siano donati all’Università dell’Aquila

15 giugno 2009 Lascia un commento

Non capita spesso che la sinistra italiana si faccia promotrice di proposte serie e condivisibili, e quando questo accade penso sia giusto dare massima visibilità a tali proposte. E’ questo il caso di una lettera di firmata dai massimi esponenti di Sinistra e Libertà destinata ai vertici dei cinque partiti maggiori (Pdl, PD, Lega, Idv e Udc) che da soli siedono al Parlamento Italiano ed Europeo. Nella lettera si chiede che i rimborsi elettorali delle europee del 6 e 7 giugno negati ai partiti esclusi (come Sinistra e Libertà, Rifondazione-PdCI, Radicali e L’Autonomia) ed incassati ingiustamente dai cinque partiti maggiori, siano destinati all’Università dell’Aquila.

Per chi volesse sostenere questa iniziativa, può inviare a segretari di questi cinque partiti una mila, attraverso il form dedicato sul sito di Sinistra e Libertà a questo indirizzo.

Il tema del finanziamento della politica, come lei ben sa, è stato discusso nelle aule parlamentari in occasione della recente introduzione della soglia di sbarramento del 4% per accedere al Parlamento europeo.
In quell’occasione l’Aula del Senato si pronunciò, praticamente all’unanimità, per garantire anche a coloro che non avessero superato il 4% , ma che avessero ottenuto il 2% dei voti validi, la possibilità di un rimborso elettorale.
La decisione unanime del Senato è stata, purtroppo, cancellata dalla Camera dei deputati.

L’effetto concreto è stato quello di privare le liste che non hanno raggiunto il quorum non soltanto della loro rappresentanza parlamentare ma anche della possibilità di accesso a una qualche forma di rimborso elettorale.
Ciò, tuttavia, non ha comportato alcuna forma di risparmio per le casse dello Stato.
La norma di legge attribuisce, infatti, ai partiti che hanno superato la soglia del 4% i soldi negati alle liste non l’hanno superata.

Non si tratta di una piccola somma.
I vostri partiti, grazie alla norma da voi stessi votata, incasseranno la bella cifra di 30.554.593 euro.
Sarebbe stato giusto prevedere nella legge la restituzione allo Stato di questa somma.
Ciò non è, purtroppo, avvenuto nonostante il tentativo di qualche isolato parlamentare.

I firmatari di questa lettera-appello, in attesa che questa norma di legge sia rivista, vi chiedono di fare attraverso un gesto politico ciò che non si è potuto fare attraverso la legge: restituire a una finalità pubblica i 30.554.593 in più che percepirete.
A questo riguardo vi proponiamo di versare l’intera somma sul conto corrente della Università dell’Aquila, la cui ricostruzione dopo il terremoto costerà non meno di 220 milioni di euro.
L’accoglimento della nostra richiesta costituirebbe un gesto di straordinaria sensibilità politica e si aggiungerebbe alle tante iniziative di raccolta fondi che si stanno sviluppando nel Paese.

Il versamento va fatto sul seguente conto: Università degli studi dell’Aquila IBAN IT 80 T 03002 03601 000400240569 Codice swift: BROMITR1A20

C.Fava, G.Francescato, U.Guidoni, R.Nencini, N.Vendola
«Ai segretari e presidenti di Pdl, PD, Lega Nord, Idv e Udc», dal sito di Sinistra e Libertà

Un’analisi sul voto delle Europee

12 giugno 2009 Lascia un commento

Concluse le elezioni Europee, tutta Italia si è ben interrogata sul significato del verdetto. Un elettore su tre ha ancora confermato fiducia a Silvio Berlusconi, che però non festeggia – avendo mancato in modo clamoroso il traguardo tanto pubblicizzato del 43% – a differenza dei suoi alleati padani. Bossi raccoglie la più alta percentuale nella sua storia e si consolida terzo partito del paese, seguito a breve distanza da Antonio Di Pietro che quadruplica i voti ottenuti nelle passate elezioni europee. Gode l’Unione Di Centro, che conquista l’obiettivo del 6%, e probabilmente anche la sinistra italiana, che riesce nell’impresa di non farsi eleggere neppure nel Parlamento Europeo. Il PD piange ma si consola che avrebbe potuto perdere molto di più mentre Franceschini mostra chiari segni di delirio.

Ho sempre considerato le elezioni europee come un’elezione fine a se stessa, che non ha e non dovrebbe avere significati politici interni. Purtroppo Berlusconi l’ha voluta trasformare in un gigantesco referendum su di lui e sul suo Governo con l’appoggio (guarda caso) dell’opposizione, ben contenta di farsi del male. Quindi mi adeguo e provvedo ad esaminare, brevemente, i risultati in relazione anche e soprattutto con le politiche di un anno fa.

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Perché Silvio Berlusconi non risponde alle 10 domande… della "Padania"?

3 giugno 2009 1 commento

Riporto da Articolo21 un articolo di Stefano Corradino che, partendo dal silenzio del Premier sulle domande poste da Repubblica sul caso Noemi, ripropone e commenta un articolo dai toni ben più pesanti e provocatori nei confronti di Silvio Berlusconi. L’articolo in questione, e le sue dieci domane, non riguarda un caso di gossip, non è dei nostri giorni. E’ del luglio 1998, parla dei rapporti tra Berlusconi e la mafia, è stato scritto da Max Parisi e pubblicato su La Padania, giornale di partito della Lega Nord, che oggi preferisce far finta di nulla, dimenticare e piegarsi  al volere del grande capo. Ah, la coerenza…

"Berlusconi mafioso? 11 domande al Cavaliere per negarlo". Il titolo di quest’articolo non è né di Marco Travaglio né di Peter Gomez. Non è la traduzione dall’inglese o dallo spagnolo di quotidiani come il "Financial Times" o "El Pais", nota stampa comunista… Il titolo è di un articolo scritto nel luglio 1998 da Max Parisi su "la Padania", il quotidiano della Lega. Erano i tempi in cui la Lega sparava a zero contro Berlusconi con molta più veemenza di quanto faccia oggi il centro sinistra… L’articolo è riemerso in questi giorni dal social network Facebook ma è rintracciabile facilmente sulla rete insieme ad altri sferzanti corsivi di quel periodo che il giornale di Umberto Bossi ha poi scrupolosamente rimosso dall’archivio, ossequiando l’attuale stretta alleanza con il Cavaliere.

"Basta", scriveva Parisi. "Basta con questa indicibile manfrina messa in piedi dai mezzi di comunicazione di massa sulle vicende giudiziarie – specialmente quelle palermitane – di Silvio Berlusconi. È arrivata l’ora delle certezze definitive. Di seguito presento al signor Berlusconi una serie di domande invitandolo pubblicamente a rispondere nel merito con cristallina chiarezza affinché una volta per tutte sia lui in prima persona a dimostrare – se ne è capace – che con Cosa Nostra non ha e non ha mai avuto nulla a che fare. A scanso di equivoci e strumentalizzazioni, già da ora – signor Berlusconi – le annuncio che nessuna delle notizie sul suo conto che leggerà in questo articolo è frutto di "pentimenti", e nessuna delle domande che le sto per porre si basa o prende spunto anche fosse in modo marginale dalle parole dei cosiddetti "pentiti". Tutto al contrario, esse si basano su personali indagini e su documenti amministrativi che in ogni momento – se lo riterrà – potrò inviarle perché si sinceri della loro autenticità…"

A questa premessa seguono 11 domande. 11 sciabolate rivolte al presidente del Consiglio: le proprietà, gli affari, i conflitti di interesse, i rapporti con personaggi le cui fedine penali erano non proprio intonse… 11 fendenti così ardimentosi da far apparire i mitici Bob Woodward e Carl Bernstein del Watergate come pavidi cronisti. Silvio Berlusconi allora non rispose e querelò il quotidiano leghista.
In questi giorni il quotidiano diretto da Ezio Mauro continua a pubblicare 10 domande rivolte al premier sull’"Affaire Noemi". Per questo rivolgiamo un accorato appello al Cavaliere: se non vuole rispondere ai dieci quesiti di Repubblica (quotidiano notoriamente bolscevico e sovversivo…) perché, a 11 anni di distanza non replica agli 11 interrogativi (o anche solo a dieci) posti dal quotidiano di un partito alleato? 

"Punto per punto, nome per nome. È un’occasione d’oro per farla finita una volta per tutte. Sappia che d’ora in poi il silenzio non le è più consentito né come imprenditore, né come politico, né come uomo".

P.S. Quest’ultimo virgolettato non è di Ezio Mauro, Concita De Gregorio o Gabriele Polo, ma la conclusione del sopracitato articolo di Max Parisi. Sulla Padania. Quotidiano della Lega. Luglio. 1998.

di Stefano Corradino
tratto da Articolo21.info

Brescia 2009 – Berlusconi e Bossi hanno deciso: la Provincia alla Lega

2 aprile 2009 Lascia un commento

Ieri, durante una cena informale, Silvio Berlusconi e Umberto Bossi hanno trovato un accordo definitivo sulle elezioni amministrative. L’aspetto più importante è la nomina a candidato della destra per la Provincia di Brescia di Daniele Molgora, oggi sottosegretario all’Economia e deputato della Lega Nord. Una vittoria per la Lega bresciana e franciacortina, che fino alla scorsa settimana minacciava di correre da sola se il candidato alla presidenza fosse stato un pidiellino. Nonostante questo si sono registrati malcontenti in casa Lega, per la pessima rappresentanza della Bassa, della Valcamonica, e della Val Trompia, oltre allo stessa candidatura di Molgora, nome apprezzato ma non preferito su altri. Sul fronte opposto questa domenica si tengono le primarie per scegliere il candidato del Partito Democratico, ovvero per designare colui che si vedrà morire politicamente. Credo che neppure i più ottimisti prevedano un risultato diverso se non una vittoria senza sconti e al primo turno della coalizione Lega-PdL. Nell’accordo tra i due leader compare anche la spartizione più ampia delle altre province: Bergamo e Sondrio alla Lega, Milano e Torino al PdL. Per Giuseppe Romele (area AN), che fino alla scorsa settimana era il candidato ufficiale della destra, si vocifera un suo ingresso nell’esecutivo, forse al posto di Molgora come sottosegretario all’Economia.

Molgora non è entusiasta della candidatura. La stessa Lega bresciana avrebbe preferito altri nomi. Questo è bell’esempio di federalismo. Due capi romani decidono sulla testa di militanti ed iscritti bresciani, ad un incontro a cui non erano ne invitato ne presente alcun rappresentante locale. Bossi e Berlusconi, da buoni amici, hanno proceduto ad una spartizione delle province, come fossero figurine dei calciatori. Gran bell’esempio di libertà e democrazia.

Medicina clandestina

5 febbraio 2009 1 commento

Giovedì il Senato della Repubblica ha approvato il Disegno di Legge sulla Sicurezza. Tra gli articoli più contestati vi è quello che leva il divieto ai medici di denunciare gli stranieri clandestini che si fanno curare. La vicenda è complicata sotto molti punti di vista, ma l’effetto sicuro sarà quello del proliferarsi in modo esponenziale delle cliniche e centri di cura illegali, clandestini e pericolosi.

I medici dovrebbero denunciare i clandestini che hanno bisogno di assistenza sanitaria? Benissimo, allora perchè tutti gli impresari edili del nord – che al 90% votano Lega Nord – non denunciano i propri lavoratori clandestini, assunti in nero, con una paga da fame, senza alcun diritto e con l’unico dovere di non esistere?


Per approfondire:
«Dal Senato via libera al ddl sulla sicurezza», dal Corriere della Sera | link
«Disegno di legge n. 733», dal Senato della Repubblica | link

Quando coerenza e onestà sono optional

28 novembre 2008 3 commenti

Da tanto tempo sentivo il bisogno di scrivere questo post. Un po’ per sfizio, un po’ per sfogo. Chi mi conosce sa che fino a due anni fa ero un forte sostenitore della Lega Nord e sopportavo parecchio il vecchio Cavaliere. Chi mi conosce sa che ad oggi ho posizioni in merito completamente opposte, sia verso l’uno che l’altro. Non ho cambiato le mie idee, ho solo cambiato il modo di vedere le cose. Sono diventato più critico verso tutto (e tutti) e ho cominciato a non prendere tutto quello che veniva detto come oro-colato o stupidata-colossale a seconda di quale esponente, partito o giornale fosse la dichiarazione. Ma non è solo questo, non è solo un evolversi del senso critico. Nel frattempo ho anche cambiato alcune delle mie idee, una su tutte quella per cui un popolo che se ne frega non possa avere dignità.

In altre parole, da due anni a questa parte ho ritrovato la mia dignità e ho smesso di essere un ultrà della politica.

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La sobrietà smarrita

23 settembre 2008 Lascia un commento

Riporto un articolo molto interessante di una delle firme più autorevoli del Corriere della Sera, Gian Antonio Stella, sulla politica italiana.

«L’Ulivo sgomina la cellulite!». Quel titolone a tutta pagina di Cuore, che nella primavera del ’96 rideva dei toni trionfanti con cui i ministri del governo di centrosinistra celebravano se stessi, resta un formidabile esempio di giornalismo sano. Così come la rubrica che la rivista satirica, imitandolecopertine della Domenica del Corriere, dedicava ai miracoli di San Tonino Di Pietro: «Fa arrivare in orario il Pendolino», «Elimina le stragi del sabato sera», «E’ assunto in cielo senza raccomandazioni». Un governo che «se la tira», da che mondo è mondo, finisce per fare danni. A se stesso e al Paese che lo ha eletto.

Certo, perfino un uomo sobrio come Sylvius Magnago, il leader storico della Svp, teorizzava che per essere un leader e guidare un popolo occorrono tre cose. 1) Avere delle buone ragioni. 2) Crederci fermamente. 3) Metterci un pizzico di retorica perché «la merce bisogna anche saperla vendere ». Per capirci: l’auto-incitamento che aiuta i ciclisti nelle imprese solitarie può spingere anche in politica. E sarebbe il colmo se non ci credesse il Cavaliere che, per dirla con le parole di un collaboratore stretto quale Niccolò Querci, «prima crea la “realtà virtuale” e poi lavora perché si avveri».

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Moschee, la legge-muro della Lega Nord

8 settembre 2008 1 commento

Quello che si sta per iniziare è uno degli autunni più caldi per la politica italiana degli ultimi anni. No, nessun riscaldamento al massimo nel corridoi del Parlamento ma solo un’agenda colma di appuntamente fino a scoppiare.

Ci sarà il ministro Alfano e la sua riforma della Giustizia, il ministro Tremonti alle prese con la Finanziaria, il ministro Bossi impegnato col federalismo fiscale, Calderoli e il codice delle autonomie. Poi la riforma Costituzionale. Ma anche l’opposizione non rimane comoda in poltrona e se Veltroni si impegna a raccogliere milioni di firme contro il Governo fino a organizzare, in ottobre, una manifestazione del Partito Democratico, anche Antonio di Pietro di prepara a raccogliere migliaia di firme per chiedere il referendum contro il lodo Alfano. Con tutti questi impegni dubito che il buon Calderoli possa trovare il tempo per mettere il guinzaglio al proprio maialino più bello e andare a passeggiare nei campi destinati alla costruzione delle moschee.

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Qualche consiglio per la Giustizia

17 luglio 2008 Lascia un commento

Leggo sul Corriere.it: La riforma della giustizia è una delle priorità nazionali. Silvio Berlusconi si dice sdegnato per tutti questi anni di accanimento giudiziario contro di lui. «Il problema di questo paese è la giustizia che influisce nella vita di tutti i giorni di ogni cittadino e va anche dritto dritto nel cuore dell’economia. Viene usata per condizionare l’economia e la politica. Questa volta vado avanti, non mi fermerà nessuno». Il primo punto della riforma della giustizia, che sarà attuata a partire da settembre, è l’immunità parlamentare. Poi riforma del Csm, dell’ordinamento giudiziario, priorità dell’azione penale.

Siamo proprio agli sgoccioli. La democrazia, gli ideali di libertà e giustizia, le grandi battaglie del novecento si sono esaurite di fronte a questo ometto corrotto e delinquente. Perchè bisogna usare le parole giuste per descrivere uomini e cose. Non possiamo definire Silvio Berlusconi una brava persona, un liberale, uno che ha a cuore le sorti dell’Italia. Silvio Berlusconi è un deliquente, illiberale e ha a cuore esclusivamente le sorti delle sue aziende. Stop.

Si parte dall’immnunità parlamentare – come se un paese per essere giusto ha bisogno che 1000 persone possano restare bellamente impunite – e chissà fin dove si arriva. Io avrei alcune idee, che qui ufficialmente propongo agli scagnozzi di Berlusconi, per riformare la giustizia.

  • Se un gruppo – inteso come unione mista di persone, atei, musulmani, donne, ebrei, omosessuali, cani, piccioni e comunisti – formato almeno da un elemento indaghi su figure parlamentari, governative o amici di infanzia del Premier sia considerato alla stregua di un atto terroristico e punito con pena capitale appositamente reintrodotta.
  • Reintrodurre per legge il Tribunale Ecclesiastico. Dev’essere un bello spettacolo per i due amichetti Joseph e Silvio il torturamento a sangue di Umberto Veronesi – in quanto sporco ateo – o Walter Veltroni – in quanto sporco comunista, quindi sporco ateo!
  • Proibire a tutti i comunisti la carriera giudiziaria. Come si riconosce un comunista? Il più delle volte glielo si legge in faccia. Poi si può torturare finchè non ammette cos’ha votato; se votano PdL avranno la certezza di una carriera nei vertici della Magistratura, se votano Lega avranno la carriera facilitata, se votano UDC o LaDestra una carriera da giudici di pace. Se votano altro sono etichettati come comunisti e quindi inibiti alla carriera giudiziaria. Inoltre negli incontri ufficiali le toghe color rosso saranno sostituite con un più patriottico azzurro. Come giuramento sarà adottato Menomale che Silvio c’è.
  • L’istituzione di una figura al di sopra delle parti, autonoma, prestigiosa e autorevole. A cui sia affidato il compito di rimuovere giudici e magistrati che a suo giudizio lavorano male e, compito più importante, dare un parere inappellabile sulla colpevolezza di ogni imputato. Questo secondo compito può, a sua discezione, essere affidato ad altri – per esempio il giudice incaricato.

Questo ultimo punto è probabilmente il più importante e rivoluzionario. Una persona senza macchia, autorevole e autonoma potrebbe ad esempio essere il Presidente del Consiglio stesso. Ve lo immaginate il processo a suo carico?

Il Gran Capo Supremo della Magistratura Italiana Silvio Berlusconi: «Io, Silvio Berlusconi, Gran Capo Supremo della Magistratura Italiana, sono qui per dare un parare di colpevolezza all’imputato Silvio Berlusconi, nato in Milano il 9 settembre 1936, accusato del tal reato. Come si giustifica?»
L’imputato Silvio Berlusconi: «Cribbio! Sono vittima di una magistratura eversiva e comunista ormai, finalmente!, tramontata che non aveva altro da fare se non rompere le scatole a me… Mi affido alla sua autorevolezza ed imparzialità!»
Il Gran Capo Supremo della Magistratura Italiana Silvio Berlusconi: «Io Silvio Berlusconi giudico l’imputato Silvio Berlusconi non colpevole»
La folla: «Viva la giustizia! Viva Silvio!»
Il Gran Capo Supremo della Magistratura Italiana Silvio Berlusconi: «E qui giudico non colpevoli anche tutti gli amici, colleghi e compagni di scorribande varie dell’imputato Silvio Berlusconi per tutti i reati di cui son stati accusati e di cui saranno accusati in futuro!» Amen!

Sarebbe l’apice più alto della democrazia e della libertà in Italia. Folle esaltate che urlano bravo bene assolto-da-uno-imparziale finalmente questa-sì-che-è-giustizia. Sarebbe il trionfo della demenza umana. Un mondo fatto a somiglianza del suo creatore. Viva Silvio!

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